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Violenza verbale: 5 indizi dietro il meccanismo manipolatorio

La violenza sulle donne può assumere anche un’altra forma oltre a quella fisica: quella psicologica. Questo genere di oppressione è particolarmente subdola poiché non lascia segni visibili fisicamente, ma infligge ferite molto profonde nella psiche difficili da guarire. Esistono una serie di comportamenti tramite cui è possibile riconoscere che il partner sta attuando violenza psicologica nei nostri confronti. Questi comportamenti hanno tutti come scopo quello di irretire la vittima e farla entrare in un circolo vizioso difficile da spezzare. L’ingrediente principale è l'annullamento dell’autostima e delle sicurezze della donna per fare in modo che quest’ultima si leghi sempre di più al suo carnefice. La violenza psicologica è una manipolazione vigliacca e meschina della mente che ha come unico scopo quello di stabilire una gerarchia, una dinamica di potere e controllo all’interno della coppia. Ecco alcuni degli atteggiamenti più diffusi tra gli uomini che tentano di innescare questo meccanismo:

1) SMINUIRE LA DONNA. L’uomo deride, denigra e sminuisce le qualità e i successi della partner. Umilia costantemente la donna con insulti e vessazioni più o meno velati facendo vacillare le di lei certezze e la fiducia nelle proprie capacità. In questo modo il manipolatore può instillare nella vittima l’idea di non essere all’altezza o di non essere abbastanza per lui. La donna così si legherà sempre di piu’ al suo carnefice e inizierà a sviluppare nei suoi confronti una vera e propria dipendenza.

2) ISOLARE LA DONNA. Il partner manipolatore cerca di gettare discredito anche su tutte le persone che circondano la donna mostrandosi infastidito da queste frequentazioni. L’uomo assilla la donna affinché non continui a coltivare i legami che aveva prima della relazione. Un'altra manovra che viene compiuta per cercare di isolare la partner è quella di controllare le sue finanze e limitare l’accesso al denaro in modo tale da circoscrivere la sua autonomia. La donna, interrompendo amicizie e rapporti che aveva in precedenza, si sentirà così ancora più sola e dipendente dal partner abusivo. 

3) GELOSIA FUORI CONTROLLO. Un altro segnale di violenza psicologica in atto è la gelosia insana. Quando un partner si infuria e mette in atto vere e proprie scenate senza un apparente e reale motivo, siamo dinnanzi a un’altra manifestazione di violenza. L’ossessione per il controllo degli spostamenti della donna, del suo cellulare, di ogni aspetto della sua vita sono un pericoloso segnale della tossicità della relazione. Nella vittima si innesca così il senso di colpa ingiustificato e l’inadeguatezza che la rendono ancora piu’ soggiogata alle angherie dell’uomo.

4) MINACCE E RICATTI. L’uomo abusivo minaccia costantemente la partner di abbandono, di iniziare una relazione con un’altra donna, di suicidarsi, di umiliarla davanti a familiari e amici se non accetta le sue condizioni. La donna, che già a causa delle precedenti tecniche intimidatorie ha perso ogni contatto con la realtà, asseconda ogni richiesta dell’uomo, spaventata all’idea di restare sola. 

5) INVERSIONE DI RUOLI: IL CARNEFICE SI TRAVESTE DA VITTIMA. Ed ecco una delle tecniche più meschine del partner abusivo: l’uomo si approfitta della compagna dotata di grande empatia per ribaltare subdolamente la situazione e farle credere di essere lei stessa carnefice. Ancora una volta il manipolatore fa leva sul senso di colpa ingiustificato della donna, estremizzandolo e irrazionalizzandolo. La vera vittima così si affaticherà in tutti i modi per riconquistare la stima e la fiducia del partner.

Il modo migliore per uscire dal circolo vizioso è imparare a riconoscere questi comportamenti e capire che lasciare un partner abusivo è una liberazione e non una condanna alla solitudine. Anche se è più semplice a dirsi che a farsi, la donna, che si accorge di essere vittima di violenza psicologica, deve prendere in mano il proprio coraggio, appoggiarsi alle persone che da sempre la supportano, e trovare la forza di lasciare il manipolatore. La vittima delle vessazioni deve ritrovare la forza di credere in sé stessa e di avere fiducia nella propria personalità e nelle proprie capacità. Tuttavia questo percorso, che a volte va intrapreso con un terapeuta, è possibile solo se la donna per prima avverte la tossicità della propria relazione e il desiderio di uscirne.


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  • L'Autore

    Isabella Poretti

Categorie

Parità di genere


Tag

Violenza contro le donne Violenza verbale parità

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