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The great translation movement: propaganda cinese occulta Pro-Russia svelata su Twitter

L’invasione armata dell’Ucraina da parte della Russia iniziata lo scorso 24 febbraio 2022, ha generato una serie di reazioni a livello politico, economico e sociale da parte degli attori della comunità internazionale. Tra i diversi fronti in cui si scontrano le forze russe e ucraine vi è quello propagandistico, uno scontro mediatico e politico che ha visto molteplici risposte da parte dell’opinione pubblica internazionale.

Osservando il caso cinese vi è però una particolarità, ovvero la discrepanza tra la posizione apparentemente neutrale del paese adottata dal governo e l’evidente natura pro-Russia dalle notizie diffuse online. È infatti necessario sottolineare che dall’inizio del conflitto il governo si è espresso in termini neutrali, astenendosi dal criticare apertamente la Russia ma ribadendo allo stesso tempo il suo sostegno verso la salvaguardia della sovranità e dell’integrità territoriale di ogni stato, mostrando così la posizione ambigua in cui si trova la Cina, dati i suoi rapporti con il Cremlino da un lato e la sua linea di politica estera dall’altro.[1]

Nonostante la linea neutrale mantenuta dal governo, un fenomeno diffusosi rapidamente online ha svelato la presenza di opinioni e propaganda pro-Russia nei media cinesi e nell’opinione pubblica attraverso un account Twitter dal nome “The Great Translation Movement”. Le origini di questo network informale di dissidenti rimangono ignote, nonostante i diversi tentativi di ricostruzione della nascita del movimento. Tra essi, è possibile nominare la teoria supportata da "The Atlantic" che riconduce il movimento alla diffusione in rete dei tweet di un residente australiano di origine cinese (Ex funzionario del ministero degli esteri cinese impiegato al Consolato Generale di Sidney) che, poche settimane dopo l’inizio dell’offesa russa, ha tradotto in inglese dei messaggi pro-Russia scambiati in una chat di gruppo di migranti cinesi residenti in Australia presente sul social cinese WeChat.[2] "The Diplomat" offre invece una teoria diversa circa l’origine del movimento, che pare anche essere la più supportata, indicando come evento scatenante la creazione di un canale subreddit chiamato “ChonglangTV”, diventato in poco tempo uno spazio attivo di condivisione e denuncia tra dissidenti cinesi, prima di essere bannato per violazione della privacy.[3]

È possibile descrivere il movimento come un network informale di traduttori, nato in seguito all’invasione russa, volto a tradurre dal cinese all’inglese i contenuti delle testate giornalistiche nazionali, dei post e dei commenti più popolari sulle piattaforme social, discorsi e comunicazioni di esperti e studiosi provenienti dalla Cina. Le notizie che vengono tradotte non riguardano solamente la posizione del governo e dell’opinione pubblica cinese circa il conflitto ucraino, ma anche temi sensibili come la risposta governativa ai recenti focolai di Covid registrati nel paese, come la nota situazione di Shanghai. Cavalcando il successo dell’hashtag, è stato creato anonimamente un account Twitter con lo stesso nome che conta al momento più di 150 mila followers.

Tra i contenuti tradotti dalla comunità, vi sarebbero non solo esempi di disinformazione sulla guerra in Ucraina, ma anche commenti radicali e nazionalisti, dichiarazioni sessiste nei confronti delle donne ucraine e altri contenuti xenofobi e impropri. Il movimento è stato accusato di tradimento da parte della stampa nazionale mentre un quotidiano della municipalità di Shanghai ("The paper") avrebbe ricondotto parte degli utenti coinvolti a dei media notoriamente critici del governo cinese, tra i quali "Voice of America Cina", "Radio Free Asia" e "Deutsche Welle". È interessante sottolineare la notevole presenza, all’interno del movimento, di cittadini di origini cinesi residenti all’estero, un elemento che riflette la diffidenza del governo nei confronti di chi coltiva rapporti stretti con l’esterno. La crescita di questo atteggiamento è ulteriormente testimoniata dalle intimidazioni e dagli arresti condotti nell’ultimo anno nei confronti di reporter e collaboratori di origini cinesi impiegati presso testate internazionali.[4]

In seguito alla diffusione del movimento online, i media locali cinesi hanno preso le distanze dai contenuti tradotti dalla rete di volontari mentre il "People’s Daily", il periodico del partito, ha attribuito le opinioni ad una minoranza di utenti estremisti.[5]

Il quotidiano “Global times”, di proprietà del partito, ha espresso in più occasioni una condanna sia nei confronti di Han Yang, autore del thread che secondo alcuni avrebbe dato vita al movimento, che del movimento stesso. In un articolo datato al 14 aprile 2022 il periodico ha definito le traduzioni presenti online come delle ulteriori barriere nella comunicazione interculturale tra l’occidente e la Cina, oltre che segno dell’ostilità e dei pregiudizi del primo nei confronti del gigante asiatico.[6]

La disinformazione in chiave pro-Russia diffusasi in Cina ha avuto risonanza anche a livello europeo, tanto che il 17 marzo 2022 l’account ufficiale del Servizio Europeo di Azione Esterna (SEAE) ha pubblicato per la prima volta un tweet interamente in cinese, condannando i canali “pro-Cremlino” e la diffusione di disinformazione sul conflitto.[7]

I social media e la loro capacità di eludere censure e imposizioni governative dimostrano ancora una volta di avere un ruolo sempre più significativo all’interno della comunità internazionale e delle dinamiche tra i suoi maggiori attori. 

[1] Pieranni S., (1 marzo 2022). “La Crisi Ucraina, la Russia e la Cina”, Il Manifesto.

[2] Il thread da cui avrebbe poi tratto ispirazione il movimento secondo la ricostruzione di The Atlatnic appartiene ad un account Twitter dal nome “Han Yang”. https://twitter.com/polijunkie_aus/status/1500418730341580801

[3] McLaughlin T., (21 marzo 2022). “The volunteer Movement Enraging China”, The Atlantic.

[4] Colarizi A., (6 maggio 2022). “Dissenso leale? Il TGTM, un movimento di traduzioni in rete, contrasta la posizione del Partito Comunista Cinese riguardo alla guerra in Ucraina.”, Il Tascabile.

[5] Venturini M.E., (13 aprile 2022). “Cina-Russia, come funziona la propaganda di Pechino? Su Twitter emerge la verità.”, NewsBy.

[6] Huang L, Ziaoyi L., (14 aprile 2022). “Twisted in translation: Western media, social groups set up language barriers by intentionally misreading, misinterpreting Chinese materials”, Global Times.

[7] Meacci L., (26 marzo 2022). “L’Unione Europea non sa come fermare la propaganda pro-Russia della Cina”, Wired.


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  • L'Autore

    Laura Salvemini

    Laura Salvemini, 24 anni, laureata in Mediazione Linguistica e Culturale presso l'Università degli studi di Milano e studentessa magistrale di Relazioni e Sicurezza Internazionale presso l'Università di Bologna. Appassionata delle tematiche di peacebuilding e conflict resolution, terrorismo e cybersecurity e specializzata nell'area del sud-est asiatico, ha trascorso dei periodi di studio presso l'università autonoma di Madrid e la Liaoning Normal University in Cina. Autrice per l'area Framing the World di Mondo Internazionale da Gennaio 2022, scrive articoli di approfondimento sul sud-est asiatico, la Cina e tematiche di sicurezza internazionale.

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