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Orbán sempre più distante dall’Europa

Cresce la preoccupazione tra i funzionari europei in vista dell’incontro tra il Premier britannico Theresa May ed il Primo Ministro Viktor Orbán che si terrà a Londra la prossima settima per discutere sui possibili investimenti delle aziende inglesi in Ungheria, dopo il recente rafforzamento dei rapporti commerciali con la creazione di una camera di commercio Anglo-Ungherese. Tale preoccupazione è dovuta alla formazione di un possibile asse euro-scettico Londra-Budapest, che potrebbe destabilizzare ulteriormente i già tesi rapporti tra i leader nazionali all’interno dell’Unione Europea.

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Anche Orbán, dopo il fenomeno Brexit, è stato al centro dei riflettore europei per il referendum del 2 Ottobre riguardante la ripartizione delle quote europee per l’accoglienza dei migranti, che pur non avendo raggiunto il quorum ha dimostrato una preoccupante aumento dell’euro-scetticismo in seno all’Ungheria. Infatti il 98% dei votanti si è espresso contro l’accoglienza di una nuova ondata di migranti, dimostrando così la volontà di remare contro le politiche europee. Nonostante la disfatta, Orbán ha anche ribadito che “l’Unione Europea non potrà imporre la sua volontà all’Ungheria”, rimarcando anche le preferenze espresse dai cittadini ungheresi durante la consultazione elettorale.

Il timore dei funzionari europei deriva dal fatto che la May stia cercando di compattare il fronte euro-scettico per condurre i negoziati di fronte ad un blocco europeo non unito ma bensì frammentato e debole, per prevenire una linea troppo dura sulle condizioni della Brexit. Theresa May e Viktor Orbán potrebbero trovare un terreno comune sulla questione molto cara al Regno Unito della libertà di movimento dei cittadini europei ed al contempo sulle politiche riguardo ai flussi migratori, che da tempo stanno mettendo a dura prova la coesione dei leader e cittadini europei.

Potrebbe un’alleanza del genere portare all’uscita dell’Ungheria dall’Unione Europea? Ci troviamo davanti ad una visione abbastanza preoccupante, con un’Ungheria sempre più scettica sul futuro europeo e con un governo che fomenta una visione nazionalista in vista di un possibile “Huxit”.

L’unico freno che potrebbe impedire ciò sarebbe lo stop dei finanziamenti europei, che ad oggi costituiscono il 4% del PIL ungherese e l’85% dei finanziamenti allo sviluppo di infrastrutture e finanziamenti pubblici. In questo caso, l’unica ancora di salvezza dell’Ungheria sarebbe una partnership di cooperazione economica con la Russia di Vladimir Putin, la quale dovrebbe coprire l’equivalente dei fondi europei pari a 25 miliardi l’anno.

Che anche l’Ungheria non si senta più parte dell’Europa? Probabile, ma per l’establishment ungherese l’uscita dell’Unione Europea potrebbe causare una destabilizzazione ancora più grave di quella vista con sperimentata con la Brexit a livello politico ma sopratutto economico, vista l’importanza dei fondi europei. Da parte del Regno Unito, che un fronte euro-scettico possa contrastare l’hard line europea sui negoziati riguardo alla Brexit? È un aspetto da non sottovalutare e che potrebbe innervosire ulteriormente i leader europei dato i crescenti nazionalismi e populismi nel centro-est Europa, tuttavia la May avrà tempo fino a Marzo 2017 per raccogliere più sostenitori possibili.

In questo momento di enorme fragilità, l’Unione Europea ha bisogno di alternative concrete per evitare il suo crollo.

Per approfondire:

http://hungarianfreepress.com/2016/07/06/viktor-orban-and-huxit-hungary-may-be-the-next-to-leave-the-european-union


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    Andrea Maria Vassallo

    Studente di scienze politiche appassionato di relazioni internazionali, con un forte interesse per la geopolitica e l'area post-sovietica.

    Il mio impegno in Mondo Internazionale è motivato dal confrontarmi continuamente con contesti e punti di vista diversi, così anche dall'incredibile opportunità di sviluppare e accrescere le soft-skills fondamentali per una maggiore abilità professionale e

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