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World Happiness Report 2019

Misurare la felicità in un mondo complesso

Siamo al settimo rapporto sulla felicità nel mondo ed il primo, datato 2012, fu realizzato in supporto ai lavori del meeting organizzato in Bhutan dalla piattaforma delle Nazioni Unite per gli obiettivi dello sviluppo sostenibile – SDGs -[https://sustainabledevelopment.un.org/], tra i quali figurava un nuovo paradigma economico per il benessere e la felicità. Sembra ormai chiaro, anche a livello globale, che parametri quantitativi come il PIL non siano più sufficienti a guidare, da soli, le politiche pubbliche dei governi, soprattutto in un momento storico in cui le disuguaglianze e la distribuzione della ricchezza sono avvertiti come temi sempre più centrali.

La Risoluzione ONU 65/309 [https://undocs.org/en/A/RES/65/309], adottata dall’Assemblea Generale il 19 luglio 2011, ha aperto la strada alla felicità come elemento di un approccio olistico allo sviluppo, ma è evidente che il processo di consapevolezza rispetto a parametri qualitativi sia ancora molto lungo e pieno di insidie. Lo stato attuale delle cose ci consente, allo stesso tempo, di prendere in considerazione lavori condotti attraverso modalità scientifiche che hanno un elevatissimo valore di supporto ai governi, a patto, però, che gli stessi policy maker siano disposti ad utilizzare questi nuovi strumenti per rendere l’azione di governo più efficace, efficiente e sostenibile.

Il World Happiness Report 2019 [https://worldhappiness.report/] offre dati nazionali fino a 156 Paesi e dati aggregati di quattro macro-aree, suddivise a loro volta in dieci grandi regioni, dimostrando che la qualità della vita delle persone può essere stimata in maniera coerente ed affidabile grazie ad uno spettro di misure del benessere soggettivo. In un mondo che cambia velocemente, gli aspetti che possono influenzare la felicità e l’umore riguardano le modalità con le quali le persone comunicano ed interagiscono nella loro comunità, sul posto di lavoro, nonché la relazione che le stesse hanno con istituzioni e norme sociali. Nel rapporto 2019, il team guidato da John F. Helliwell, Richard Layard e Jeffrey D. Sachs ha deciso di occuparsi di tre fattori principali: correlazione tra istituzioni e felicità, incidenza dell’altruismo sulle reti sociali, cambiamenti nell’Information Technology.  In particolare, nei sette capitoli del rapporto si esamina la relazione empirica tra un numero di misure nazionali della qualità della governance e la felicità media nazionale, si valuta se e come la felicità dei cittadini influenza la loro partecipazione al voto, ci si occupa dell’impatto della generosità e dell’altruismo individuale sulle comunità al fine di renderle luoghi felici in cui vivere. Gli ultimi tre capitoli affrontano la correlazione tra felicità e tecnologia digitale, benessere e big data, qualità della vita ed epidemia delle dipendenze di massa con un focus sugli Stati Uniti per quest’ultimo argomento. Una parte dei dati raccolti si basa su sondaggi in cui si chiede di valutare la propria vita su di una scala 0-10, in cui 0 rappresenta la peggiore condizione di vita avvertita dall’intervistato. Viene invece utilizzata una scala 0-1 per misurare la frequenza di sentimenti positivi, come gioia e divertimento, e negativi, come tristezza e rabbia, nei giorni precedenti l’intervista. Il ranking 2019 per singolo paese è frutto del periodo di osservazione 2016-2018 ed è supportato dallo studio della incidenza, fin dal 2005, di sei variabili indipendenti sui punteggi medi annuali nazionali: PIL pro capite, assistenza sociale, aspettativa di vita sana alla nascita, libertà nelle scelte di vita, generosità, percezione della corruzione.

Una interessante area di investigazione riguarda le modalità con cui il benessere soggettivo dei cittadini influenza il loro comportamento nella sfera sociale e politica. Ci si interroga, ad esempio, sul rapporto di causalità tra felicità e rielezione dei governi uscenti, tra infelicità e preferenza di voto per politici populisti. Una vasta letteratura ha già dato risposte positive in merito alla partecipazione delle persone felici ad attività di volontariato, raccolta fondi e opere di carità, mentre la correlazione tra benessere e attivismo politico può sembrare più ambigua, seppure il trend conferma che le persone più felici sono maggiormente impegnate in politica e votano per i governi in carica. Allo stesso tempo, la dimensione sociale, in termini di generosità e altruismo verso la comunità, incontra delle condizioni che aumentano il rapporto causa-effetto col tasso di felicità, anche se questa connessione non è ineluttabile. Le persone sembrano trarre maggiore giovamento dall’aiutare il prossimo quando sono liberi sul se e come farlo, quando si sentono vicini ai beneficiari e quando possono vedere se, effettivamente, la loro azione fa la differenza. Il focus sugli Stati Uniti dimostra che la felicità degli americani continua a scendere, nonostante la ripresa economica successiva alla crisi del 2008, senza avere la capacità di tornare ai livelli degli anni novanta e trovando spiegazione altresì nel declino del capitale e della assistenza sociale, producendo aumento di obesità e abuso di sostanze. Preoccupante risulta essere la condizione degli adolescenti, soprattutto per l’elevata quantità di tempo speso con i digital media, con relativa diminuzione di benessere e aumento dei casi di depressione, intenzioni suicide, autolesionismo.

La ricerca di informazioni sempre più dettagliate ed un monitoraggio della condizione umana possono trovare un grande alleato nei Big Data, a patto che vengano utilizzati in maniera responsabile per migliorare davvero l’azione di public policy, troppo spesso influenzata da interessi di natura privata.

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  • L'Autore

    Nico Delfine

    Laurea in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali, Studi Europei, master in Risorse Umane e Mental Coaching in Programmazione Neuro-Linguistica: membro IAPSS (International Association For Political Science Students). Appassionato di storia, politica estera, geopolitica, economia sostenibile, ambiente, studi cross-culturali, sviluppo delle organizzazioni, arte e musica. Guardo all'essere umano ed alle sue molteplici attività in una prospettiva olistica sulla base della teoria della complessità, dimensione necessaria per comprendere e fare esperienza di un mondo sempre più ricco di variabili che toccano da vicino le nostre vite, i nostri progetti, i nostri sogni.

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#WHR19 #Felicità #Benessere #happiness2019

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