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Zucca e semi di zucca: origini e proprietà nutrizionali

È novembre e, tra gli ortaggi di stagione, per il suo colore, la sua dolcezza e il ruolo attribuitole nella festa di Halloween (da poco passata), spicca la zucca. Conosciamone insieme le origini e le proprietà nutrizionali!

Il termine “zucca” si riferisce in generale ai frutti di alcune piante della famiglia delle Cucurbitacee. Il genere Cucurbita è il più diffuso e anche il più conosciuto per l’uso che ne si fa in cucina; dunque, d’ora in poi, parlando di “zucca” faremo riferimento ad esso. Le sue origini sembrano essere del Centro America: qui era coltivata abitualmente dai popoli precolombiani. I Maya pare siano stati i primi a selezionare delle zucche dal sapore gradevole (la polpa della maggior parte delle zucche selvatiche ha un sapore amaro). Queste sono poi state introdotte in Europa dai coloni spagnoli nel XVI secolo in seguito alla scoperta dell’America. Come avvenne per molti altri ortaggi importati dal Nuovo Mondo, sembra che anche la zucca, inizialmente, fosse vista con sospetto dagli Europei e fosse consumata prevalentemente dal popolo contadino, per poi diffondersi lentamente anche tra le classi sociali più abbienti. Oggi è comunemente utilizzata nella nostra cucina e consumata in svariati modi: cucinata al forno o al vapore, nei risotti, nelle minestre, nei ravioli (i famosi tortelli alla mantovana), fritta in pastella.

Da un punto di vista nutrizionale, la zucca è considerata in tutto e per tutto una verdura. È possibile consumarla, dunque, in qualsiasi pasto, in abbinamento a primo o secondo piatto, in sostituzione alle altre tipologie di verdura. Come la maggior parte dei cibi appartenenti a questa categoria, le calorie che forniscono 100 grammi di zucca sono molto poche, appena una ventina, così come gli zuccheri semplici, appena 2,5 grammi (circa mezzo cucchiaino da caffè), nonostante il suo sapore dolce. La zucca è, inoltre, molto ricca di acqua, minerali e vitamine, soprattutto calcio, ferro e vitamina A.

Anche i semi di zucca hanno delle ottime proprietà nutrizionali, anche se, come tutti i semi, sono molto calorici e sono quindi da consumare in piccole quantità, preferibilmente non salati. Essi contengono grassi insaturi (i grassi “buoni”), minerali come calcio, magnesio e potassio e una buona quota di proteine. Sono, inoltre, noti per le loro proprietà vermifughe. Già in antichità erano consumati dagli Aztechi tostati o crudi come spuntino energetico. Oggi sono spesso impiegati come snack da gustare al naturale, ma anche essiccati e, in seguito, tostati e cotti al forno. Una valida alternativa per spezzare la fame!


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  • L'Autore

    Francesca Locatelli

Categorie

Salute e Benessere Nutrizione


Tag

Nutrition wealth yellow pumpkin Central America

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