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Veicoli a guida autonoma

I veicoli a guida autonoma sono oggi uno tra i principali assi di sviluppo della mobilità in tutti i Paesi occidentali. Nella sua strategia per una mobilità intelligente e sostenibile, la Commissione Europea si impegna a promuovere tutti i sistemi di mobilità connessi e automatici che possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e sicurezza fissati in precedenza [1].

Quando si parla di veicoli autonomi, è necessario chiarire un aspetto. In un veicolo esistono diversi livelli di automazione, che sono stati oggetto di diverse classificazioni e di dibattiti anche etici, oltre che tecnologici. La dicitura “veicolo autonomo” è dunque generica: secondo la Society of Automotive Engineers (SAE), l’automazione può essere completa, alta, condizionale, parziale o può configurarsi come una semplice “driver assistance”. Ad oggi, l’idea di un’automazione totale è lontana: sui rispettivi territori, il governo francese stima che tra il 2030 e il 2050 si raggiungerà un livello “quasi totale” di autonomia [2], mentre quello tedesco ha escluso questa possibilità [3]. Ad oggi anche i veicoli ritenuti autonomi richiedono un conducente di sicurezza, che intervenga prontamente all’occorrenza. È tuttavia l’utente a decidere di impostare la funzione di guida autonoma, e può disattivarla quando vuole. Dopo l’attivazione di tale funzione, non è più il conducente a essere responsabile del veicolo, ma un programma informatico.

Ma quali sono le tecnologie alla base dell’autonomia? In primo luogo l’ordine di guida: il veicolo deve conoscere la destinazione e valutare la strada più veloce per raggiungerla; poi l’autoposizionamento: è fondamentale che la vettura "sappia" in ogni momento dove si trova con precisione; l’autovalutazione del proprio stato: vi sono una serie di parametri che vanno tenuti costantemente sotto controllo, come la velocità a cui sta procedendo il veicolo, la disponibilità del carburante o il livello di carica della batteria, la temperatura ed il funzionamento dei sistemi importanti; infine la conoscenza dell’ambiente circostante e la situazione del traffico: la posizione di edifici, altri veicoli in circolazione, ostacoli di altro tipo, pedoni, segnali stradali e semafori [4].

Appare evidente come i veicoli devono dunque gestire ed elaborare una mole di informazioni notevole, che richiede computer e programmi potenti. Si pensi al compito di riconoscere un veicolo di fronte a sé: solo dopo aver elaborato migliaia di immagini, l’intelligenza artificiale sarà in grado di riconoscere un veicolo che non ha mai visto prima.

Per poter esprimere al massimo le sue potenzialità, il veicolo autonomo ha necessità di muoversi in un ambiente che sia digitalizzato, con sistemi compatibili con quelli del veicolo stesso: segnali stradali digitali, mappe digitali e sensori, la cui pervasività verrà agevolata in un futuro non troppo lontano grazie alla diffusione del 5G. Lo sviluppo di infrastrutture digitali e l’interconnessione delle reti stradali sono quindi un elemento indispensabile per lo sviluppo delle tecnologie a guida autonoma, e con queste devono costituire un sistema unico. Si pensi a un grande garage connesso: questo potrebbe fornire al veicolo informazioni sul numero e sulla posizione dei posti liberi, in modo tale da agevolare e velocizzare il parcheggio.

Le opportunità che questa tecnologia offre al settore dei trasporti sono tante. Tra queste vi è sicuramente un aumento della sicurezza stradale: si pensi che il 90% degli incidenti mortali avviene a causa di errore umano. I veicoli autonomi potrebbero contribuire a migliorare la fluidità del traffico: un sistema automatico di guida dovrebbe interfacciarsi con tantissime fonti di informazioni ambientali che, dopo aver monitorato le condizioni del traffico e metereologiche dei percorsi da affrontare, potrebbero suggerire percorsi alternativi o più rapidi. Questa possibilità, congiuntamente alla capacità di adattare le modalità di guida alla situazione, consentirebbe di ottimizzare l’utilizzo di carburante e di ridurre le emissioni. Inoltre, il veicolo intelligente è perfettamente compatibile con i sistemi di propulsione elettrici sui quali tutti i Paesi europei stanno scommettendo. Un altro aspetto vantaggioso della guida autonoma è la possibilità di sfruttare il tempo del viaggio per fare altre cose, come inviare email, leggere o vedere un film.

La ricerca in questo settore oggi si concentra su tre assi: lo sviluppo dei programmi, che devono garantire l'affidabilità totale del veicolo; l’interfaccia uomo-macchina e il fattore umano nella gestione dei sistemi; la cyber-security, che entra in gioco nel momento in cui aumenta il flusso di dati personali necessari per il funzionamento dei veicoli autonomi. La buona notizia risiede nel fatto che questi indirizzi di ricerca rientrano tutti nel novero di quelli propri dell’intelligenza artificiale, che diventa una costante per lo sviluppo della tecnologia in diversi settori. Interessante è anche la sfida che si porrà in ambito legislativo, in quanto la guida autonoma necessita di una propria regolamentazione, oggetto finora di accese controversie.

