Sindrome dell’Avana: gli USA preoccupati per la salute dei propri funzionari all’estero

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  Andrea Ghilardi
  16 agosto 2021
  6 minuti, 3 secondi

Vertigini, forte mal di testa, perdita dell’udito, una spiacevole sensazione generale diffusa in tutto il corpo: questi sono alcuni dei sintomi della cosiddetta "Sindrome dell’Avana", che negli ultimi mesi ha colpito numerosi funzionari pubblici e diplomatici degli Stati Uniti in diverse località sparse per tutto il mondo.

Questa sindrome prende il nome da una serie di episodi avvenuti tra il 2016 e il 2017 a diversi membri dell’entourage diplomatico statunitense e canadese nella capitale cubana, i quali iniziarono a manifestare problemi di salute caratterizzati da una sintomatologia ricorrente, apparentemente ingiustificata e che, con il tempo, ha assunto sembianze sempre più sospette. La CIA fin da subito si è interessata a questa vicenda, iniziando dunque a monitorare con più attenzione casi simili. A seguito dell’elezione di Biden come Presidente, gli episodi di malesseri improvvisi tra i funzionari pubblici statunitensi in missione all’estero hanno subito una repentina crescita, arrivando ad allarmare seriamente il governo.

Definire precisamente e dettagliatamente cosa sia la "Sindrome dell’Avana" non è ancora possibile. La sintomatologia racchiusa all’interno di questa espressione è infatti molto varia. I primi casi riportati, avvenuti appunto a Cuba, sono strati descritti come un malessere generale. Alcuni soggetti colpiti da questi problemi di salute improvvisi hanno raccontato di una sensazione di pressione sul torace, come se si stesse guidando ad alta velocità. Altri hanno descritto la sensazione d’esser stati colpiti da un raggio di energia. Altri ancora hanno invece elencato una serie di problemi che spaziano dalla perdita dell’udito e della vista, alla mancanza di equilibrio e, per finire, ad un forte senso di ansia. È da considerare inoltre che la gravità di tali manifestazioni varia a seconda del soggetto. Alcuni dipendenti, nonostante fossero stati colpiti da questa sensazione di malessere, sono riusciti a continuare a lavorare senza serie conseguenze. Al contrario altri hanno dovuto interrompere le proprie attività, arrivando al punto di dover abbandonare la propria posizione e di tornare negli Stati Uniti per poter stare meglio. Un elemento particolarmente preoccupante è il fatto che alcuni soggetti colpiti da questa sindrome hanno evidenziato come i sintomi si manifestassero solo in determinati luoghi, come per esempio stanze d’albergo o camere specifiche all’interno degli edifici dove lavoravano.

Da quando i primi episodi di questa misteriosa sindrome sono stati riportati, si sono registrati più di 200 casi. Quasi la metà di questi hanno colpito agenti della CIA in missione all’estero e i loro stretti famigliari, l’altra metà è equamente divisa tra dipendenti del Dipartimento della Difesa e del Dipartimento di Stato. Oltre che nella capitale cubana, situazioni simili sono state segnalate da funzionari di stanza in Russia, Polonia, Regno Unito, Taiwan, Cina, Georgia, Colombia, Kirghizistan e Uzbekistan. La "Sindrome dell’Avana" è dunque diventata un problema di dimensione globale per il governo americano, che vede la salute dei sui funzionari all’estero messa in pericolo da un’inspiegabile, ma sempre più comune, malessere.

