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Mestruazioni, assorbenti e IVA nel mondo

La tampon tax in Europa

L’Unione Europea dal 2007, attraverso delle normative, consente agli Stati membri di ridurre la cosiddetta tampon tax (tassa sugli assorbenti) al minimo previsto per i beni di prima necessità (ovvero fino al 5%, non il totale annullamento).

La maggior parte dei Paesi europei negli ultimi anni ha deciso di cogliere l'opportunità e di abbassare l’IVA su questi beni:

  • Spagna, Grecia e Austria l’hanno abbassata al 10%.

  • Francia l’ha ridotta al 5,5%.

  • Irlanda ha optato per lo 0%: è un caso eccezionale, poiché questa decisione è stata presa prima dell’entrata in vigore della direttiva europea sulla riduzione e l’esenzione dall’IVA sugli assorbenti, quindi l’Irlanda non è tenuta ad applicare l’aliquota minima del 5%.

  • Belgio dal 2018 è passato dal 21 al 6% .

  • Germania dal 2020 è passata dal 19 al 7%, grazie soprattutto a una richiesta dal basso e all’iniziativa lanciata dalla start up tedesca The Female Company”, che ha lanciato sul mercato “The tampon book” un libro di protesta contro la tassazione tedesca, con l’obiettivo di rompere i tabù e di assicurarsi che ogni donna abbia tamponi ovunque, in qualsiasi momento. Questo libro contiene alcune divertenti storie sulle mestruazioni, ma soprattutto al suo interno contiene anche 15 tamponi e viene venduto per 3,10 euro. Appena è uscito sono state vendute oltre 10.000 copie, registrando il sold out in un solo giorno. Un’iniziativa che sembra aver funzionato, dal momento che dal 2020 in Germania l’IVA sugli assorbenti è stata abbassata dal 19 al 7%. In Germania, però, esiste anche una tassazione del 7% su prodotti alimentari di prima necessità, su libri e giornali, su opere d’arte e oggetti da collezione, sui biglietti dei mezzi pubblici e su molti altri prodotti ancora.

  • Inghilterra, da sempre in primo piano in questa battaglia, già nel 2000 aveva abbassato al minimo l’aliquota (prevista dall’Ue) sugli assorbenti. Ora, con l’uscita definitiva dall’Ue, ha deciso di abolire definitivamente la “tampon tax”, prevedendo per il 2021 di togliere totalmente l’IVA sui prodotti igienici.


Tuttavia, in molti altri Paesi europei, tra cui l’Italia, l’aliquota supera ancora oggi il 20%:

  • Bulgaria al 20%

  • Lituania, Lettonia e Repubblica Ceca al 21%

  • Italia al 22%

  • Finlandia al 24%

  • Svezia, Croazia e Danimarca al 25%

  • Ungheria al 27%



Tampon tax nel mondo


Nel resto del mondo, solo una manciata di Paesi non impone tasse aggiuntive ai prodotti sanitari destinati alle donne, in particolare:


  • Canada, ha scelto di abolire totalmente la tassazione nel 2015.

  • La stessa cosa è accaduta nello stato di New York.

  • Australia, dal gennaio 2019,  è passata da un’aliquota del 10% all’abolizione totale dell’imposta.

  • Negli USA, dove le imposizioni fiscali sui prodotti per le mestruazioni variano da Stato a Stato, negli anni recenti Connecticut, Florida, Illinois, Maryland, Massachusetts, Minnesota, New Jersey, New York e Pennsylvania hanno abolito la tampon tax. Inoltre, a New York nel 2015 era stato approvato un provvedimento per ridurre ulteriormente le tasse su questi prodotti: tutte le scuole pubbliche della città hanno l’obbligo di mettere nei propri bagni dei prodotti sanitari (assorbenti, tamponi) gratis.

  • Kenya, nel 2004 è stato il primo Paese a diminuire la tassazione dei prodotti igienici femminili e dal 2011 ha attuato un progetto per distribuire gratuitamente assorbenti nelle scuole.

  • India, nel 2018 ha completamente abolito la tampon tax, decisione presa a seguito di proteste e manifestazioni.

  • Malaysia, Uganda, Tanzania, Nicaragua, e Trinidad e Tobago hanno eliminato completamente questa tassa.


