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Violenza sulle donne e violenza domestica: il ruolo fondamentale della Convenzione di Istanbul

Si tratta del primo strumento giuridico vincolante a livello internazionale in materia, che si pone, tra i molti obiettivi, quello di introdurre un quadro normativo globale a tutela di tutte le vittime, femminili e non

La Convenzione di Istanbul è stata sottoscritta dall’Italia il 27 settembre 2012 e il Parlamento ne ha autorizzato la ratifica con la legge n.77/2013.

La convenzione ha ad oggetto la prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. È entrata in vigore nel 2014, una volta raggiunto il numero minimo di Paesi ratificanti, ossia 8. Attualmente sono 33 i Paesi firmatari, compresi quelli non membri del Consiglio d’Europa, istituzione che ha elaborato la convenzione.

La sua importanza consiste principalmente nel fatto di essere il primo strumento giuridico vincolante a livello internazionale in materia di violenza di genere e violenza domestica, obbligando gli Stati firmatari ad adottare misure concrete all’interno del proprio ordinamento.

In particolare, all’articolo 1, vengono definiti tutti gli scopi che la convenzione intende raggiungere, quali (1) proteggere le donne da ogni forma di violenza, arrivare alla sua eliminazione e all'eradicamento della violenza domestica, (2) contribuire ad eliminare ogni forma di discriminazione contro le donne e promuovere la concreta parità tra i sessi, rafforzando la loro autonomia e autodeterminazione, (3) predisporre un quadro globale, politiche e misure di protezione e di assistenza a favore di tutte le vittime di violenza anche domestica, promuovere la cooperazione internazionale al fine di eliminare questi crimini, (4) sostenere e assistere le organizzazioni e le autorità incaricate dell’applicazione della legge in modo che possano collaborare efficacemente, al fine di adottare un approccio integrato per l'eliminazione della violenza contro le donne e la violenza domestica.

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La Convenzione specifica che per “violenza nei confronti delle donne” si intende la violazione dei diritti umani e ogni forma di discriminazione nei loro confronti, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica sia in quella privata.

Per “violenza domestica” si intendono poi invece tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima.

All’art. 4, rubricato Diritti fondamentali, uguaglianza e non discriminazione, la convenzione stabilisce che “Le Parti condannano ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne e adottano senza indugio le misure legislative e di altro tipo necessarie per prevenirla, in particolare:

inserendo nelle loro costituzioni nazionali o in qualsiasi altra disposizione legislativa appropriata il principio della parità tra i sessi e garantendo l'effettiva applicazione di tale principio;

vietando la discriminazione nei confronti delle donne, ivi compreso procedendo, se del caso, all’applicazione di sanzioni;

abrogando le leggi e le pratiche che discriminano le donne."

Come specificato dal Consiglio d’Europa, le disposizioni non si applicano solamente alle donne: gli Stati firmatari sono chiamati ad introdurre e far rispettare misure atte a tutelare tutte le vittime di quelle forme di violenza coperte dalla convenzione, anche qualora si tratti di uomini, bambini e anziani.

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Il GREVIO 

Al capitolo IX, la convenzione introduce il c.d. “GREVIO” ossia un gruppo indipendente di esperti sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, il quale è incaricato di vigilare sul rispetto della convenzione di Istanbul.

Il gruppo deve comporsi di un minimo di 10 membri, fino ad un massimo di 15. I primi 10 esperti vennero eletti il 4 maggio 2015 per un mandato di quattro anni; raggiunta la ratifica della convenzione anche da parte della Germania il 12 ottobre 2015 e, quindi, il numero di 25 ratifiche totali, le altre 5 nomine furono ufficializzate nel maggio del 2018, facendo decorrere la loro durata quadriennale dal primo settembre 2018.

L'articolo 66 prevede anche che, per la composizione del gruppo, venga tenuto conto dei fattori di genere e di collocamento geografico, nonché delle competenze multidisciplinari nel campo dei diritti umani, dell'uguaglianza di genere, della violenza contro le donne e della violenza domestica o dell'assistenza e protezione delle vittime. I membri del GREVIO devono essere cittadini degli Stati parte della Convenzione. Integrità, competenza, indipendenza, disponibilità e conoscenze linguistiche (inglese e/o francese) sono i principi guida per la nomina e l'elezione dei membri del GREVIO. La Convenzione ha affidato al Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa il compito di definire la procedura di elezione dei membri del GREVIO.

