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I bambini ricoverati in ospedale: la situazione italiana prima e dopo il Covid-19

RAISE

In Italia più di un milione i bambini ogni anno viene ricoverato in ospedale. La degenza del bambino in ospedale è una fase delicata e talvolta profondamente sofferta, durante la quale il paziente e i genitori non possono essere lasciati soli.

I consigli degli esperti ai genitori

Quando la malattia entra nella vita di un bambino, entra anche nella vita di tutta la sua famiglia. L’atteggiamento dei genitori gioca un ruolo decisivo nel percorso di cura del figlio: è necessario che si sforzino di non trasmettergli le proprie preoccupazioni.

La Onlus “Amici del Bambino Malato” (ABM) ha redatto un elenco di promemoria per guidare i genitori del paziente attraverso la malattia, tra cui:

  • Spiegare al bambino con parole adeguate alla sua età e alle sue capacità cognitive i motivi per cui deve essere ricoverato;
  • Stare in ospedale con il bambino quanto possibile;
  • Informarsi preventivamente sull’organizzazione e sul regolamento del reparto del bambino;
  • Portare in ospedale giocattoli o libri preferiti del bambino;
  • Essere coinvolti nelle decisioni relative al trattamento medico;
  • Assicurarsi che il bambino non sia ricoverato in reparti per adulti;
  • Consentire che il bambino abbia libero accesso ad aree di gioco e studio adatte alla sua età;
  • Non parlare mai con il medico o con i familiari della malattia in presenza del bambino.

Carta dei diritti del bambino in ospedale

Nel 2014, l'Ospedale Bambino Gesù di Roma ha elaborato e sottoscritto con l’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI) la Carta dei Diritti del Bambino in ospedale.

La Carta sancisce quindici macro-categorie di diritti fondamentali, che il paziente e i genitori devono conoscere.

Terapie ospedaliere di supporto alle cure mediche

Le cure palliative in ambito medico sono indispensabili nel percorso di guarigione dei piccoli pazienti. L’Italia ha riconosciuto l’importanza delle cure palliative in età pediatrica con la legge 38/2010.

Dall’indagine conoscitiva condotta nel 2019 dalla Commissione Affari Sociali della Camera, però, risultano esserci ritardi nella sua attuazione.

Ciononostante, ad oggi negli ospedali italiani vengono applicate molte terapie innovative.

- La Clown therapy

Nessuno meglio del dottor Patch Adams ha saputo spiegare l’obiettivo di questa terapia: “Ho raggiunto la conclusione che l’umorismo sia vitale per sanare i problemi dei singoli, delle comunità e delle società. (…) “Buffo” significava buono, felice, benedetto, fortunato, gentile e portatore di gioia. Indossare un naso di gomma ovunque io vada ha cambiato la mia vita.”

- La Pet therapy

In presenza di animali da compagnia, il battito cardiaco dei pazienti si stabilizza e le ansie e le paure relativi a esami o cure invasive diminuiscono.

- L'Immaginazione guidata

Il bambino viene invitato a immaginare un luogo segreto, conosciuto o inventato. Diminuiscono così l’ansia pre-operatoria e il dolore successivo agli interventi chirurgici.

- La Play therapy

È il gioco in ludoteca, ma si è dimostrato efficace anche impegnare i bambini nella cura di un orto-giardino. Questa terapia riduce lo stress e garantisce il diritto a restare bambini anche durante la degenza ospedaliera.

- L'Hospice pediatrico

Si tratta di un ambiente molto simile a quello di una normale abitazione, ma dotato di apparecchiature di alto profilo diagnostico e terapeutico. Qui le famiglie sono seguite tutto il tempo da operatori specializzati.

Il volontariato: le organizzazioni

I volontari sono persone che dedicano parte del loro tempo ad assistere i bambini ricoverati e/o le loro famiglie.

Per avvicinarsi al volontariato ospedaliero è possibile:

- Sostenere un’organizzazione di volontariato

Per esempio, tramite una donazione.

- Diventare volontario

È solitamente richiesto il versamento di una piccola quota di partecipazione ed eventualmente d’iscrizione. È necessario seguire un corso di formazione cui spesso segue un periodo di tirocinio in affiancamento a volontari già attivi. A ciascun volontario sono chieste la disponibilità per un turno predeterminato e la partecipazione alle riunioni dell’organizzazione. Per i volontari già in servizio sono previsti corsi di aggiornamento. Informazioni più precise possono essere trovate sul sito internet dell’associazione o fondazione specifica.

L’organizzazione di volontariato ospedaliero per minori più attiva è la Fondazione ABIO, che ha anche lanciato il bollino “Ospedale all’altezza dei bambini” con cui gli ospedali vengono valutati da un’apposita Commissione in base a criteri di: accoglienza e supporto, diritti dei bambini, adolescenti e familiari, continuità delle cure e integrazione, specificità delle cure.

Covid-19: cosa è cambiato?

La diffusione del Covid-19 e le misure restrittive adottate dal Governo italiano per limitarla hanno condizionato – e stanno condizionando – tutte quelle associazioni di volontariato operanti in ambito medico-sanitario.

La Fondazione ABIO, per esempio, già da febbraio ha indicato a tutte le Associazioni ABIO italiane di sospendere i turni dei volontari e di attenersi alle indicazioni ricevute dalle Direzioni Sanitarie degli Ospedali.

Fuori dagli ospedali, i volontari hanno creato e divulgato sui social media contenuti speciali per sostenere da remoto i bambini e le loro famiglie, soprattutto quelli ancora in ospedale. Usando gli hashtag #ABIOanchedalontano e #ABIOadistanza si possono trovare sulle pagine Facebook e Instagram delle Associazioni e sulla pagina Facebook di Fondazione ABIO tutorial per piccoli lavoretti, fiabe e indovinelli condivisi.

Come ABIO, anche tante altre organizzazioni hanno individuato nei social media un mezzo per alleviare ai giovani pazienti e alle loro famiglie il peso della distanza e dell’isolamento, nell’attesa del ritorno alla normalità.

I corsi di formazione e aggiornamento continuano a tenersi, ma online.


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  • L'Autore

    Rebecca Scaglia

    Studentessa di Giurisprudenza al terzo anno, aspirante avvocato. Interessata alla tutela e difesa dei diritti della persona umana. Pienamente convinta che ognuno di noi abbia un grande potere, ossia di saper fare la differenza.

    Third year law student, aspiring lawyer. Interesed in protection of human rights. Fully convinced that everyone has a strong power, which is to know how to make the difference.

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