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One Ocean Summit: la proposta dell’Unione Europea

Tra il 9 e l’11 Febbraio si è tenuto a Brest in Francia l’One Ocean Summit, l’incontro internazionale finalizzato alla tutela della biodiversità degli oceani. In questa occasione, Ursula von der Leyen ha annunciato le tre iniziative chiave proposte dall’Unione Europea per la tutela delle acque internazionali.

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Tra il 9 e l’11 Febbraio si è tenuto a Brest in Francia l’One Ocean Summit, l’incontro internazionale sostenuto dall’Onu e in particolare dall’Unesco, finalizzato alla tutela della biodiversità degli oceani. In questa occasione Ursula von der Leyen ha annunciato le tre iniziative chiave proposte dall’Unione Europea per la tutela delle acque internazionali.

La protezione degli oceani

L’Oceano copre oltre il 70% del pianeta terra ed è un elemento fondamentale per il mantenimento della diversità biologica marina e per l’esistenza del genere umano. Infatti, è l’oceano a produrre più della metà dell’ossigeno che respiriamo ed è responsabile per la regolazione climatica del pianeta. Nel corso degli ultimi anni l’Unesco ha portato avanti una serie di studi scientifici che hanno dimostrato come l’oceano stia progressivamente subendo i danni derivanti dall’azione umana. Lo sfruttamento eccessivo delle risorse marine, l’inquinamento da plastica e i cambiamenti climatici sono i fattori che principalmente stanno avendo un impatto negativo sull’equilibrio marittimo.

Alla luce di questi fatti, la comunità internazionale si è recentemente mobilitata per evitare un peggioramento delle condizioni delle acque oceaniche. L’One Ocean Summit è l’inizio del secondo anno dell’Ocean Decade, il piano decennale per lo sviluppo sostenibile istituito nel 2017 su iniziativa della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’Unesco. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la comunità internazionale in tema di protezione marittima e coinvolgere la comunità scientifica globale per un programma comune di ricerca e innovazione. I 100 paesi riunitisi a Brest, su invito del presidente francese Emmanuel Macron, hanno dichiarato la loro volontà di collaborare per l’adozione di misure mirate a preservare l’integrità degli oceani.

Le tre iniziative dell’Unione Europea

L’Europa è una potenza marittima che può dare un grande contributo nell’azione per la tutela degli oceani, questo presupposto è stato la base delle proposte avanzate dalla presidente Ursula von der Leyen a nome dell’Unione Europea.

La prima proposta avanzata dall’Unione Europea consiste nella creazione della “High ambition coalition on biodiversity beyond national jurisdiction”, una coalizione i cui membri si impegnano a raggiungere il miglior risultato possibile nei negoziati che stanno avendo luogo per la stipula di un accordo formale, a livello delle Nazioni Unite, sulla protezione delle acque internazionali. La bozza di questo trattato internazionale è in cantiere da ormai una decina di anni, ma gli stati continuano ad avere difficoltà nel trovare un punto d’incontro definitivo, soprattutto sul tema della gestione delle risorse energetiche marine.

La coalizione aspira a concretizzare, attraverso un trattato internazionale, le misure necessarie per preservare la diversità biologica marina nelle zone non soggette a giurisdizione nazionale. Tale biodiversità degli oceani, infatti, offre vantaggi economici e sociali che pesano notevolmente sulle decisioni politiche intraprese dagli stati. Si noti come l’Unione Europea dal 2010 abbia adottato una serie di misure volte a prevenire e scoraggiare la pesca illegale, un fenomeno che danneggia gli stock ittici pregiudicandone il rifornimento.

Anche l’inquinamento marino causato dalla plastica è un fattore che pregiudica la pulizia degli oceani e la sopravvivenza delle specie marine. L’azione in merito che l’Unione Europea sta portando avanti si concentra sulla transizione verso un’economia circolare, che porti ad una riduzione graduale di oggetti di plastica e al recupero di rifiuti marini. Concretamente, si auspica la creazione di un accordo internazionale sulla plastica che possa fornire una risposta efficace al problema mondiale dell’inquinamento marino. Inoltre, sono state promosse delle campagne per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle conseguenze della poca attenzione rivolta al corretto smaltimento dei rifiuti.

Non meno dannose per la biodiversità biologica marina sono le emissioni di carbonio prodotte del settore del trasporto marittimo. Questo settore è determinante in termini di commercio mondiale, ma dipende quasi interamente dai combustibili ad alta intensità di carbonio. L’azione dell’Unione Europea ha condotto all’introduzione di regolamenti a livello europeo che limitano le emissioni nel trasporto marittimo e mirano alla creazione di infrastrutture energetiche idonee nei porti. Sta prendendo forma anche un accordo con l’obiettivo di trasporti marittimi a emissioni zero entro il 2050, promosso dall’Organizzazione marittima internazionale (IMO) e sostenuto dall’Unione Europea.

La seconda iniziativa ha un approccio più pragmatico, nello specifico è stata proposta una missione di ricerca “Restore our ocean and waters by 2030” per la creazione di progetti innovativi che, attraverso l’uso della scienza e della tecnologia, possano contribuire in maniera efficace alla conservazione degli oceani. Il budget stanziato per questo progetto ammonta a 114 milioni di euro.

La terza ed ultima proposta riguarda la creazione di una piattaforma digitale chiamata European Digital Twin Ocean, che fungerà da guida per l’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche sviluppate per la protezione degli oceani. Questa piattaforma consentirà di svolgere un’analisi accurata di un determinato ambiente marino, attraverso la fruizione di dati marini costantemente aggiornati, e formulare delle soluzioni operative efficaci.

Stando a quanto dichiarato dalla presidente della Commissione europea, l’Unione Europea si pone come un attore determinante nelle azioni a venire per la salvaguardia degli oceani. Se le proposte avanzate dovessero trovare un’effettiva realizzazione, l’obiettivo di avere oceani puliti acquisirebbe senz’altro un carattere meno utopico.


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  • L'Autore

    Giulia Pavan

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Temi Società


Tag

Ambiente oceano Unione Europea ONU sviluppo sostenibile

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