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The Green Europe

The Green Europe. Un’Europa verde. Più verde. Anzi: molto più verde, secondo quanto si evince dalle intenzioni espresse dal nuovo esecutivo in carica.

Infatti, il nuovo Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, sta incalzando con vigore quelli che da qui a pochi anni saranno il fulcro del dibattito pubblico e politico: il cambiamento climatico e la transizione ad un’economia ecosostenibile.

Per il quadro finanziario pluriennale 2021-2027 è in cantiere un progetto che prevede che il 25% della spesa dell’Unione, ossia 320 miliardi, sia dedicato a programmi di contrasto al climate change. Quei miliardi, però, Ursula von der Leyen conta di farli arrivare a 1000 con l’aiuto dei privati. E su tale orientamento convergono già la “sua” Germania, Francia, Svezia, Olanda e anche l’Italia!

Sulla stessa lunghezza d’onda sembra essere l’altra donna che, dal 1°novembre, sarà di casa alla Banca Centrale Europea, Christine Lagarde. Ella ha infatti dichiarato che il cambiamento climatico dev’essere “al centro della missione della BCE e di ogni altra istituzione”; coinvolgendo in tal modo anche la principale istituzione finanziaria europea in una sempre più dinamica battaglia politica e sociale.

D’altronde, queste dichiarazioni giungono sulla scia seminata dall’allarmante rapporto di Moody’s analytics rilasciato la scorsa estate, secondo cui il costo di un innalzamento della temperatura di due gradi centigradi si aggirerebbe intorno ai 69 trilioni di dollari entro il 2100. A guardare bene, però, il mondo finanziario si sta muovendo su questi binari sin dal 2015, da quando il governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney, fondò il Network for Greening and Financial System - che riunisce oltre trenta banche centrali - allo scopo di adottare misure di contrasto al cambiamento climatico.

Tutto ciò a dimostrazione del fatto che il cambiamento climatico è un problema da non sottovalutare. Ma si dimostra anche che l’Europa stessa non lo sottovaluta, facendosi garante sia della realtà dei fatti sia della percezione dei cittadini che deve rappresentare: secondo il 93% di questi, infatti, il surriscaldamento globale è un problema grave che deve essere affrontato con urgenza.

Non bisogna dunque essere troppo pessimisti rispetto alle conseguenze negative del cambiamento climatico: l’Europa, attore sempre più fondamentale per il nostro avvenire, c’è ed è pronta ad agire per porre fine a questa battaglia epocale che si pone dinanzi a noi.


A cura di Edoardo Pozzato


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