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Tra Marketing e Ambientalismo: il Greenwashing

Conoscere l’escamotage aziendale e riconoscerlo sulle nostre tavole

Con l’avvento del digitale, il mondo della comunicazione si è dovuto reinventare studiando le dinamiche migliori per divulgare i contenuti attraverso i nuovi canali. Chiunque possieda un accesso in rete, i clienti, sono diventati esigenti in quanto a velocità di risposta alle loro richieste e, soprattutto, hanno libertà di parola. Tramite i commenti e le varie interazioni sui social network è possibile infatti consigliare o viceversa “screditare” un prodotto e quindi un brand. Data questa premessa si può immaginare come la gran parte delle aziende abbia riprodotto una versione di sé per i clienti del web. Grazie a diversi strumenti di analisi forniti da Google stesso, è possibile monitorare molteplici aspetti delle campagne pubblicitarie online; il tutto per costruire una campagna di marketing ottimizzata e convincente, studiata sulle esigenze del pubblico a cui è indirizzata. Come da manuale, per costruire una buona strategia di vendita bisogna assicurarsi che l’opinione pubblica relativa all’azienda sia favorevole ad accoglierne i prodotti sul mercato e, dopo un accurato studio delle tematiche più delicate e in voga, vengono progettati dei messaggi promozionali ad hoc per rivelare la posizione dell’azienda rispetto a queste tematiche.

Il tema dell’ambientalismo è fortemente attivo nella nostra quotidianità, perciò è di fondamentale importanza per le aziende stare al passo con i tempi, in quanto un brand che si mostra attento all’ambiente potrà estendere il suo target di clienti comprendendo le persone sensibili alla causa. In linea con le istruzioni sopra elencate, molte aziende si trovano costrette a “convertirsi” a questa ondata di verde per garantire il proprio profitto a fine mese e subito ci suonano familiari parole come “plastic free”, “zero emissioni”, “KM 0”, “imballaggio compostabile”.. tutti accorgimenti tecnici legati alla tutela dell’ambiente. Ma quanto è veritiero questo atteggiamento? I provvedimenti declamati nelle pubblicità sono reali? Il fenomeno del Greenwashing:

“è un neologismo indicante la strategia di comunicazione di certe imprese, organizzazioni o istituzioni politiche finalizzata a costruire un'immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell'impatto ambientale, allo scopo di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dagli effetti negativi per l'ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti”.

Grammaticalmente è una sincrasi delle parole “green” e “washing”, dove green chiaramente richiama al colore verde emblema dell’ambientalismo e washing significa lavare, si può tradurre con “dipingersi una facciata verde”, quindi di credibilità ambientalista.

Il secondo Sustanaible Devolpment Goal “Zero Hunger”dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ha tra i suoi traguardi da raggiungere “porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile”, sempre nel rispetto dell’ecosistema ambientale. Come sappiamo, nel vasto panorama dell’inquinamento l’industria alimentare ha un ruolo da protagonista per emissioni, produzione di rifiuti e uso di energia. Diversi produttori alimentari hanno sposato la causa dell’ambientalismo, ammettendo che di questo passo il mondo ha pochi anni per riprendersi, ma altri per essere in linea con le strategie “verdi” dei competitors hanno sfruttato a pieno l’escamotage del Greenwashing. Senza riportare in questa istanza il nome di aziende direttamente coinvolte per pubblicità ingannevole, la rete è ricca di esempi per potersi documentare a riguardo. A prescindere dal grado di sensibilità ambientale personale, è molto importante poter essere sicuri di ciò che arriva sulle nostre tavole, perché la pubblicità ingannevole potrebbe non limitarsi alla posizione “green” dell’azienda, bensì anche ai metodi di produzione e ai luoghi di provenienza. Anche in questo caso, la parola d’ordine è informazione; ed ecco che il mondo online torna utile al nostro scopo. Quasi tutte le aziende hanno un sito ricco di feedback e recensioni, oltre che articoli correlati; perciò il consiglio è di documentarsi attentamente e cercare informazioni rispetto alle politiche di business dell’azienda e come vengano applicate lungo tutta la filiera produttiva. È importante fare ricerca per avere le idee chiare su ciò che mangiamo e, perché no, per diventare anche un po' ambientalisti.

Sitografia:

https://it.businessinsider.com/oggi-tutti-sono-sostenibili-ma-a-volte-e-solo-greenwashing-che-cose-davvero-la-sostenibilita-meglio-o-peggio-del-biologico/

https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/data/lcp#tab-european-data

https://www.marketingarena.it/2011/05/11/greenwashing-aziende-con-la-coscienza-sporca-di-verde/

https://www.greenious.it/greenwashing-mondo-delle-imprese-inganna-consumatore/

https://unric.org/it/agenda-2030


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  • L'Autore

    Francesca Castiglione

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Dal Mondo


Tag

marketing green agenda2030 SDGs Comunication

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