Tuttavia si deve sottolineare come un luogo in particolare, oltre L’Avana, si sia contraddistinto per l’elevato numero di casi sospetti: Vienna. Specialmente negli scorsi mesi, nella capitale austriaca un numero preoccupante di funzionari pubblici statunitensi ha evidenziato inusuali e improvvisi problemi di salute. La città è così diventata il nuovo epicentro mondiale di questa misteriosa sindrome. Il sospetto che questi episodi non siano causali ma che, al contrario, siano causati da una forma di attacco contro gli Stati Uniti è un’ipotesi che in questi mesi è stata attentamente considerata. Si deve a questo punto sottolineare il fatto che Vienna sia storicamente un centro di primaria importanza per lo spionaggio internazionale. La città è infatti sede di molte grandi organizzazioni, come le Nazioni Unite, l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e l'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Per questo in città c’è un numero elevato di funzionari provenienti da tutto il mondo, in possesso di informazioni che interessano ai servizi di intelligence di diverse nazioni. Tradizionalmente, i servizi di sicurezza interna austriaci hanno sempre chiuso un occhio sulle operazioni di intelligence straniera sul suolo austriaco, purché tali operazioni non minacciassero gli interessi e la sicurezza nazionale. Alla luce di ciò, e del repentino aumento di casi sospetti tra i funzionari americani, è stata prontamente considerata l’ipotesi che la cosiddetta "Sindrome dell’Avana" sia causata volutamente da attività svolte da uno o più servizi segreti schierati contro gli Stati Uniti. Il governo statunitense sta prendendo estremamente sul serio questa vicenda, il Presidente Biden ha infatti formato una task-force che ha come obbiettivo quello di indagare questi episodi. Inoltre anche il Senato americano è intervenuto a giugno 2021, approvando la legge Helping American Victims Afflict by Neurological Attacks (HAVANA), per sostenere le vittime di questa sindrome.

Fin da subito i sospetti della CIA, del governo e della task-force si sono concentrati sull’intelligence russa. Ciononostante non esistono al momento prove concrete che colleghino Mosca a questi casi. Tuttavia, dal 2016 ad oggi sono state sviluppate diverse teorie per spiegare come sia possibile causare questi malesseri improvvisi. La più accreditata afferma che questi sintomi siano causati da dispositivi elettronici che, attraverso delle onde, interferiscono con la salute dei funzionari e degli agenti statunitensi. In questa direzione va anche un report pubblicato lo scorso dicembre degli scienziati facenti parte delle “National Academies of Sciences, Engineering and Medicine”, che evidenzia come i sintomi descritti dai funzionari pubblici statunitensi possano essere causati da dispositivi a radiofrequenze dirette e pulsate, una forma di energia che comprende le microonde. Restano però ancora numerosi punti di domanda su questa vicenda. Negli anni il governo degli Stati Uniti ha infatti tentato più volte di comprendere cosa si nascondesse dietro questi episodi, senza raggiungere però delle spiegazioni esaurienti. Degli specialisti del “Center for Brain Injury and Repair” dell'Università della Pennsylvania hanno, infatti, in passato condotto degli studi, attraverso l’utilizzo di risonanze magnetiche, sul cervello di 40 soggetti che hanno manifestato la sindrome. I risultati hanno evidenziato dei danni al cervello, ma senza trovare traccia di cosa li avesse causati. È stato affermato che era come se i pazienti avessero avuto una commozione cerebrale, senza però i segni fisici di quest’ultima. Le indagini portate avanti dagli Stati Uniti quindi continueranno in futuro, nel tentativo di dare una risposta alle molte domande che circondano questa vicenda.

Ad inizio agosto il Segretario di Stato Antony Blinken ha cercato di rassicurare i diplomatici e funzionari statunitensi all’estero, che sono comprensibilmente molto allarmati per la propria salute. Blinken, in una lettera a loro indirizzata, ha sottolineato come gli Stati Uniti stiano facendo tutto il possibile per indagare su questi inspiegabili problemi di salute. Tuttavia ha anche ammesso che il governo attualmente non ha risposte precise e che non riesce a spiegarsi cosa stia succedendo. È dunque complicato immaginare che il governo statunitense nel prossimo futuro possa prendere delle decisioni concrete che possano efficacemente tutelare la salute dei propri funzionari. Sicuramente la "Sindrome dell’Avana" sarà nei prossimi mesi un tema centrale per la CIA e per il governo statunitense, che dovrà riuscire a trovare una soluzione per proteggere i propri agenti e diplomatici da questi misteriosi malesseri.

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Andrea Ghilardi

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