A questo punto viene da chiedersi quali siano le effettive prospettive di crescita di questa tecnologia nell’immediato. Per il trasporto pubblico, già esistono soluzioni di tram e treni urbani con funzioni di guida autonoma. Nei prossimi anni potremmo veder comparire dei taxi autonomi con sistemi digitali per il car-sharing, che operano all’interno di aree limitate. Per quanto riguarda invece il trasporto privato, l’obiettivo della messa a punto di un veicolo totalmente autonomo è ancora lontano, soprattutto in condizioni di traffico complesse. Tuttavia, già nei prossimi anni sarà possibile acquistare vetture che presentino funzioni di guida autonome via via sempre più sofisticate. Nel giro di una decina di anni anche diverse città potrebbero offrire le infrastrutture necessarie per realizzare dei sistemi digitali ambientali che consentano l’utilizzo di alcune funzioni di guida autonoma. Anche se il cambiamento sarà graduale, aspettiamoci una strada totalmente nuova.

[1] Sustainable and Smart Mobility Strategy – putting European transport on track for the future, 09/12/2020, https://ec.europa.eu/transport/sites/transport/files/legislation/com20200789.pdf

[2] Développement du véhicule automatisé – Orientations stratégiques pour l’action publique, maggio 2018, p. 18, https://www.ecologique-solidaire.gouv.fr/sites/default/files/90p%20VDEF.pdf.

[3] Bundesministerium für Verkehr und digitale Infrastruktur: Strategie automatisiertes und vernetztes Fahren, sett. 2015., https://www.bmvi.de/SharedDocs/DE/Publikationen/DG/broschuere-strategie-automatisiertes-vernetztes-fahren.pdf?__blob=publicationFile

[4] Auto a guida autonoma, Matthias Hartwig, 19/01/2020, https://www.bmwmeetingclub.it/...

https://pixabay.com/fr/illustr...


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  • L'Autore

    Chiara Natalicchio

    Laureata con Lode in Ingegneria Meccanica Magistrale con indirizzo Smart Factory al Politecnico di Bari.
    Durante gli studi, ha partecipato a un tirocinio presso il Centro Nazionale di Ricerca a Bari, e a due esperienze internazionali: il programma Erasmus a Bilbao, in Spagna, e il programma Double Degree a Parigi, in Francia. Qui si è occupata principalmente di energia, collaborando, durante uno stage di sei mesi, al progetto di commercializzazione di una strada solare, che è diventato poi oggetto di tesi.
    Attualmente svolge uno stage in una società di gestione immobiliare, dove si occupa di gestire progetti di manutenzione, rinnovazione ed efficientamento energetico degli immobili gestiti dal Gruppo.
    La sua passione è lo sport, in tutte le sue forme: al chiuso, all’aperto, individuale, di gruppo. Dopo una lunga carriera da ginnasta, durante gli anni universitari si dedica all’allenamento delle giovani leve; da sei anni nuota in una squadra master, partecipando a competizioni regionali.
    Ama la lettura, il cinema, i viaggi e le lingue straniere.
    Da sempre sensibile a temi sociali, politici ed ecologici, nel Novembre 2020 entra nel team di Mondo Internazionale per occuparsi della redazione di articoli per l’area “Ambiente e Sviluppo” e come Policy Analyst nel gruppo MIIP.Graduated with honors in Mechanical Engineering at the Polytechnic of Bari.

    During her studies, she carried out an internship at the National Research Center in Bari, and two international experiences: the Erasmus program in Bilbao, Spain, and the Double Degree program in Paris, France. Here, she mainly dealt with energy, collaborating, during a six-month internship, on the marketing project of a solar road, which later became the subject of her thesis.
    She currently takes part in an internship at a property management company, where she manages maintenance, renovation and energy efficiency projects of the properties managed by the Group.
    Her passion is sport, in all its forms: indoors, outdoors, individually or in groups. After a long career as a gymnast, during her university years she started to train young talents; she has been swimming in a master team for six years, participating in regional competitions.
    She loves reading, travelling and studying foreign languages.
    Always sensitive to social, political and ecological issues, in November 2020 she joins the Mondo Internazionale team to write articles for the "Environment and Development" area and as a Policy Analyst in the MIIP group.

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Sezioni Ambiente e Sviluppo Tecnologia ed Innovazione Imprese, innovazione e infrastrutture


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#mobility #self-drivingvehicles #Technology #digital

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