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Trasporto marittimo: inquinamento e soluzioni

Vicende come quella della nave Ever Given, bloccatasi lo scorso 23 Marzo nel Canale di Suez, ci possono indurre a pensare a fenomeni che sembrano lontani ed estranei alla nostra quotidianità ma che in realtà hanno un impatto notevole sulle nostre vite. Ben il 90% della merce scambiata a livello globale, dai prodotti ordinati online direttamente dal consumatore a semilavorati che si muovono tra impianti industriali, viaggia infatti su questi mezzi di trasporto dimenticati [1]. Ma il collegamento con le nostre realtà non si limita a questo.

Il trasporto marittimo emette infatti circa 940 milioni di tonnellate di CO2 all'anno ed è responsabile del 2,5% delle emissioni globali di gas serra. Se non si prendesse alcun provvedimento, le emissioni del trasporto marittimo potrebbero aumentare tra il 50% e il 250% entro il 2050, compromettendo il raggiungimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi [2]. E l’inquinamento atmosferico è solo un aspetto dell’impatto ambientale delle navi: queste enormi città galleggianti spesso scaricano in mare anche oli, rifiuti e altri inquinanti che danneggiano gravemente gli ecosistemi marini.

Il problema principale risiede nel fatto che per le navi, come per gli aerei, è difficile utilizzare fonti energetiche alternative. Le batterie elettriche sono molto pesanti e hanno poca autonomia, dunque non sono adatte ai lunghi viaggi che questi mezzi normalmente devono affrontare. Per queste ragioni il commercio marittimo è stato escluso dal sistema di scambio di quote delle emissioni inquinanti (ETS). Secondo uno studio della Commissione Europea del 2013, solo includendo il settore nel sistema ETS le emissioni di CO2 avrebbero potuto scendere di 80 milioni di tonnellate entro il 2030.

L’incarico di provvedere alla riduzione delle emissioni è stato invece affidato all’IMO, l’Organizzazione Marittima Internazionale. Questa ha elaborato nel 2018 una strategia di riduzione dei GES con l’obiettivo di ridurre le emissioni del 50% entro il 2050 rispetto ai valori registrati nel 2008. La legge europea obbliga inoltre tutte le navi che superano le 5000 tonnellate lorde a pubblicare report annuali sulle emissioni prodotte; l’obiettivo è quello di diffondere le Best Practices in materia di efficienza energetica, facendo leva sulla competitività tra gli operatori del settore [3].

La buona notizia è che alcune soluzioni, sia tecniche che operative, esistono. Solo riducendo la velocità di servizio si potrebbero notevolmente ridurre le emissioni. Questo avrebbe tuttavia delle implicazioni commerciali, perché significherebbe un aumento del tempo necessario per la consegna delle merci. Si dovrebbe poi adattare le rotte alle condizioni atmosferiche.

Altra strada percorribile è quella di migliorare gli idrocarburi utilizzati dai mezzi marittimi. Attualmente infatti la maggior parte delle navi utilizza oli combustibili pesanti, ad alto contenuto di zolfo, residui del processo di distillazione del petrolio dopo la rimozione di combustibili più leggeri, come gasolio e benzina. Nel 2020 è stata ridotta la concentrazione consentita di zolfo nei carburanti allo 0,5%, mentre in alcune zone esistono limiti anche più stringenti (0,1%). La ricerca lavora in questa direzione: nel 2022 dovrebbe essere pronta la prima nave da crociera alimentata a GNL (Gas Naturale Liquefatto), costruita da MSC crociere. L’imbarcazione sarà anche dotata di celle a combustibile per la conversione dell’energia chimica del GNL in elettricità e calore; tale tecnologia consentirebbe un’ulteriore riduzione delle emissioni di circa il 30% rispetto al solo GNL, e annullerebbe del tutto le emissioni di NOx e SOx.

Dalla Svezia arriva invece Oceanbird, la prima nave da carico a propulsione eolica al mondo, progettata dal costruttore navale Wallenius Marine in collaborazione con il governo e di alcuni istituti di ricerca. Lunga 198 metri, Oceanbird sarà dotata di uno scafo con vele alari di 80 metri di altezza, realizzate in materiali compositi innovativi e capaci di ruotare di 360°. In Francia, anche MSC lavora allo sviluppo - previsto per il 2030 - di navi alimentate esclusivamente con energia eolica. 

