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UNHCR e MIUR insieme nella sensibilizzazione verso i rifugiati

Pochi giorni fa, il 25 marzo 2021, è stato siglato a Roma il Protocollo d’intesa fra l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati – UNHCR e il Ministero dell’Istruzione.

Il Professor Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione, e la Dott.ssa Chiara Cardoletti, Rappresentante UNCHR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino, hanno apposto le firme al Protocollo che consolida una collaborazione che va avanti già da qualche anno. Già dal 2016, difatti, le due Istituzioni hanno avviato attività in sinergia che vedono promossi nelle scuole i temi della solidarietà internazionale, dell’accoglienza e dell’inclusione.

Il Professor Bianchi sostiene che troppe sono le diseguaglianze nel mondo, sia in termini di diritti umani che in termini di benessere sociale. E, riconoscendo nell’istruzione un’attività fondamentale, afferma: "La scuola ha un ruolo determinante: deve essere motore dello sviluppo e dell’eguaglianza sociale. Educare i nostri giovani alla solidarietà – valore fondante della democrazia – vuol dire insegnare alle ragazze e ai ragazzi a tendere la mano a chi è più debole. Questo è un dovere, anzi una necessità, perché solo così potremo lavorare insieme per una società priva di discriminazioni, più giusta e costruire un nuovo sviluppo umanamente sostenibile".

L’intento della collaborazione tra UNHCR e MIUR è di sensibilizzare studenti e studentesse a temi fondamentali per la società, mirando soprattutto a consapevolezza, educazione e dialogo interculturale.

L’intesa offre sia ad insegnanti che a studenti un’occasione per conoscere e comprendere quel che vivono i rifugiati ogni giorno, in modo da rendere possibile anche l’integrazione di queste persone.

Conoscere la situazione mondiale, e quindi le crisi umanitarie, le persecuzioni e le guerre che colpiscono diversi Paesi è estremamente costruttivo. È giusto che i giovani vengano a conoscenza di fenomeni così importanti.

Oltre 80 milioni di persone nel mondo si sono ritrovate costrette a fuggire perché colpite da situazioni invivibili. Si tratta di bambini, donne, uomini, anziani, costretti a lasciare tutto alle loro spalle e a cercare una nuova vita altrove. Il numero di bambini supera il 50% tra i rifugiati di tutto il mondo. Sono bambini dall’infanzia segnata da orrore e tragedie, costretti alla fuga e a vivere senza una fissa dimora, a volte senza acqua e cibo per lungo tempo, per non parlare delle cure mediche e dell'istruzione.

Siria, Iraq, Mali, Sud Sudan, Chad, così come Nord Africa, Est Europa e altri Paesi ancora: svariate sono le zone dove l’UNHCR interviene da circa 70 anni dedicandosi interamente alle persone che scappano per poter vivere.

Rifugiati, richiedenti asilo e migranti hanno storie e bisogni di protezione differenti, ma sono accomunati dalle rotte che attraversano e dalla volontà di vivere altrove.

Negli ultimi anni sono aumentati di molto i flussi migratori, e i motivi sono da ricercarsi in molteplici fattori: guerre; oppressioni; violazioni dei diritti umani; fame e povertà; globalizzazione; forte disparità tra ricchi e poveri. C’è chi fugge dai conflitti e dalle violenze del proprio Paese; chi si sposta perché cerca migliori opportunità di vita; chi vuole raggiungere la propria famiglia.

I viaggi sono pieni di promesse, ma anche di tanti abusi, sfruttamento e condizioni disumane. Molti sono gli episodi di cronaca a cui assistiamo: dalle traversate via mare o via terra ai percorsi anche a piedi, tra fili spinati e muri insormontabili. Nulla assicura loro che ce la faranno, ma la speranza di vita si prospetta sempre migliore rispetto alle condizioni di partenza.

Gli Stati raggiunti da questi viaggi sono per lo più in Europa, ma anche quando ad essere toccati sono altri Paesi si percepisce l’arrivo dei cosiddetti ‘barconi’ come una minaccia: è giusto capire che gran parte delle persone che compiono la fuga la vivono come unica via di salvezza.

L’Agenzia delle Nazioni Unite dedicata ai Rifugiati si impegna sempre a garantire la loro protezione, riconoscendo, al contempo, l’importanza dei controlli di frontiera da parte degli Stati. È difatti essenziale garantire supporto, ma altrettanto importante è contrastare il crimine internazionale.

Le misure adottate e promosse in questo senso devono applicarsi in maniera giusta e non discriminatoria, in modo da offrire l’aiuto necessario e un’alternativa a Paesi che mettono a rischio la propria incolumità.

La collaborazione italiana tra Ministero dell’Istruzione e UNHCR si riconferma nel voler far conoscere il fenomeno, i progetti intrapresi e le misure adottate, per contribuire così ad una società consapevole, solidale e inclusiva.

Si può essere di aiuto anche con poco verso il resto del mondo: interessarsi a chi fugge per salvarsi la vita è già un buon passo.


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  • L'Autore

    Sofia Abourachid

    Dottoressa in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Diritti Umani con Laurea acquisita presso l’Università degli Studi di Padova.

    Dottoressa Magistrale in Relazioni Internazionali curriculum di Diplomazia e Organizzazioni Internazionali con Laurea acquisita presso l’Università degli Studi di Milano.

    Appassionata di diritti umani e di tutto ciò che concerne il sociale, tra cui tematiche di uguaglianze di genere, minori, donne, immigrati e terzo settore. Altrettanto appassionata di storia e di politica internazionale, così come di formazione, comunicazione, e percorsi di motivazione.

    Con la sua storia, le origini arabe, e skills personali, in Mondo Internazionale ha ricoperto la carica di Project Manager per il progetto TrattaMI Bene; oggi, oltre ad essere Editor, ricopre il ruolo di Chief Editor dell'area Diritti Umani.

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    Graduated in Political Science, International Relations and Human Rights with a Degree from the University of Padua.

    Master's Degree in International Relations, Diplomacy and International Organizations
    curriculum with a Degree from the University of Milan.

    She is interested in human rights and everything related to social issues, including gender equality, minors, women, immigrants and the third sector. She is equally passionate about history and international politics, as well as training, communication, motivation and personal growth.

    With her personal history, her arab origins, and personal skills, in Mondo Internazionale she held the role of Project Manager for the TrattaMI Bene project; today, in addition to being Editor, she also holds the role of Chief Editor of the Human Rights area.

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