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QUINOA e AMARANTO: due pseudocereali sudamericani con ottime proprietà nutrizionali

Riprendiamo il nostro viaggio tra le culture alimentari del Mondo. Dopo aver approndito quella asiatica, proseguiamo ora con l’America e nello specifico il Sud America.

I protagonisti di tale analisi sono la quinoa e l’amaranto. Questi, negli ultimi anni, sono stati molto utilizzati anche nel nostro Paese per diversi tipi di preparazioni, soprattutto per quelle gluten free adatte ai soggetti celiaci (https://mondointernazionale.com/conoscere-la-celiachia-di-che-cosa-si-tratta-esattamente).

Vista l’importanza della loro integrazione nell’alimentazione del nostro Paese, sono stati aggiunti alla Piramide Transculturale (https://www.sip.it/2017/09/25/il-cibo-unisce-ecco-la-piramide-alimentare-transculturale/), che è uno strumento di educazione alimentare nato con l’obiettivo di far incontrare i principi di salute della dieta mediterranea – patrimonio culturale immateriale dell’umanità secondo l’UNESCO – con i sapori delle altre popolazioni che vivono nel nostro Paese. 

La quinoa (Chenopodium quinoa Willd) e l’amaranto (Amaranthus cruentus) sono coltivati in Sud America e sono definiti pseudocereali. Tale termine viene utilizzato per indicare le piante dicotiledoni e non monocotiledoni (come le Graminacee), queste ultime considerate “veri” cereali (frumento, orzo, avena, ecc.). Gli pseudocereali hanno alcune caratteristiche alimentari simili ai cereali, ma si differenziano per  la qualità delle proteine, il profilo degli aminoacidi e quello degli acidi grassi.

Per le loro eccellenti qualità nutritive e nutraceutiche, amaranto e quinoa rientrano nella particolare classificazione di mercato che li identifica come “Superfood”. Vediamo nello specifico tutte le caratteristiche più importanti.

La prima è data dal contenuto di molecole con proprietà antiossidanti che hanno la capacità di contrastare lo stress ossidativo, che è un fattore di rischio di molteplici patologie tra cui quelle tumorali e quelle dell’apparato cardiovascolare.

Inoltre, sono un’ottima fonte di proteine di alta qualità in quanto contengono gli aminoacidi (mattoncini che costituiscono le proteine) essenziali, così chiamati perchè non vengono prodotti dal nostro organismo ma dobbiamo introdurli tramite l’alimentazione.

Un altro fattore importante dal punto di vista nutrizionale è il buon quantitativo di fibre, essenziale per regolarizzare il transito intestinale, controllare i valori di glicemia e aumentare il senso di sazietà dopo il pasto.

La quinoa contiene una buona quantità e qualità della quota lipidica, in particolare di acidi grassi polinsaturi che hanno degli effetti benefici sul nostro organismo ed in particolare sul nostro sistema cardiovascolare.

Da non sottovalutare è il loro elevato contenuto di vitamine tra cui: vitamina E, vitamina C, acido folico e tiamina. Tra i minerali presenti in questi pseudo-cereali annoveriamo il calcio, in quanto è uno dei minerali, insieme a magnesio e ferro, di cui solitamente i soggetti affetti da celiachia sono carenti.

Come ultima caratteristica, occorre sottolineare che quinoa e amaranto sono senza glutine e quindi rappresentano una valida alternativa per i pazienti celiaci che devono seguire una dieta priva di glutine. Grazie alle loro caratteristiche nutrizionali (elencate sopra), i due pseudocereali permettono ai soggetti celiaci di aumentare il contenuto di fibra alimentare, proteine, acidi grassi polinsaturi, vitamine e calcio (i celiaci sono tendenzialmente soggetti ad osteoporosi) nella loro alimentazione abituale.


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  • L'Autore

    Federica Mascaretti

    Ho conseguito la laurea magistrale in Biologia della Nutrizione presso l'Università degli Studi di Milano. Ho svolto il progetto di tesi sperimentale della durata di un anno presso l’IRCCS Policlinico San Donato indagando il ruolo della nutrizione e del microbiota intestinale nelle patologie del tratto gastrointestinale.

    Attualmente visito come Nutrizionista in libera professione e svolgo attività di ricerca presso l'Ospedale Policlinico di Milano nel reparto di gastroenterologia focalizzandomi sul progetto: "blood microbiota and diet in relation to adenoma and colorectal cancer risk".



Categorie

Salute e Benessere


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nutrizione nutrizionista alimentazione internazionale alimentazione interculturale dieta

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