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Un’Informazione scorretta

Ormai di sovente rimango cristallizzato davanti a quello che è un comportamento diventato distintivo della nostra ragguardevole informazione. Con il termine ragguardevole non intendo necessariamente la sua accezione positiva bensì, con ironia, mi riferisco all’inclinazione che ultimamente sembrano aver preso i mezzi di informazione che quotidianamente i nostri amici, i nostri genitori e i nostri parenti anche piú lontani consultano in cerca di risposte alle innumerevoli domande che insistentemente si pongono.


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Quello che mi ha fatto riflettere ancora piú profondamente sulla questione è stato un articolo pubblicato sul noto social network, che anche noi utilizziamo, riguardante la possibilità di andare in pensione anticipatamente (e dopo un modesto periodo di tempo) per la fascia sociale riconosciuta con il nome di ‘Immigrati’. Il titolo, come d’abitudine, si riferiva ad un privilegio che definiva esclusivo per questa fascia di popolazione, con un chiaro intento di creare un contrasto da parte degli italiani “autoctoni” nei confronti di lavoratori non definibili come tali. Dubitando della fonte e del fatto che l’ordinamento Italiano avesse potuto mettere in atto un tale atto di discriminazione nei confronti dei propri cittadini mi sono messo a cercare se effettivamente quel tipo di notizia fosse vera o almeno corretta. Mi ci sono voluti due minuti per scoprire che le informazioni contenute nell’articolo erano incomplete ( tanto da travisare il reale intento della norma che si è rivelata operare in modo simile anche per i nostri “compatrioti” ) e che anche il titolo di quest’ultimo sia stato in effetti adoperato per la funzione in principio enunciata.

Credo che la libertà di informazione sia una delle risorse piú belle e positive che il nostro ordinamento e in generale gli ordinamenti democratici mettono a disposizione dei propri cittadini. Peró credo anche che sia un’arma altrettanto pericolosa nel momento in cui l’opinione pubblica non sia abbastanza consapevole e protetta mentre ne usufruisce sia come diffusore che come ricevente.L’ambiente informatico, soprattutto, ha reso il fenomeno dell’informazione “incompleta e ingannevole” ancora piú catastrofico dato che il dilagare di queste notizie diventa ancora piu difficile da contenere.

Ció che manca è un atteggiamento critico e di approfondimento che le generazioni hanno perduto per innumerevoli ragioni, una tra tutte la velocità delle relazioni tra gli individui e le relazioni che essi hanno con l’ambiente che li circonda. La pericolosità di questo comportamento scaturisce soprattutto dalle conseguenze che puó produrre a livello sociologico in quanto va a modificare lentamente quel corpus di valori, idee e opinioni comuni in maniera del tutto errata e priva di una logica, molte volte creando astio anche nei confronti delle fasce sociali considerate minoritarie o di margine. Contestualizzando una condotta di questo genere nel decennio che stiamo vivendo che si concluderà con il 2018 e sicuramente avrà dei risvolti nei prossimi, il pericolo si fa piu vicino, piu concreto e piu destabilizzante.

La creazione di capri espiatori è gia avvenuta all’interno della società umana, innumerevoli volte, a partire dalle società primitive per motivi religiosi, etnici e di genere, che guardacaso informano ancora nell’epoca moderna quelli che definiamo pregiudizi e che alimentano gli scontri sociali.

Così da trasformare la nostra società in un’ allegoria di “Saturno che divora i suoi figli” di Goya, ricordandoci quanto il nostro essere possa a volte diventare egoista e minaccioso, nascondendosi  dalla paura profetica che un giorno all’altro qualcuno possa divorarlo.

Con ció non voglio dire che quell’articolo abbia il potere di cambiare il mondo ma distrae l’attenzione da quelle che sono le reali questioni del dibattito sociale genuino e si avvicina a creare e fomentare quello che nessuno di noi vorrebbe per la propria famiglia: l’Odio.


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    Stefano Sartorio

    Laureato in Scienze Internazionali e Istituzioni Europee e studente di Relazioni internazionali, mi piace indagare sulle cause delle problematiche e capire i fondamenti che caratterizzano le più odierne sfide globali. Attualmente sono Junior Researcher per l'università statunitense di Harvard ma partecipo ad altre iniziative e forum internazionali in associazioni Italiane e non. Ho studiato all'interno dell'Istituto di Studi di Politica Internazionale a Milano le implicazione dell'intervento umanitario e dell'aiuto allo sviluppo. Sono molto sensibile alle tematiche ambientali e sociali e spero un giorno di poter contribuire attivamente allo sviluppo sostenibile della nostra civiltà.

Data di pubblicazione 3 novembre 2016

Categorie Attualità
Tag Informazione Riflessione Pensioni

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