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I bambini migranti pt. 2 – focus Europa

RAISE

In data 16 giugno 2021, Save the Children ha pubblicato sul proprio sito l’articolo “Minori invisibili: le testimonianze dei minori migranti soli in viaggio (attra)verso l’Europa”, tratto dal Report “Nascosti in piena vista. Minori migranti in viaggio (attra)verso l’Europa” redatto dal giornalista Daniele Biella, coadiuvato dal fotoreporter Alessio Romenzi. Si tratta di una raccolta di testimonianze di minori stranieri non accompagnati, spesso poco più che bambini, sulle atrocità subite o a cui hanno assistito, soprattutto lungo la rotta balcanica. Dai due elaborati si evince che il pericolo di tratta e sfruttamento è concreto: in mancanza di vie legali e sicure i bambini e, per lo più, gli adolescenti sono esposti a grandi rischi, come attraversare sentieri di montagna di notte, vivere di stenti, fidarsi di chiunque prometta loro un aiuto per l’attraversamento dei confini. È stato registrato un elevatissimo numero di traumi psicologici riconducibili a violenze, fisiche e/o di genere, peraltro in aumento nei minori, soprattutto quelli pakistani.

Al riguardo, un’inchiesta portata avanti nel territorio degli Stati europei dal Guardian, in collaborazione con il collettivo di giornalismo transfrontaliero “Lost in Europe”, ha fatto emergere che tra gennaio 2018 e dicembre 2020 sono svaniti circa diciassette bambini al giorno. L’analisi ha rilevato che la maggior parte dei dispersi negli ultimi tre anni provenivano principalmente dal Marocco, ma anche dall’Algeria, dall’Eritrea, dalla Guinea e dall’Afghanistan. Secondo i dati disponibili, il 90% erano maschi e circa uno su sei aveva meno di quindici anni. Tuttavia, secondo gli autori dello studio, le informazioni rintracciate erano spesso incoerenti o incomplete, dunque il numero reale di minori dispersi potrebbe essere molto più alto. I risultati dell'indagine hanno sollevano seri interrogativi su quanto i Paesi europei siano effettivamente disposti a proteggere i minori migranti che si spostano soli, che sono tra i soggetti più vulnerabili alla violenza, allo sfruttamento e alla tratta degli esseri umani. Difatti, una delle più gravi conseguenze correlate alla crescita del fenomeno migratorio è la sempre maggiore esposizione dei minori stranieri non accompagnati al rischio di essere coinvolti in tratte di esseri umani: oltre una vittima di tratta su tre nel mondo risulta essere minorenne e l’Europa – occidentale e meridionale – figura tra le regioni del mondo il numero più alto di casi accertati con vittime minorenni.

A rendere la situazione ancora più tragica è che tutto questo avviene alla luce del sole, per lo meno per chi lo vuole vedere. La Commissione europea si deve impegnare per arrivare a una Raccomandazione agli Stati Membri o ad altro atto di rango europeo che richieda di adottare e applicare politiche volte ad assicurare la piena protezione dei minori non accompagnati ai confini esterni e interni dell’Europa e sui territori interni. Inoltre, a livello italiano, è necessario emanare i decreti attuativi della c.d. Legge Zampa (legge 2017, n. 47), che tutelano i minori stranieri non accompagnati. Come se non bastasse, dallo scoppio della pandemia le frontiere sono ancora più chiuse e la libera circolazione garantita dal trattato di Schengen è stata fortemente messa alla prova, se non addirittura gravemente compromessa. Insomma, ritrovarsi in un Paese straniero nell’anno della pandemia è diventato ancora più difficile per i minori migranti soli. Gli ostacoli da loro riscontrati in maggior misura sono stati: la sospensione dei corsi di istruzione e alfabetizzazione, la sospensione delle attività degli Uffici Immigrazione e delle Commissioni Territoriali che lavorano per il riconoscimento dello status di rifugiato, la sospensione delle procedure di ricongiungimento familiare e il blocco dei trasferimenti, il mancato incontro con i tutori volontari, che non sono stati considerati congiunti, nonostante fossero le figure più prossime per i minori stranieri soli [tutto ciò si trova sul sito di Save the Children Italia, in “Helpline minori migranti - Report 2020”].

Di recente, alcuni accadimenti bellici hanno reso la situazione migratoria in Europa ancora più instabile. In particolare, il riferimento è alla crisi umanitaria dovuta – melius, aggravata dal – al drastico peggioramento delle condizioni di vita degli abitanti dell’Afghanistan dopo il ritorno al potere dei Talebani. A tal proposito, si è tenuta in data 31 agosto 2021 la riunione del Consiglio di Giustizia e Affari Interni, durante la quale l’Unione Europea ha mancato di assicurare espressamente protezione al popolo afghano e, nello specifico, ai minori in fuga dal Paese. L’Unione Europea si è riconfermata la grande assente nel fornire aiuti al popolo afghano, quando invece sarebbe stato – ed è tutt’ora – necessario aprire canali sicuri per i minori e le famiglie oltre che accelerare i reinsediamenti e le procedure di ricongiungimento familiare. I Paesi confinanti con l'Afghanistan, infatti, già accolgono le più grandi comunità di rifugiati afghani e hanno difficoltà nel fornire sicurezza, cibo, riparo e un’educazione ai bambini afghani e alle loro famiglie. Di conseguenza, i minori sono spesso costretti a lasciare la scuola per lavorare e aiutare la famiglia, mentre le bambine e le ragazze diventano spesso vittime di abusi e matrimoni precoci.


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  • L'Autore

    Rebecca Scaglia

    Studentessa di Giurisprudenza al terzo anno, aspirante avvocato. Interessata alla tutela e difesa dei diritti della persona umana. Pienamente convinta che ognuno di noi abbia un grande potere, ossia di saper fare la differenza.

    Third year law student, aspiring lawyer. Interesed in protection of human rights. Fully convinced that everyone has a strong power, which is to know how to make the difference.

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