In altri Paesi nel resto del mondo, invece, la tassa è ancora molto alta:

Islanda, Argentina, Bulgaria, Albania e Moldova hanno l’aliquota del 20% (o più alta) sugli assorbenti. Le donne in Bosnia, Turchia, Nuova Zelanda, Sud Africa e Cile, pagano tra il 15 e il 19% di IVA per comprare i prodotti sanitari necessari.


Su scala globale, esiste ancora la tampon tax e le donne (o chi ha bisogno di tamponi igienici) pagano ancora tasse molto alte su questi prodotti di prima necessità.

Un gruppo di espert* ha studiato le conseguenze dell'abolizione della tampon tax: i dati hanno rilevato che portare l’IVA allo 0% non avrebbe un grosso impatto sul miglioramento dell’accesso a questi prodotti da parte di donne con reddito molto basso o nullo, ma ancora più utile sarebbe fornire questi prodotti a gratis alle donne con questo tipo di reddito.


In conclusione, si potrebbe dire che l’abolizione della tampon tax sarebbe da auspicarsi in tutto il mondo, poiché assorbenti, tamponi e coppette mestruali non sono un bene di lusso, ma sono prodotti di prima necessità per le persone con le mestruazioni. Un’IVA così alta non permette a tutte le persone di potersi comprare gli assorbenti, portandole così a non poter assorbire il sangue che perdono durante il ciclo.

Per questo la tampon tax è da considerarsi una discriminazione di genere ed economica indiretta.


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  • L'Autore

    Irene Ghirotto

    Irene Ghirotto è laureata in Educazione Sociale e Culturale presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna.
    Nella sua tesi di laurea in “Empowerment e strategie di cittadinanza attiva” ha osservato come la lingua italiana sia usata in modo sessista e la necessità di modificarla per raggiungere una reale parità di genere, che è uno dei diritti umani essenziali. È un’attivista femminista intersezionale, ritiene che bisogna cambiare la cultura patriarcale in cui viviamo, poichè produce oppressioni e discriminazioni verso la maggior parte delle persone, togliendo loro non solo opportunità di migliorare le personali condizioni di vita ma anche i diritti umani di base che dovrebbero essere garantiti a chiunque. Per poter contribuire a questo cambiamento e andare verso un mondo più equo, ha fatto attività di volontariato presso una Casa delle Donne occupandosi della parte di comunicazione e sensibilizzazione sulle questioni di genere, inoltre, ha contribuito alla formazione di un Collettivo transfemminista LGBT+ che si occupa principalmente di informare e formare su svariate tematiche come: violenza sistemica e violenza sulle donne, identità di genere, decostruzione di stereotipi tossici.
    Pensa che per riuscire a creare un mondo più equo bisogna partite dalla scuola, dove introdurre l’educazione: sentimentale e sessuale; ai generi; anti-razzista, solo così si può capire il rispetto verso se stesse/i e le altre persone. In Mondo Internazionale ricopre il ruolo di autrice nell’area di Diritti Umani e in particolare nella sezione Domina.


    Irene Ghirotto graduated in Social and Cultural Education at the Alma Mater Studiorum in Bologna.
    In her thesis on "Empowerment and active citizenship strategies" she noted that the Italian language is used in a sexist way and the need to change it to achieve real gender equality, that is one of the essential human rights. She is an intersectional feminist activist, she believes that we need to change the patriarchal culture in which we live, because it produces oppression and discrimination against most people, taking away from them not only opportunities to improve personal living conditions but also basic human rights that should be guaranteed to anyone. To contribute to this change and move towards a more equitable world, has volunteered at a Women’s House dealing with the communication and awareness of gender issues, in addition, she has contributed to the formation of an LGBT+ Transfemminist Collective which is primarily concerned with informing and training on various topics such as: systemic violence and violence against women, gender identity, deconstruction of toxic stereotypes.
    She thinks that to succeed in creating a more equitable world it is necessary to start from school, where to introduce education: sentimental and sexual; gender; anti-racist, only in this way we can understand the respect towards ourself/s and other people. In the International World she holds the role of author in the area of Human Rights and in particular in the section Domina.

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Sezioni Diritti Umani Agenda 2030 Parità di genere Ridurre le disuguaglianze


Tag

mestruazioni tamponi tampon tax assorbenti iva Diritti umani genere

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