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Sex offender: profilo di un aggressore

Le ragazze la sera camminano tutte con passo accelerato. Sui treni non sono mai completamente tranquille quando la carrozza e’ vuota, specialmente in certi orari. Anche portare a spasso il cane dopo le nove di sera può essere un problema. Perche’ tutte le raccomandazioni delle loro madri, tutti i fatti di cronaca riguardo violenze sessuali avvenute in qualunque momento della quotidianità, spaventano. E tanto. La guardia sempre alta, i calcoli sui percorsi da fare, i loro occhi irrequieti che vanno fin dietro la testa non tolgono comunque quella sensazione di fondo di insicurezza e vulnerabilità in certi momenti della giornata.

Ma chi c’e’ dietro lo stupratore, l’uomo nero che terrorizza ogni ragazza fin dall’adolescenza, fin dalle prime uscite in autonomia? Spesso ce lo chiediamo, e spesso ci sembra fuori da ogni umano sentire che una persona possa compiere atti di violenza tanto distruttivi e umilianti nei confronti di un suo simile. In gergo, soggetti rei di aver perpetrato crimini di tipo sessuale, vengono definiti sex offender.

Questa tipologia di aggressori e’ suddivisibile in varie categorie che si distinguono per caratteristiche e motivazioni: tuttavia le due macroaree che solitamente vengono prese in considerazione sono quella degli stupratori e quella dei pedofili. In questa sede ci occuperemo della prima categoria citata.

La maggior parte delle teorie psicologiche sono concordi nell’affermare che spesso chi compie atti di stupro, abuso o violenza sessuale presenta anche una sintesi dei sintomi di tre disturbi della personalità: disturbo narcisistico di personalità, disturbo antisociale di personalità, disturbo borderline di personalità. Principali caratteristiche di questi problemi sono totale incapacità empatica, senso di onnipotenza, incapacità di riconoscere le regole sociali, oscillazioni emotive continue, immotivate e senza controllo (e ce ne sarebbero molte altre ancora).

Tutte queste peculiarità ci aiutano a farci un quadro piu’ chiaro sul profilo psicologico del sex offender. Tuttavia resta una risposta da dare: perche’ l’aggressore agisce in questo modo? Qual e’ la dinamica che innesca la violenza? Il sex offender, contrariamente a cio’ che comunemente si pensa, non compie questi crimini per soddisfare i propri bisogni fisiologici, ma per stabilire la supremazia sulla vittima. Come avviene in ogni violenza, che si tratti di quella psicologica, fisica o sessuale, lo scopo e’ quello di affermare una gerarchia tra le parti. Un esempio per capire con facilità questo fenomeno e’ “me too”: pensiamo a tutte quelle persone costrette a subire violenza e abusi solo per mantenere la propria carriera o il proprio lavoro.

Questo e’ solo uno degli schemi piu’ immediati entro cui vedere le dinamiche di potere perpetrate dal sex offender. L’aggressore infatti potrebbe, attraverso la violenza e l’abuso sessuale, voler stabilire una gerarchia anche solo in quanto uomo, in quanto marito, compagno ecc.

Tuttavia e’ necessario fare una precisazione: quando parliamo di violenza sessuale non possiamo e non dobbiamo pensare solo allo stupro nelle sue dinamiche piu’ classiche (una donna che viene aggredita con la forza). E’ necessario annoverare tra i sex offender anche chi deliberatamente contagia il partner sessuale con una malattia venerea, chi elimina le precauzioni durante un rapporto senza consultare l’altro, chi fa sesso con una persona che non e’ in grado di dare il proprio consenso (perche’ sotto effetto di alcol o droghe o in condizioni di incoscienza), e tanti altri ne potremmo elencare ancora.

Che cosa c’e’ alla base dello stupro dunque? Qual e’ il denominatore comune? La misura di tutto e’ il pieno e lucido consenso. E il consenso non deve essere viziato da coercizioni di nessun tipo, il consenso non e’ silenzio-assenso, il consenso non e’ un indumento provocante. Consenso: questa e’ la parola chiave.


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  • L'Autore

    Isabella Poretti

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