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Siria: si riaccende il dibattito sull'utilizzo dei droni

A inizio dicembre una famiglia siriana è rimasta coinvolta in un attacco condotto dalle forze americane nella regione di Idlib. La famiglia di Ahmad Qassum è stata colpita da un missile lanciato da un drone americano. Ahmad, sua moglie e i suoi quattro figli sono rimasti feriti, e il figlio più piccolo si trova ora ricoverato in terapia intensiva per un trauma cranico. L’obiettivo dell’attacco statunitense era uno dei senior leader del gruppo salafita Hay'at Tahrir al-Sham. L’organizzazione jihadista è nata in tempi recenti - il 28 gennaio 2017 - e fa parte della rete di al-Qaeda che opera nella regione a cavallo tra il nord della Siria e l’Iraq. Il suo nome, infatti, significa letteralmente “Organizzazione per la Liberazione del Levante”. Nel maggio dello stesso anno il Dipartimento di Stato americano ha inserito il gruppo nella lista delle Foreign Terrorist Organization (FTO).

L’episodio ha riacceso un dibattito mai pienamente risolto all’interno dell’opinione pubblica americana e non solo: l’utilizzo dei droni come mezzo di counter terrorism. A partire dal 2008, la presidenza Obama ha fatto sempre più ricorso all’utilizzo dei droni come mezzi per condurre la Global War on Terror, iniziata nel 2001 con l’invasione dell’Iraq e dell’Afghanistan in risposta agli attacchi del 11/09. La convinzione dominante era, ed è tuttora, che un intervento diretto possa costare eccessivamente sia in termini economici che di vite umane, per non parlare dell’impatto politico sull’opinione pubblica interna ed estera. Tuttavia, la guerra a distanza condotta tramite l’utilizzo di armi come i droni ha aperto un dibattito etico e morale che coinvolge i vertici politici e militari delle varie amministrazioni che si sono succedute e che hanno adottato questa strategia.

Il 4 febbraio 2002 la CIA utilizzò il primo drone Predator per colpire quello che era ritenuto essere Osama Bin Laden vicino la città afghana di Khost. Successivamente, si scoprì che si trattava di un uomo che stava raccogliendo detriti metallici. La diffusione della notizia investì direttamente sia l’organizzazione di Langley che l’amministrazione Bush Jr., gettando le basi dell’attuale dibattito sull’utilizzo dei droni.

Nel maggio del 2013 l’ex presidente Barack Obama parlò alla National Defense University sull’uso dei droni come forma di counter terrorism. A favore di tale strategia furono utilizzati diversi argomenti. Innanzitutto, secondo quanto riportato dall’intelligence, questa tipologia di azioni avrebbe impedito ad al-Qaeda e ai suoi affiliati di operare attivamente negli anni successivi all’attacco dell’11/09, risparmiando così la vita di migliaia di persone innocenti - sia civili che militari. Successivamente, Obama parlò della legalità di queste azioni. Gli USA erano stati attaccati, il Congresso aveva risposto autorizzando l’uso della forza: si trattò quindi di self-defense. Da quel tragico momento gli Stati Uniti entrarono in guerra contro questi attori. Tuttavia, il campo legale all’interno del quale le amministrazioni Bush Jr. e Obama si sono mosse è estremamente pericoloso e ambiguo.

In seguito a questo discorso fu rilasciato un rapporto del Bureau of Investigative Journalism che mostrava come il numero di operazioni tramite droni - Unmanned Aerial Vehicles (Uav) - era sestuplicato negli ultimi 4 anni in confronto all’intera amministrazione Bush Jr: da 52 a 316. Un numero che indica come il presidente Obama volesse il minor coinvolgimento possibile di personale militare statunitense sul campo, dopo oltre 8 anni di lotta incessante in regioni situate dall’altra parte del mondo.

A partire dal 2014, secondo fonti ufficiali americane, nella regione occupata dallo Stato Islamico di Siria e Iraq (ISIS) la coalizione guidata dagli Stati Uniti ha riportato 1.417 morti tra i civili. L’impatto che questa strategia ha avuto anche sulla percezione degli americani sulle popolazioni del Medio Oriente è un altro fattore da tenere in considerazione se si vuole analizzare l’andamento delle operazioni che vedono coinvolte gli USA e i suoi partner nella regione. Come rivelato da diversi studi di counter terrorism, l’utilizzo della forza militare raramente è efficace contro il terrorismo, rendendo difficile giustificare l’utilizzo dei droni sotto il principio della necessità.

Possiamo quindi affermare che la strategia dei droni sia stata e sia attualmente un’arma a doppio taglio per coloro che se ne servono: se da un lato riduce l’impiego di militari e il costo di operazioni lunghe e complesse sul territorio, dall’altra apre un dibattito etico, morale e giuridico sulla legittimità di tali azioni. L’impatto emotivo sulle popolazioni colpite ha, in alcuni caso, favorito e aumentato il risentimento nei confronti di un paese - nel nostro caso gli Stati Uniti - che è impegnato in scenari di guerra ormai dalla Seconda Guerra Mondiale, e che per forza di cose vede la sua immagine di portatore di libertà e democrazia cominciare a sgretolarsi sempre di più.




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  • L'Autore

    Emanuele Volpini

    Mi chiamo Emanuele e sono uno degli autori della rubrica #FramingTheWorld. Nei miei focus per Mondo Internazionale mi occupo prevalentemente di analizzare e portare contenuti riguardanti il Medio Oriente, con particolare interesse per le dinamiche regionali di Israele e soprattutto e dell'Iran. Laureato in Storia, sto svolgendo una laurea magistrale in International Affairs in modo da poter migliorare i miei contenuti ed essere un'importante risorsa per il team di Mondo Internazionale.

    My name is Emanuele and I am one of the authors of the #FramingTheWorld column. In my focus for Mondo Internazionale I mainly analyse and bring content about the Middle East, with a particular interest in the regional dynamics of Israel and especially Iran. With a degree in History, I am currently pursuing a Master's degree in International Affairs so that I can improve my content and be an important resource for the Mondo Internazionale team.


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Dal Mondo Medio Oriente & Nord Africa Temi Sicurezza Internazionale Framing the World


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Syria Drones terrorism counter terrorism Middle East

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