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Quale alternativa per la Germania?

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Oggi si tengono le elezioni per la camera bassa del parlamento tedesco (Il Bundestag) e successivamente determineranno chi sarà il capo del governo (Bundeskanzler) della Germania. In attesa di notizie provenienti dagli exit poll che avremo modo di valutare durante l’arco della giornata, è opportuno avere una conoscenza completa del funzionamento delle elezioni tedesche e dei loro risvolti nell’ordinamento interno.

Il parlamento tedesco si divide in due camere; La camera bassa e la camera alta (Il Bundesrat). Le elezioni che si stanno tenendo oggi riguardano esclusivamente la prima. La differenza tra le due, a livello di formazione, si concentra soprattutto sui meccanismi elettorali. La camera bassa infatti viene eletta a suffragio universale mentre quella alta è composta dai rappresentati dei governi regionali Länder. Essi vengono selezionati successivamente alle elezioni regionali e vengono assegnati dai 3 ai 6 rappresentati ad ogni Land a seconda della sua dimensione di popolazione.

Concentrandosi ora solo sul Bundestag, esso viene composto tramite un meccanismo elettorale che si divide in due differenti tipologie di votazione e di conteggio dei voti, ciascuna per la metà della camera (che possiede 598 seggi). Una parte viene assegnata tramite collegi uninominali. Essi consistono nella suddivisione territoriale in collegi, la cui vastità sarà determinata dal numero di elettori presenti in ciascuna area, e permette l’elezione di un solo candidato per collegio. Il candidato che ottiene la maggioranza relativa dei voti sarà il vincitore del determinato collegio, conseguendo quindi un maggior numero di voti rispetto agli altri concorrenti. Questo voto è chiamato Erststimme e serve agli elettori per selezionare le figure locali che meglio ritengono possano rappresentare il loro partito. Non determina però il numero complessivo dei seggi che andrà a quella lista.  

L’altra metà verrà invece assegnata tramite un sistema proporzionale di lista. In questo secondo voto, Zweiterstimme, l’elettore è chiamato a scegliere un partito politico i cui candidati saranno bloccati su una lista per ciascun Länd. Questo voto ha lo scopo di suddividere la percentuale dei seggi che andrà ai partiti. Se un partito otterrà il 30% dei voti nella seconda elezione allora ad esso nella camera spetterà il 30% dei seggi. I candidati dei partiti nelle liste saranno rispettivamente uno per Land. In questa seconda votazione è prevista una clausola di sbarramento del 5%. Quindi i partiti che otterranno meno consensi non potranno entrare in parlamento. Questo sistema elettorale viene denominato Proporzionale Personalizzato.

Le elezioni della camera bassa determineranno poi la scelta del Cancelliere, che in Germania si definisce come capo dell’esecutivo. Esso viene designato dal Presidente Federale e verrà poi eletto dal Bundestag. Anche qui non è ad elezione diretta, parallelamente al caso italiano, dove viene selezionato dal Presidente della Repubblica.

Per quanto riguarda possibili previsioni, stando ai principali sondaggi condotti dal Financial Times sembra che la situazione possa vedere ancora in testa il partito di Angela Merkel (CDU) in alleanza con il partito di Unione Sociale Cristiana (CSU) con un 36-38%, in calo rispetto al 41% della scorsa elezione. Troviamo poi il partito Socialdemocratico con un 22% in calo rispetto al 25% di quattro anni fa. Gli altri partiti che probabilmente supereranno la soglia del 5% quest’anno sono Die Linke, Die Grune, Afd e FDP. 

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Un nuovo panorama potrebbe stanziarsi in questa domenica di competizione elettorale nella vicina Germania, dove un partito di estrema destra e anti-euro, Alternative für Deutschland, potrà sedere per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale all'interno del parlamento. Vuole proporre un referendum per l’uscita dall'Unione Europea e sostiene il ritorno del marco tedesco.

 Le previsioni di possibili coalizioni già ci sono ma non sembrano considerare questa nuova forza al loro interno:

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La coalizione più probabile è quella che stabilirebbe una continuità con quella precedente e quindi tra SPD e CDU/CSU ma molti elettori della prima non sono più disposti ad un compromesso di questo genere. Angela Merkel ha poi eliminato la possibilità di coalizione con l’AFD e Die Linke, restringendo il ventaglio delle possibili scelte. I programmi che più hanno possibilità di intersecarsi in questa situazione risultano quindi CDU/CSU e FDP, che mantiene però l’idea di una Grecia fuori dall’eurozona e richiede riforme su quest’ultima.


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    Stefano Sartorio

    Laureato in Scienze Internazionali e Istituzioni Europee e studente di Relazioni internazionali, mi piace indagare sulle cause delle problematiche e capire i fondamenti che caratterizzano le più odierne sfide globali. Attualmente sono Junior Researcher per l'università statunitense di Harvard ma partecipo ad altre iniziative e forum internazionali in associazioni Italiane e non. Ho studiato all'interno dell'Istituto di Studi di Politica Internazionale a Milano le implicazione dell'intervento umanitario e dell'aiuto allo sviluppo. Sono molto sensibile alle tematiche ambientali e sociali e spero un giorno di poter contribuire attivamente allo sviluppo sostenibile della nostra civiltà.

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Mondo Europa Attualità


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Leonardo Aldeghi
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