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Smart city in Arabia Saudita

Ci troviamo in Arabia Saudita, dove a parlare è il principe ereditario e ministro della difesa Mohammed bin Salman Al Saud. La sua visione progressista sul futuro del Paese prevede città a zero emissioni, zero auto e traffico. Il Regno vuole infatti diversificare il proprio business con progetti non necessariamente legati al petrolio. Il mondo si sta infatti muovendo verso un futuro non basato sul petrolio - di cui l’Arabia Saudita uno dei maggiori produttori al mondo - e questo porta il Paese ad intensificare gli investimenti per aprirsi al commercio globale e al turismo, come hanno fatto, molto prima, i vicini Emirati Arabi Uniti.

Un recente progetto in questa direzione si chiama The Line: una linea di 170 km, che attraverserà il paese da ovest ad est e farà parte della megalopoli futuristica di Neom. La città sarà costruita nel deserto sul Mar Rosso ed avrà una superficie 33 volte più grande di New York. Il progetto che verrà finanziato interamente dal Saudi Public Investment Fund. Il costo dell’operazione si aggira intorno ai 200 miliardi di dollari.

La prima fase del progetto è già iniziata con la costruzione di Neom Bay, dove sorgono alcuni complessi alberghieri e appartamenti di lusso oltre al nuovo aeroporto, il Neom Bay Airport. Si prevede inoltre la costruzione di mini-città, definite "moduli" e posizionate lungo la linea di collegamento. Questi moduli saranno suddivisi su diversi livelli: al livello 0 troveremo una zona completamente pedonale, dove potersi muovere totalmente a piedi e dove poter raggiungere i punti di interesse in un raggio di 5 minuti di camminata. Più in basso si troveranno i servizi, che aiuteranno a gestire manutenzione, logistica, servizi alle persone e rifornimenti vari. Nel livello più basso invece, sorgerà un modulo di trasporto completamente gestito da intelligenza artificiale, capace di portare le persone da un estremo all’altro della linea in solo 20 minuti.

I principali vantaggi previsti da questo progetto sono la creazione di oltre 380 mila nuovi posti di lavoro ed un incremento del PIL del Paese di oltre 39 miliardi di dollari entro il 2030. Tutto il progetto utilizzerà inoltre tecnologie ad intelligenza artificiale, a basse emissioni di carbonio, e tutta l’energia utilizzata per il funzionamento deriverà al 100% da fonti rinnovabili. Tuttavia, nonostante i vantaggi, questo ambizioso progetto si trova ad affrontare i dissensi della popolazione, le questioni riguardanti la violazione dei diritti umani, lo sfruttamento delle risorse e lo spreco di denaro. Ma non solo: un'altra questione che deve essere risolta è la presenza della tribù Howeitat, che conta 20.000 membri e che abita le terre dove sorgerà questo progetto. Bisogna infatti trovare una soluzione che permetta alla tribù di non subire stravolgimenti e situazioni di disagio e salvaguardi i loro diritti.

L’amministrazione saudita, per contrastare la pubblicità negativa, si è rivolta ad una società di pubbliche relazioni americana, ma nonostante questo, i detrattori e le critiche continuano ad arrivare da ogni parte. Il principe ereditario ha definito il progetto come un “civilisational plan that puts humans first”.

Si prevede che le persone da tutto il mondo verranno attratte in questa città per la qualità dell’ambiente, le infrastrutture all’avanguardia e la qualità della vita superiore.

Dato che L’Arabia Saudita ha dei vincoli per gli stranierei che vogliono vivere, lavorare e restare nel Paese, l’amministrazione saudita ha già comunicato che la governance di The Line e di tutta l’area Neom, sarà una zona di libero scambio con una propria struttura fiscale e un sistema giuridico autonomo. Questo è un altro passo avanti per il Paese agli occhi del mondo ed un forte segnale di progresso.

Questo progetto - se valutato con gli occhi post pandemia - potrebbe inoltre avere ancora più successo, dato che si è maggiormente entrati in un mondo che punta all’e-commerce, allo smart working e all’intelligenza artificiale. Se seguiamo la direzione del mondo, questo potrebbe essere veramente l’inizio di un cambiamento dello stile di vita degli esseri umani e quella che pensavamo essere la vita del futuro, sarà  invece sempre più la vita dei prossimi anni.


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