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Saharawi, questi sconosciuti!

Nel mio primo articolo per questo nuovo progetto ho deciso di portare una questione che ho avuto modo di conoscere e che ritengo venga molto spesso ignorata anche per via delle difficoltà che incontra la sua risoluzione. La mia intenzione è quella di introdurvi e chiarire le circostanze di quello che avviene leggermente a sud-ovest dell’Italia ovvero nel Sahara Occidentale. Parliamo di una regione del Nord Africa, ex-colonia spagnola che oggi si vede divisa in due, in uno scontro che dura ormai da decenni tra il Marocco e il Fronte Polisario (Frente Popular de Liberación de Saguìa el Hamra y Rio de Oro) che in italiano significa Fronte di Liberazione di Saguia elHamra e del Rio de Oro.

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Il Sahara occidentale si trova confinante a nord con il Marocco, a Nord-est con l’Algeria e a sud, sud-est con la Mauritania. Terra deserta di un pulsante color rosso, accarezzata dal vento del Sahara, e attraversata da popolazioni prevalentemente berbere vede l’arrivo di presenze spagnole nei suoi confini marittimi, molto prima che il continente americano venisse scoperto e che quindi spostasse l’attenzione verso l’altra parte dell’atlantico. Questa presenza spagnola venne però a concretizzarsi verso l’interno solo nel XIX secolo ufficializzandosi nel 1884 con la Conferenza di Berlino in cui si sancì che il Sahara Occidentale sarebbe stato colonia spagnola. Con le due conferenze di Parigi e di Madrid, rispettivamente del 1900 e 1904, si arrivò alla delimitazione ufficiale dei confini e successivamente l’amministrazione spagnola consegnò alla popolazione un documento di identità e uno stato civile, che permise loro di auto identificarsi con il territorio del Sahara spagnolo. Iniziarono però nel contempo a crearsi movimenti di resistenza Saharawi contro lo sfruttamento coloniale. Nel mentre pare opportuno accennare che conseguentemente alla Convenzione di Madrid(1912) si instauró il protettorato Francese sul territorio Marocchino cominciato con il Trattato di Fès nello stesso anno in cui il sultano Abdelhafid cedette la sovranità del Marocco alla Francia.

La situazione rimase in stasi, con il popolo saharawi che osservava i movimenti di indipendenza del Marocco il quale nel 1956 la ottiene grazie alla guida del sultano Mohammed V.

I movimenti di liberazione Sahariani assunsero consistenza intorno alla figura di Mohammed Bassiri che nel 1967 diede vita al Movimento di Liberazione del Sahara (MLS). Un gruppo in clandestinità e che una volta uscito da quest’ ultima sopportó centinaia di arresti e morti, tra cui lo stesso Bassiri, per mano spagnola con lo scopo di frenare il desiderio indipendentista. Nel 1973 però un gruppo di nazionalisti Saharawi si riuní di nuovo creando il già citato Polisarìo, come strumento di lotta armata per raggiungere lo scopo. 

Così arriviamo agli anni ’60 durante  i quali l’Assemblea generale dell’ONU riconosce il diritto all’Autodeterminazione dei Popoli includendo, nel ’63, il territorio spagnolo tra quelli in cui il principio deve essere applicato. A questo punto la Spagna decise di imporre un referendum per l’indipendenza del popolo Saharawi che però non si attuó mai. Nel frattempo, il Marocco e la Mauritania avanzarono pretese sul territorio Sahariano (ricco di Fosfati e con un mare molto pescoso) e nel 1975 il re del Marocco Hassan II per bloccare l’indipendenza Saharawita reclutó 35000 persone nella cosiddetta “Marcia Verde” (il colore dell’Islam) che vide il territorio invaso da civili e forze militari. Con l’accordo di Madrid del 1975 la Spagna si ritiró e cedette i territori al Marocco. 

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Mappa: Wikipedia (autore: M0tty)

Inizió ora il conflitto decennale che vide il Polisarìo  formare nel 1976 la Repubblica Araba Democratica del Saharawi(RASD). L’attenzione del Polisarìo si concentró dapprima contro la vicina Mauritania che firmó nel 1979 un trattato di pace e poi contro il Marocco che innalzó dieci anni dopo il “Muro Marocchino” lungo 2700 km lungo tutto il confine del Sahara Occidentale che costrinse migliaia di persone all’esodo verso Tindouf, in Algeria

Una situazione di incertezza e conflitto che proseguí fino a quando nel ’91 il Consiglio di sicurezza  approvó un cessate il fuoco con l’obiettivo di un referendum per l’indipendenza della popolazione Saharawi e istituí l’operazione MINURSO ( dall’acronimo francese Mission des Nations Unies pour l’Organisation d’un Référendum au Sahara Occidental). L’attesa dura fino ad oggi. Le proposte presentate oggi per la soluzione di questa problematica si riflettono in due soluzioni: la prima riguarda l’indire un referendum con obiettivo l’indipendenza, sostenuto dall’Onu. Dall’altra parte invece vediamo una proposta da parte del Marocco che presenta un progetto di autonomia regionale la quale, però, dovrà essere annessa a quest ultimo. Questa soluzione gode del sostegno di Gran bretagna e Francia. La Repubblica democratica del Saharawi è oggi riconosciuta parzialmente dalla comunità internazionale e detiene un posto di osservatore nelle Nazioni Unte.


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  • L'Autore

    Stefano Sartorio

    Laureato in Scienze Internazionali e Istituzioni Europee e studente di Relazioni internazionali, mi piace indagare sulle cause delle problematiche e capire i fondamenti che caratterizzano le più odierne sfide globali.

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Dal Mondo Africa


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Africa Indipendenza Marocco Mauritania ONU Sahara Occidentale

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