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Medicina digitale, la nuova frontiera della salute

Una sanità nuova, più efficiente e veloce, a misura di ognuno di noi

La necessità di accesso alle cure da parte del pubblico durante la pandemia, nonostante i lockdown e gli ingressi contingentati nelle strutture ospedaliere, ha portato a una progressiva e rapida adozione di strumenti digitali per alcune aree della cura delle malattie. Dapprima marginale, è diventato nei mesi un mezzo necessario e molto comodo per ottenere assistenza medica.

Se affiancata da strumenti per la rilevazione dei parametri (termometri, misuratori di pressione, ossimetri ecc…), il privato cittadino può fornire una serie di informazioni per agevolare la diagnosi del medico. Indubbiamente, il cittadino diventa un soggetto più attivo nel mondo digitale: è più informato e consapevole delle misurazioni da seguire e quali parametri tenere come riferimento.

A livello di popolazione si può facilmente capire il grande vantaggio della medicina digitale. Soprattutto in Italia – dove la longevità e l’età media della popolazione sono molto alte – è impensabile sperare di avere una medicina di qualità con i metodi del passato (uno fra tutti la carenza di personale medico).

Il modello tradizionale del Sistema Sanitario Nazionale Italiano è composto dall’unità centrale dell’ospedale (dove si ha accesso a cure e trattamenti specifici o emergenziali), affiancata da una rete di medici di medicina generale (per primi accessi e casi risolvibili in loco).

Un nuovo modello di sanità richiederebbe l’introduzione di una nuova figura nel settore della salute: un esperto ICT. La necessità di visitare pazienti in sicurezza ha dato l’idea ad alcuni medici del settore privato di organizzare delle videochiamate; successivamente le istituzioni come le regioni hanno iniziato a delineare delle linee guida per adattare questo modello al settore pubblico, a sviluppare software ad hoc e a informare i medici.

Il settore privato ha fornito e continua a fornire dispositivi e sensori per la misurazione dei parametri vitali. Ne è un esempio il bracciale di Empatica, un’azienda che confeziona queste apparecchiature wearable per il calcolo e la memorizzazione di dati provenienti dall’utilizzatore. Una volta presi questi dati, essi vengono analizzati e studiati tramite l’applicazione di diversi algoritmi per cercare di comprendere cosa succede al singolo individuo in tempo reale. Per ora Empatica è specializzata sui disturbi neurologici come l’epilessia, l’autismo, le emicranie croniche, la depressione e l’ansia. Ma non mancano studi per applicare questa tecnologia ad altre branche della medicina, una tra queste la capacità di segnalare quando il sistema immunitario si sta attivando per combattere un’infezione e notificare l’utente in tempo reale. Questo è possibile grazie ai sensori che osservano i parametri continuativamente e possono quindi percepire una minima alterazione in modo molto sofisticato. Questi parametri vengono integrati tramite il modello matematico predittivo, che può fornire una stima sulla probabilità che un utilizzatore sia malato oppure no.

I nuovi gadget tecnologici indossabili – come smartwatch e simili – permettono una costante osservazione dei nostri parametri vitali, il nostro ciclo sonno-veglia e la nostra attività fisica. Tutte queste osservazioni possono essere raccolte, analizzate e visualizzate da noi stessi e dai medici, per rendere ancora meglio il contesto del nostro stato di salute generale. Questo patrimonio di conoscenza personalizzata e specifica può portare alla diagnosi preventiva di patologie che potrebbero insorgere in futuro, fornire una stima probabilistica e agire oggi su come avere le maggiori possibilità di evitarle. È un cambio incredibile: se prima si curava una malattia dopo la manifestazione dei sintomi, in futuro si potrà prevedere e agire di conseguenza. Indubbiamente lo stile di vita sano rimarrà la base per tutti, ma la forte specificità di questi microdati personali potranno essere utili per migliorare e personalizzare delle decisioni per prevenire patologie anche gravi.

L’intelligenza artificiale dà il meglio quando ha una grandissima mole di dati su cui operare. Un dispositivo indossabile genera in una sola giornata una quantità di dati impressionante e lo fa tutti i giorni 24 ore su 24. Se poi si moltiplica questa quantità per ogni utente, l’IA e i relativi algoritmi possono fornire una conoscenza che fino a poco tempo fa era inimmaginabile, trovare delle correlazioni tra pattern di dati e patologie è solo una casistica. Altri esempi possono essere la diagnostica per immagini e radiografie che possono individuare fratture, tumori e altre problematiche prima e più precisamente dei radiologi umani.

Il contatto umano non può certo essere sostituito da uno strumento tecnologico, per quanto sofisticato sia. Esistono comunque piattaforme per mettere in contatto pazienti e medici come Pagine mediche, un portale gratuito per la prenotazione di visite specialistiche. È usata soprattutto nel settore privato, ma fornisce al pubblico i dati degli utenti qualora siano richiesti. In futuro questi strumenti, più che sostituire il settore pubblico, lo affiancheranno e lo potenzieranno. Degli ospedali più efficienti in cui ci recheremo di meno e per casi specifici, un medico di medicina generale e un farmacista come punti di prossimità formati per interpretare i dati che avremo prodotto, per una salute migliore e fatta su misura.


