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Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: un passo in avanti verso la giustizia climatica

Il cambiamento climatico non è più solo una questione di sostenibilità ambientale ed ecologia; non si tratta di buone norme di comportamento e piccole accortezze eco-friendly. Il cambiamento climatico coinvolge la sfera morale, politica ed etica valicando confini e leggi nazionali e facendo sentire la propria voce nella lotta per la giustizia climatica. Per farla breve, è una questione di diritti umani che coinvolge noi, abitanti dei Paesi industrializzati, e scatena i suoi effetti sulle popolazioni più vulnerabili, nei Paesi del Sud del mondo. La giustizia climatica è una questione di giustizia sociale.

Utilizzato per la prima volta nel 1999 nella pubblicazione “Greenhouse Gangsters vs. Climate Justice”, il termine giustizia climatica sembra prendere vita in una “rissa” tra il nostro pianeta e un "gruppo criminale organizzato", in cui la posta in gioco è il futuro delle prossime generazioni e - inutile dirlo - nel mirino ci sono i Paesi industrializzati. Si legge nel testo:

“Giustizia climatica significa che tutti i Paesi devono prendere parte alla drastica riduzione delle emissioni di gas serra e i Paesi industrializzati, che storicamente e attualmente sono i principali responsabili del riscaldamento globale, devono guidare la trasformazione”.

La giustizia climatica si basa su principi di equità, diritti umani e volontà politica e mira a contrastare gli effetti del cambiamento climatico riducendo le disparità e favorendo l’empowerment dei singoli Paesi: per questo è necessario attuare cambiamenti trasformativi e guardare oltre i confini nazionali.

I primi passi verso la giustizia climatica sono stati fatti a partire dal 1992, quando a Rio de Janeiro si tenne il cosiddetto Summit della Terra (Conferenza sull'Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni Unite, UNCED); ne risultò la ratifica della prima Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), o Accordi di Rio. Quest'ultimo si poneva come obiettivo la riduzione delle emissioni di gas serra, seppur senza limiti obbligatori per le singole nazioni. Solo in seguito con il Protocollo di Kyoto, adottato nel 1997 durante la COP3, furono stabiliti obiettivi vincolanti e qualificati di limitazione e riduzione dei gas ad effetto serra.

Nel 2015, l’Accordo di Parigi (COP 21, 2015) segna un primo grande passo in avanti, un patto climatico globale e condiviso dai Paesi membri dell’UNFCCC. Tra gli obiettivi prefissati vi è quello di mantenere l’aumento della temperatura “ben al di sotto dei 2°C”, aumentare la capacità di adattamento e resilienza climatica ed impegnarsi maggiormente per la diminuzione delle emissioni. La giustizia climatica è citata nel preambolo, in cui si fa riferimento ad essa come strumento fondamentale da tenere in considerazione per contrastare il cambiamento climatico.

Qual è il nesso tra giustizia climatica e Obiettivi di Sviluppo Sostenibile?

L’Accordo di Parigi riconosce ed accoglie un altro importante traguardo raggiunto nello stesso anno: nel settembre del 2015 veniva sottoscritta dai 193 Paesi membri dell’ONU l’Agenda 2030, un piano d’azione globale che include i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).

Gli SDGs nascono sulla scia dei precedenti Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs), obiettivi ugualmente universali e misurabili, orientati verso la lotta alla povertà, alla fame, alle malattie e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni. La svolta importante sta nel considerare gli SDGs con una nuova prospettiva di interdipendenza: un traguardo raggiunto per uno degli obiettivi significa il successo di tutti gli altri. Per fare alcuni esempi, raggiungere l’uguaglianza di genere (SDG5) può contribuire a fornire un’educazione di qualità equa e inclusiva (SDG4), porre fine alla povertà (SDG1) influire nell’assicurare salute e benessere universale (SDG3). Mentre garantire modelli sostenibili di produzione e consumo (SDG12) significa anche combattere i cambiamenti climatici (SDG13).

Gli SDGs conferiscono alla lotta al cambiamento climatico una dimensione più ampia, che va oltre la sfera ambientale e coinvolge anche gli altri obiettivi. Essi permettono di considerare il concetto di cambiamento climatico come una questione di giustizia sociale che evidenzia le responsabilità dei Paesi il cui lo sviluppo si è basato sullo sfruttamento delle risorse naturali. 

“Giustizia climatica” significa assumersi la responsabilità nei confronti di coloro che ne subiscono maggiormente l’impatto: questo dovrebbe essere l’impegno della parte più industrializzata del mondo.



Fonti consultate:

Immagine: Markus Spiske https://unsplash.com/photos/GCgwXxEteyo


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  • L'Autore

    Flavia Pergola

    IT_Appassionata di lingua e cultura araba, sostenibilità e viaggi, il suo sogno è lavorare nel mondo del terzo settore. Laureata con lode in Interpretariato e Traduzione, con specializzazione in inglese e arabo, approda nel mondo della comunicazione dopo un Master in Marketing e Comunicazione.

    Ha esperienze lavorative e di stage in alcune cooperative e ONG come Oxfam Italia e Medici Senza Frontiere, dove è attualmente tirocinante presso l’Ufficio Stampa. Lavora saltuariamente come traduttrice e mediatrice culturale e ha fatto un’esperienza di tre mesi presso l’Ufficio Stampa dell’Ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma.

    Ha vissuto molto tempo all’estero tra Spagna, Libano, Turchia, Egitto e Oman e non si lascia sfuggire nessuna occasione per viaggiare e vivere nuove esperienze. Nel tempo libero si dedica al volontariato e a piccoli progetti personali.

    In Mondo Internazionale è autrice per l’area tematica di Ambiente e Sviluppo e Policy Analyst per il progetto MIPP, l’Incubatore di Politiche Pubbliche di Mondo Internazionale.

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    EN_Lover of sustainability, travels and Arabic language and culture, her dream is to work in the third sector. Graduated with honors in Interpreting and Translation (English and Arabic), she is exploring the world of communication after a Master in Marketing and Communication.

    She is now an intern by the Press Office of Doctors Without Borders (MSF) Italy and she had internship and work experiences in other NGOs and organizations like Oxfam Italia and Cooperativa Auxilium. She occasionally works as translator and cultural mediator and she had the opportunity to work as an Intern at the Media and Press Office of the Embassy of Saudi Arabia in Rome.

    She lived for long periods abroad, including Spain, Lebanon, Turkey, Egypt and Oman and she doesn’t miss a chance to travel and experience new things. She devotes her free time in volunteering and developing small personal projects.

    Within Mondo Internazionale she is Author for ​​“Environment and Development” and Policy Analyst for the MIPP project, the Public Policy Incubator of Mondo Internazionale.

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Dal Mondo Sezioni Ambiente e Sviluppo Organizzazioni Internazionali Società


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