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Obiettivo 10,1 in Italia: ci sono i presupposti per realizzarlo?

Andamento dell’omogeneità di reddito familiare dal 2013 al 2016, analisi dei dati indice Gini

Questo post nasce dalla volontà di illustrare il panorama del reddito familiare netto italiano rispetto all’Agenda post 2015 e, di conseguenza, all’obiettivo 10,1 dell’Agenda 2030. L’Agenda post 2015 è il rapporto dei risultati degli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” delle Nazioni Unite, un primo programma di obiettivi di sviluppo. Il programma, uscito nel 2000, era costituito da otto punti; tuttavia non aveva dato la giusta importanza al tema ambientale. Infatti, non era stata considerata una progressione di pari passo tra sviluppo e rispetto ambientale, pertanto i risultati stabiliti non sono stati raggiunti con successo. Da tale esito deriva lo studio e la riprogrammazione degli Obiettivi per l’Agenda 2030.

L’obiettivo 10 dell’Agenda 2030 è dedicato alla riduzione delle diseguaglianze tra Paesi; il concetto di diseguaglianza tocca diversi aspetti sociali, economici, ambientali e non si limita al tasso di povertà di un Paese. Lo scopo prefissato dal decimo punto è di consolidare politiche universali che si preoccupino delle popolazioni emarginate, creando una sinergia e potenziando le esportazioni dei paesi in via di sviluppo. Per perseguire questo scopo è necessario adottare politiche fiscali di protezione che assicurino una maggiore uguaglianza della popolazione. All’interno di ogni obiettivo dell’Agenda ci sono dei sottopunti più specifici della macro area; nel caso della seguente analisi ho preso in esame il punto 10,1: aumentare il reddito del 40% della popolazione.

Per l’analisi di questo dato sono partita dal progetto “Statistics on Income and Living conditions” (EU-Silc), deliberato dal Parlamento europeo e coordinato da Eurostat. Nel 2005 Eurostat, insieme agli Istituti Nazionali di Statistica europei, ha messo a disposizione degli studiosi una serie di dati sulle condizioni di vita delle famiglie per ricavare dei parametri sulla qualità della vita. Come si può desumere, la rilevazione di questi dati non è strettamente legata al primo programma di Sviluppo delle Nazioni Unite, tuttavia i risultati delle indagini possono essere usati per rendersi conto dell’effettivo impatto che i vari punti del programma hanno avuto sulla popolazione.

L’ultimo aggiornamento dei dati Istat riguardo al reddito familiare italiano è del 2016, pertanto ho scelto di analizzare i dati più aggiornati confrontandoli con quelli del 2013 per due motivi. In primo luogo tenendo conto della creazione dell’Agenda post 2015; poiché quest’ultima è stata scritta in seguito al fallimento del programma precedente, voglio rilevarne l’impatto diretto attraverso l’osservazione di una lieve distanza cronologica rispetto alla sua uscita. In secondo luogo perché, nell’ottica di avere a breve un altro aggiornamento dei dati, si possa fare un confronto con un scarto temporale di 3 anni dal 2013.

La misura fornita dalle tabelle è l’Indice Gini: questo coefficiente prende il nome dal suo ideatore, lo statistico italiano Corrado Gini. È una misura della diseguaglianza della distribuzione e spesso è usato per misurare la concentrazione della distribuzione del reddito o la ricchezza. L’indice è un numero che va da zero a uno, dove lo zero coincide con la totale omogeneità di reddito e l’uno con la totale diseguaglianza.

Analizzando il coefficiente Gini applicato su scala mondiale, si può notare che l’Italia si trova in una posizione abbastanza vicina all’omogeneità di reddito (https://www.termometropolitico.it/1242374_mappa-concentrazione-ricchezza.html). 


Nonostante la posizione favorevole dell’Italia rispetto ad altri paesi, si può pensare alla nostra diretta realtà e percezione dell’economia di Stato; quanto questo dato è realmente tangibile? Ci troviamo in una posizione “favorevole” perché effettivamente si riscontra omogeneità nel nostro Paese? O perché le condizioni più gravi degli altri Paesi ci collocano ai primi posti? E, infine, è stato realmente d’impatto il rapporto dell’Agenda post 2015?



I seguenti grafici mostrano l’omogeneità del reddito italiano: il primo grafico riporta l’indice del 2013, il secondo del 2016.

71529

Come si può notare, il valore rimane abbastanza omogeneo intorno allo 0,3 che per l’indice globale illustrato in precedenza è un buon risultato. Tuttavia, se ci concentriamo sui dati temporali esaminati, possiamo notare un lieve peggioramento dal 2013. Difatti, nel 2016 la disomogeneità di reddito è leggermente aumentata, pertanto non si registra un risultato positivo e di impatto rispetto al Post Agenda 2015.

Volendo analizzare ulteriormente la disomogeneità di reddito nazionale, ho scomposto i dati effettuando una divisione per area regionale:

Il primo grafico fa riferimento al 2013.

71558

Il secondo al 2016.

71595

Ciò che maggiormente risalta all’occhio è la netta differenza regionale tra il nord e il centro/sud. Quindi, non solo c’è stato un lieve aumento della disomogeneità in tre anni, ma la disomogeneità distribuita tra le regioni è nettamente sproporzionata ed è rimasta coerente negli anni.

Sebbene la mia analisi sia relativa solo all’Italia e circoscritta ad un breve lasso temporale, possiamo dedurre che il Post Agenda 2015, e quindi la realizzazione dell’Agenda 2030, non hanno avuto un impatto nettamente positivo sul reddito della popolazione italiana. Dunque, si dovrà lavorare ulteriormente sulle politiche fiscali del nostro Paese così da poter quantomeno raggiungere l’omogeneità di reddito nazionale e poi ragionare per aumentare il reddito del 40% della popolazione. In conclusione, si può affermare che l’Italia effettivamente sia un paese con una buona omogeneità di reddito su scala mondiale, ma che questa omogeneità a sua volta sia mal distribuita all’interno del territorio.

Sitografia:

https://www.un.org/sustainabledevelopment/inequality/

http://dati.istat.it/index.aspx?queryid=4836#

https://it.wikipedia.org/wiki/Coefficiente_di_Gini

http://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2013/06/onu-rapporto-finale-sull2019agenda-di-sviluppo-post-2015

https://it.wikipedia.org/wiki/Obiettivi_di_sviluppo_del_Millennio


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  • L'Autore

    Francesca Castiglione

Categorie

Dal Mondo


Tag

Agenda 2030, Income Italy Goals

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