background

The man who saved the World

“The man who saved the world”. 
Così il regista Peter Anthony ha soprannominato Stanislav Yevgrafovich Petrov, eroe silenzioso della Guerra Fredda fra Stati Uniti d’America e URSS.

1034
Credit: The Man Who Saved The World, Peter Anthony

Egli fu un militare sovietico e tenente-colonnello dell’Armata Rossa ed è a lui che viene riconosciuto il merito per aver scongiurato lo scoppio di un nuovo Conflitto Mondiale.
Quello che rese questo personaggio un eroe accadde esattamente trentaquattro anni fa: il 26 settembre 1983, quando lo scontro fra il blocco sovietico ed il blocco americano stava volgendo al termine.
Quella notte Petrov era stato assegnato, con il ruolo di ufficiale, al “Bunker Serpuchov 15” vicino Mosca: aveva il compito, dopo aver maturato grande esperienza nella “Vojska PVO” (una delle cinque forze armate sovietiche, deputata al controllo e alla difesa dello spazio aereo sovietico fino al 1981), di monitorare il sistema di sorveglianza satellitare (OKO) che venne posto per controllare i missili americani.
All’interno del bunker vigeva una dottrina ben precisa: quella della “distruzione mutua assicurata”.
Questa prevedeva, in caso di un attacco missilistico da parte delle forze armate statunitensi, un contrattacco nucleare su vasta scala.
Il fatto che lo vide protagonista accadde alle 00.14 (ora di Mosca): il sistema di sorveglianza diede l’allarme iniziando a segnalare dapprima il lancio di un solo missile dalla base di Malmstrom (Stato del Montana), per poi segnalare il lancio di altri quattro missili.
Petrov, grazie alla sua conoscenza dei quantitativi degli armamenti americani e dei frequenti malfunzionamenti dell’impianto di controllo al quale era stato destinato, ritenne che si stesse trattando di una serie di errori ed anomalie dell’impianto satellitare sovietico.
Prese perciò due decisioni, entrambe molto rischiose: la prima fu quella di non fare rapporto ai suoi superiori; la seconda fu quella di non rispondere all’ipotetico attacco nucleare americano.
Fortunatamente l’allarme si rivelò un’anomalia del sistema di sorveglianza e la decisione presa da Petrov saggia e corretta. 
L’origine dell’errore ha del curioso: Esso venne generato da una particolare congiunzione astronomica tra la Terra, il Sole e l'orbita del sistema satellitare OKO che aveva dato inaspettatamente luogo a consistenti riflessi solari su nubi ad alta quota, erratamente identificati come lanci di missili.
Purtroppo però, come spesso accade, i riconoscimenti furono inversamente proporzionali all’azione compiuta: Petrov venne redarguito, concludendo poi la sua carriera con pensione anticipata.
Tale episodio venne reso pubblico circa dieci anni dopo.
Successivamente però gli vennero concessi innumerevoli riconoscimenti: tra i più importanti citiamo quello assegnatogli dalla “Associazione Cittadini del Mondo” con base a San Francisco (con un premio in denaro di mille dollari).


Condividi il post

  • L'Autore

    Andrea Verardi

    Sono uno studente di SIE, specializzando in commercio internazionale. Sono molto interessato all'aspetto economico e storico del panorama internazionale odierno e sono un ottimo conoscitore della storia di cronaca nera italiana. In ambito storico internazionale sono molto interessato a tutto ciò che riguarda i confitti del XX secolo... Per costruire oggi un mondo migliore bisogna capire appieno ciò che si è sbagliato in precedenza.

Categorie

Dal Mondo Sapevi che? Pace, giustizia e istituzioni solide


Tag

Stanislav Petrov URSS USA Guerra Fredda

Potrebbero interessarti

Image

La caccia al tesoro americana in Venezuela

Domenico Barbato
Image

Midterms: dove Trump si gioca il Congresso

Alessio Ercoli
Image

Il filo rosso tra Tillerson e Skripal

Alessio Ercoli
Accedi al tuo account di Mondo Internazionale
Password dimenticata? Recuperala qui
Diventa Associato