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  • L'Autore

    Andrea Radaelli

    Andrea Radaelli, nato il 20 ottobre 1997, caporedattore del progetto 'Tecnologia ed Innovazione' mi considero un soggetto particolarmente vivace e interessato a come funziona il mondo. L’aggettivo che più spesso hanno utilizzato i miei parenti, i miei amici e le persone che mi stanno accanto per descrivermi è senza dubbio ‘curioso’.

    Curioso del mondo, di come funziona e dei nostri effetti su di esso. Non solo in campo scientifico ma anche economico e geopolitico. Mi interesso di tutto ciò che ha un outcome positivo e propositivo, soprattutto nella sanità e nelle nuove tecnologie.

    Curioso per le mie opinioni molto forti e per certi aspetti critiche sulla società, che a volte diventano i miei limiti. Alcune di queste sono che la conoscenza è faticosa ma rende liberi, che l’ignoranza nell’era dell’informazione è una scelta consapevole e che l’uguaglianza (dare alle persone le stesse cose) è un paradigma da superare con l’equità (dare alle persone le stesse opportunità).

    Curioso anche per la mia personalità; ho delle idee molto ben determinate, sono un convinto ‘individualista sociale’. Cioè che ognuno di noi deve prima crescere e acculturarsi secondo le proprie inclinazioni per poi poter entrare in un gruppo di lavoro per poterlo arricchire della sua prospettiva.

    Curioso per le mie scelte, dopo le medie ho scelto un liceo ad indirizzo artistico nonostante i miei professori spingessero per un liceo classico. Durante questi cinque anni ho avuto modo di viaggiare per l’Italia e scoprire gli incredibili siti dell’UNESCO. Ho viaggiato anche in Europa nelle maggiori capitali e mi sono innamorato dell’Unione Europea. Ho compreso quanto siamo fortunati del far parte di comunità internazionale e delle straordinarie opportunità che offre. Finite le superiori, ho scelto di studiare lingue applicate all’ambito economico nel CdL di ‘Scienze per la Mediazione Linguistica e Culturale’, un’università ricca di diversità; di nazionalità diverse, di lingue diverse e di culture diverse. Tutta questa eterogeneità mi ha spinto a ricercare un percorso magistrale decisamente più strutturato ed innovativo; 'Data Science and Business Intelligence'. La scienza dei dati si compone di principi metodologici basati sul metodo scientifico e di tecniche multidisciplinari volte ad interpretare ed estrarre conoscenza dai dati attraverso l'analisi statistica.

    Di Mondo Internazionale mi ha colpito la potenzialità, la composizione giovane e il dinamismo. Le aree tematiche nel quale mi trovo a mio agio sono economia, sanità e innovazione. Il progetto di ‘Tecnologia ed Innovazione’ è quello con cui collaboro maggiormente e, soprattutto grazie alla pazienza dei miei collaboratori, mi trovo veramente bene.

    Andrea Radaelli, born on 20 October 1997, editor-in-chief of 'Technology and Innovation' project, I consider myself as a particularly lively person and interested in how the world works. The adjective that my relatives and my friends have used the most to describe me is undoubtedly 'curious'.

    Curious about the world, how it works and our effects on it. Not only in the scientific field but also in the economic and geopolitical field. I am interested in everything that has a positive and proactive outcome, especially in healthcare and new technologies.

    Curious for my very strong and, in some respects, critical views on society, which sometimes become my limitations. Some of these are that knowledge takes effort but is essential, that ignorance in the information age is a conscious choice and that equality (giving people the same things) is a paradigm to be overcome with fairness (give people the same opportunities).

    Also curious about my personality; I have very well-defined ideas, I am a convinced 'social individualist'. That is, each of us must first grow and acculturate according to their own tastes in order to be able to be a good team player in a work group in order to enrich it with new insights.

    Curious about my choices, after secondary school I chose an artistic high school despite my teachers pushing for a classical high school. During these five years I have had the opportunity to travel around Italy and discover its incredible UNESCO sites. I also traveled around Europe in the major capitals and fell in love with the European Union. I realized how fortunate we all are to be part of this international community and the extraordinary opportunities it offers. After graduating from high school, I chose to study languages ​​applied to economics, 'Sciences for Linguistic and Cultural Mediation', a university rich in diversity; of different nationalities, of different languages ​​and of different cultures. All this heterogeneity pushed me to seek a decidedly more structured and innovative master's path; 'Data Science and Business Intelligence'. Data science consists of methodological principles based on statistics, scientific method and multidisciplinary techniques aimed at interpreting and extracting knowledge from data through statistical analysis.

    I was struck by Mondo Internazionale's potential, young composition and dynamism. The thematic areas in which I am comfortable are economics, health and innovation. The 'Technology and Innovation' project is the one I collaborate with most and, thanks to the patience of my collaborators, I am really happy with it.

Categorie

Sezioni Tecnologia ed Innovazione


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