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Sputnik V: il (ri)lancio della speranza?

Come la Russia risponde all'emergenza epidemiologica mondiale

Russia, Agosto 2020. Il presidente russo Vladimir Putin annuncia l’approvazione normativa del vaccino contro il SARS-CoV-2, comunemente noto come Covid-19, nonostante le opposizioni da parte della stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale richiede delle prove di sicurezza dal momento che il vaccino presenta una percentuale di successo solo del 16%.

Apparentemente prematuro e ancora in fase sperimentale, il Gam-COVID-Vac ( in russo Гам-КОВИД-Вак, commercialmente noto come Sputnik V) è il nuovo candidato tra i vaccini che potrebbero porre fine all’emergenza epidemiologica mondiale. Il vaccino, che prende il nome dal primo satellite spaziale sovietico Sputnik-1, è stato sviluppato dal Centro nazionale di ricerca epidemiologica e microbiologica N.F. Gamaleya e registrato dal Ministero della Salute russo.

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Come funziona esattamente la sperimentazione?

Il Ministro della Sanità russo Mikhail Murashko ha dichiarato che oltre 40mila persone hanno partecipato ai test post-registrazione del vaccino che si svolgono in Russia, Bielorussia, India, Emirati Arabi Uniti e Venezuela; inoltre, sono in corso i negoziati sui test in Brasile ed altri paesi. Mentre inizialmente gli studi avevano dimostrato un’efficacia del vaccino pari al 91,4% dopo 28 giorni dalla somministrazione della prima dose, gli scienziati hanno poi scoperto con la seconda analisi intermedia che Sputnik V è efficace al 95% 42 giorni dopo la prima dose. Il Ministro della Salute ha inoltre affermato che le sperimentazioni cliniche del farmaco sono ancora in corso, ma sono già stati vaccinati più di 100mila russi che fanno parte di fasce a rischio della popolazione.

“La seconda analisi è stata condotta una settimana dopo che i volontari hanno ricevuto la seconda dose, il che significa che i loro corpi hanno parzialmente reagito a entrambe le dosi. Sulla base dei dati, ci aspettiamo che il tasso di efficacia sia ancora più alto tre settimane dopo la seconda immunizzazione, quando si ottiene la risposta più forte e più stabile del corpo”, ha affermato il Direttore del GamaleyaAlexander Gintsburg.

"I dati che dimostrano l’elevata efficacia del vaccino Sputnik V ci fanno sperare che presto otterremo lo strumento più importante nella lotta contro la pandemia della nuova infezione da Coronavirus."


- Mikhail Murashko, Ministro della Sanità russa

Perché Sputnik V è il vaccino più particolare?

Il vaccino Sputnik V si basa su una piattaforma di vettori adenovirali umani che si è dimostrata sicura, efficace e senza effetti collaterali a lungo termine in più di 250 studi clinici condotti a livello globale negli ultimi due decenni. L’unicità del vaccino russo risiede proprio nell’uso di due diversi vettori adenovirali umani che, spiegano gli scienziati russi, consentirebbero una risposta immunitaria più forte e a lungo termine rispetto ai vaccini che utilizzano lo stesso vettore per due dosi. Con Sputnik V il Coronavirus non entra nel corpo, poiché il vaccino contiene informazioni genetiche su una parte del rivestimento proteico esterno del virus, le cosiddette “punte” che formano la sua corona. In pratica, questo processo elimina completamente la possibilità di contrarre l’infezione a seguito della vaccinazione e allo stesso tempo provoca una risposta immunitaria stabile del corpo.

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Sputnik V: a quale costo?

Altro aspetto interessante, stando a quando affermato da Kirill Dmitriev, CEO del Russian Direct Investment Fund, è proprio il costo di questo vaccino: “Il Gamaleya Center ha sviluppato uno dei vaccini contro il Coronavirus più efficienti al mondo, con un tasso di efficacia superiore al 90% e un prezzo due volte inferiore a quello di altri vaccini con tasso di efficacia simile”. Già più di 50 Paesi hanno richiesto lo Sputnik V per oltre 1,2 miliardi di dosi. Le forniture di vaccini per il mercato globale saranno prodotte dai partner internazionali della Russian Direct Investment Fund in India, Brasile, Cina, Corea del Sud e altri Paesi.

Ora, la Russia ha in programma di condurre la terza analisi provvisoria dei dati. I suoi esperti sono convinti che i risultati supereranno le aspettative iniziali. La valutazione finale dell’efficacia del farmaco sarà resa disponibile al termine degli studi clinici di fase III.


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  • L'Autore

    Arianna Giannino

    Arianna Giannino nasce una fresca mattina di primavera del 1997. C’è un che di poetico nella sua anima e le prime manifestazioni non tardano a comparire.

    Si diploma nel 2015 presso il liceo scientifico statale, nonostante il suo cuore batta da sempre per la letteratura. Trascorre la sua infanzia con il naso immerso tra i libri, perdendosi appresso alle avvincenti avventure dei suoi personaggi preferiti: fantasy, thriller, romanzi storici e gialli. Per Arianna non esiste genere che non abbia letto o a cui non si sia appassionata.

    Nello stesso anno in cui ottiene il diploma scientifico intraprende gli studi accademici presso l’Università degli studi di Messina. La facoltà scelta non può che essere quella di Lingue e Letterature straniere, coronando il suo sogno di approfondire la sua conoscenza non solo delle letterature, ma anche delle lingue straniere, prediligendo la lingua inglese e quella russa, ma conservando una buona conoscenza anche delle lingue francese e spagnola.

    Nel 2019, giunta al termine dei suoi studi, dividendosi tra lavoro e impegno accademico, scopre un’altra passione, oltre la lettura: scrivere. Diventa così da accanita lettrice, un’accanita (quasi) scrittrice. Partecipa alla creazione di svariate antologie con importanti case editrici italiane, collabora con diverse riviste online e prende anche parte ad un podcast straniero, “Speakingtongues”, un progetto in collaborazione con una linguista americana volto a valorizzare i dialetti di tutto il mondo. Il suo compito, principalmente, è quello di occuparsi del dialetto siciliano e, in generale, della lingua italiana. L’ennesima esperienza che l’aiuta ad arricchire ed approfondire ulteriormente la sua conoscenza e padronanza della lingua inglese, la sua lingua del cuore. Ha avuto modo di studiare svariate volte all’estero, dividendosi tra Sliema, Malta e Londra, Regno Unito.

    Nel 2020 le viene proposta l’opportunità di prendere parte alla grande famiglia di Mondo Internazionale, occupandosi principalmente della traduzione dei progetti “Tecnologia ed Innovazione” e “Ambiente e Sviluppo”, oltre a comporre una serie di articoli per la divisione “Framing the World”, sezione Russia.

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