LE MISURE ADOTTATE DALL’ITALIA DOPO LA RATIFICA DELLA CONVENZIONE 

Oltre a nominare il c.d. codice rosso, introdotto con la l.69/2019, l’Italia ha adottato altre misure nella lotta alla violenza contro le donne, quali la legge n.119/2013 con la quale è stato introdotto l’obbligo delle autorità di sostenere e promuovere una vasta rete di assistenza alle vittime, oltre al d.lgs. n.80/2015 in materia di congedo speciale retribuito per le vittime di violenza di genere, e alla normativa sullo stalking, adottata già nel 2009.

Tuttavia, il GREVIO ha rilevato come la situazione italiana abbia ampi margini di miglioramento e, tra gli altri suggerimenti, incoraggia le autorità italiane a sviluppare e migliorare l'accessibilità dei servizi di protezione e sostegno per le donne vittime di violenza che sono o potrebbero essere “esposte alla discriminazione intersezionale”, sensibilizzandole riguardo ai loro diritti e migliorando l’accesso ai servizi di protezione e sostegno. 

 

Fonti consultate per la stesura del presente articolo:

https://rm.coe.int/istanbul-convention-questions-and-answers-italian/1680944876

http://www.senato.it/ric/generale/risultati.do

https://www.coe.int/it/web/conventions/full-list/-/conventions/rms/090000168008482e

https://iari.site/2021/03/31/la-convenzione-di-istanbul-uno-strumento-giuridico-fondamentale/

https://www.coe.int/en/web/istanbul-convention/grevio

https://www.coe.int/it/web/conventions/full-list/-/conventions/rms/09000016806b0686

https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-in-camicia-a-maniche-lunghe-viola-6003784/

https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-donna-ragazza-interni-4379912/

https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-persone-donna-mano-4379959/


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  • L'Autore

    Giorgia Corvasce

    Giorgia Corvasce si laurea nel 2018 in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano, dopo aver frequentato il biennio di specializzazione ad indirizzo internazionale.

    Immediatamente dopo, inizia il percorso di pratica forense occupandosi di diritto civile contenzioso e stragiudiziale, per poi appassionarsi al diritto di famiglia.

    La sua conoscenza delle lingue straniere e la passione per il diritto internazionale tuttavia non vengono abbandonate, e la seguono nel suo percorso di crescita professionale sino ad approdare in un noto studio legale a vocazione internazionale di Milano nel 2020.

    Contemporaneamente, inizia la sua collaborazione con Mondo Internazionale, dapprima come autore del progetto Legalytics, oggi Diritto e Società, dove si occupa prevalentemente di tematiche legate ai diritti umani e al gender gap, e poi ottenendo la carica di Coordinatore per le Attività Internazionali dell’associazione, dove sviluppa le sue doti di diplomazia e rafforza i rapporti con le sedi estere aiutata dalla sua ottima conoscenza del francese.

    Mondo Internazionale le permette di mettere a frutto le sue capacità e le sue inclinazioni, stringendo forti legami umani in tutto il globo per il perseguimento di uno scopo condiviso.


    Giorgia Corvasce graduated in 2018 in Law at the Catholic University of Milan, after attending the two-year specialization program with an international orientation.

    Immediately, she began her career becoming a trainee laywer for a firm specialized in civil law and family law l.

    Her knowledge of foreign languages and her passion for international law, however, are not abandoned, and they follow her in her career path until reaching a well-known international law firm in Milan in 2020.

    At the same time, she began her collaboration with Mondo Internazionale, first as author of the project Legalytics, now Law and Society, where she mainly writes about topic related to human rights and gender gap, and then obtaining the role of Coordinator for the International Activities of the association, where she develops her skills of diplomacy and she strengthens relations with foreign offices helped by his excellent knowledge of French.

    Mondo Internazionale allows her to make a difference, to tight strong human connections around the globe in order to reach a shared goal.

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