Si lavora inoltre all’implementazione del fotovoltaico sulle imbarcazioni, non tanto per la propulsione, quanto per la produzione di energia per i servizi a bordo. Si utilizzano pannelli particolarmente resistenti, leggeri e adattabili a superfici curve, con alta efficienza di conversione energetica. Energy Observer è invece una nave a idrogeno (prodotto a bordo, sfruttando l’acqua di mare) sviluppata da un importante centro di ricerca francese in partenariato con diverse aziende, con l’obiettivo di testare l’efficacia di una catena energetica che sfrutti l’accoppiamento tra diversi tipi di rinnovabili. La nave, salpata nel 2017, dovrebbe concludere nel 2023 il suo giro del mondo.

Inoltre, alcune compagnie navali, pur non essendo ancora in grado di abbattere le emissioni prodotte per limiti tecnologici, si impegnano nell’obiettivo di neutralità carbone cercando di compensare il loro impatto ambientale con interventi in favore dell’ambiente.

Anche i porti dovrebbero adattarsi per affrontare le sfide ambientali: attualmente pochissimi sono equipaggiati per fornire elettricità alle navi in sosta, le quali provvedono alla produzione di elettricità tramite generatori alimentati a idrocarburi. Tutto ciò potrebbe cambiare con l’Onshore Power Supply, ovvero la fornitura di energia da terra, che limiterebbe le emissioni contribuendo anche ad un miglioramento della qualità dell’aria e ad una riduzione dell’inquinamento acustico nei porti.


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  • L'Autore

    Chiara Natalicchio

    Laureata con Lode in Ingegneria Meccanica Magistrale con indirizzo Smart Factory al Politecnico di Bari.
    Durante gli studi, ha partecipato a un tirocinio presso il Centro Nazionale di Ricerca a Bari, e a due esperienze internazionali: il programma Erasmus a Bilbao, in Spagna, e il programma Double Degree a Parigi, in Francia. Qui si è occupata principalmente di energia, collaborando, durante uno stage di sei mesi, al progetto di commercializzazione di una strada solare, che è diventato poi oggetto di tesi.
    Attualmente svolge uno stage in una società di gestione immobiliare, dove si occupa di gestire progetti di manutenzione, rinnovazione ed efficientamento energetico degli immobili gestiti dal Gruppo.
    La sua passione è lo sport, in tutte le sue forme: al chiuso, all’aperto, individuale, di gruppo. Dopo una lunga carriera da ginnasta, durante gli anni universitari si dedica all’allenamento delle giovani leve; da sei anni nuota in una squadra master, partecipando a competizioni regionali.
    Ama la lettura, il cinema, i viaggi e le lingue straniere.
    Da sempre sensibile a temi sociali, politici ed ecologici, nel Novembre 2020 entra nel team di Mondo Internazionale per occuparsi della redazione di articoli per l’area “Ambiente e Sviluppo” e come Policy Analyst nel gruppo MIIP.Graduated with honors in Mechanical Engineering at the Polytechnic of Bari.

    During her studies, she carried out an internship at the National Research Center in Bari, and two international experiences: the Erasmus program in Bilbao, Spain, and the Double Degree program in Paris, France. Here, she mainly dealt with energy, collaborating, during a six-month internship, on the marketing project of a solar road, which later became the subject of her thesis.
    She currently takes part in an internship at a property management company, where she manages maintenance, renovation and energy efficiency projects of the properties managed by the Group.
    Her passion is sport, in all its forms: indoors, outdoors, individually or in groups. After a long career as a gymnast, during her university years she started to train young talents; she has been swimming in a master team for six years, participating in regional competitions.
    She loves reading, travelling and studying foreign languages.
    Always sensitive to social, political and ecological issues, in November 2020 she joins the Mondo Internazionale team to write articles for the "Environment and Development" area and as a Policy Analyst in the MIIP group.

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