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Maternità surrogata: avere un figlio grazie al gesto libero e volontario di una persona terza potrebbe diventare realtà anche per gli italiani?

Si chiama gravidanza solidale, ed è conosciuta e praticata all'estero già da molti anni

Non sempre il desiderio di genitorialità di una coppia (o di un singolo) riesce a trasformarsi in realtà. Le difficoltà ad avere un figlio possono essere molteplici e non sempre superabili, neppure ricorrendo alle tecniche più avanzate.

In molti Paesi del Mondo, come negli Stati Uniti, una soluzione al problema consiste nella cosiddetta maternità surrogata: una donna mette a disposizione dei genitori “committenti” il proprio utero, per portare a compimento la gestazione.

Questa pratica, se caratterizzata dalla presenza di un corrispettivo a fronte del sacrificio della gestante, viene definita come “utero in affitto”, e non sono poche le testimonianze di donne che si sono rese disponibili a portare in grembo un bambino, voluto da qualcun altro, solo per poter far fronte ai propri debiti.

In Italia, tale pratica è vietata dalla legge: l’art. 12, comma 6 della legge n.40/2004 prevede che “chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000,00 a un milione di euro”.

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La norma, così descritta, di fatto impedisce la c.d. gravidanza solidale, che si caratterizza sempre per la gestazione da parte di una donna terza alla coppia o alla persona desiderosa di diventare genitore, ma a titolo gratuito.

Secondo alcuni, tale restrizione violerebbe diversi diritti costituzionalmente garantiti, tra i quali quello alla famiglia, il diritto alla salute e il diritto all’uguaglianza. Inoltre il testo, così come scritto, non declinerebbe nel dettaglio cosa debba intendersi per surrogazione di maternità, né se la pratica debba intendersi vietata in ogni caso o solo allorquando sia prevista a fronte di un corrispettivo.

Proprio sulla scorta di tali osservazioni, è approdato in Parlamento il disegno di legge elaborato, tra gli altri, dall’Associazione Luca Coscioni, impegnata da anni nella lotta per l’affermazione delle libertà civili, e che fin dal 2015 si occupa del tema.

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Chi ha reso possibile la presentazione alla Camera è la deputa Guia Termini, la quale vorrebbe che la proposta venisse abbinata a quella, in discussione in questi giorni in commissione giustizia, a firma di Giorgia Meloni e Mara Carfagna, che prevede la punibilità del reato di maternità surrogata commesso anche del cittadino italiano all’estero.

Nella proposta, si legge che l’accordo tra le parti potrà sottoscriversi solo se la candidata gestante è in età fertile e con già un figlio vivente, salvo il caso sia imparentata con il futuro o i futuri genitori, e che abbia una condizione economica stabile. Saranno riconosciuti dei rimborsi, sia per i controlli medici, che per l’eventuale contrazione reddituale se si tratta di una lavoratrice autonoma. Ma, nel rispetto della previsione legislativa, nessuna dazione in danaro o di altri beni fungibili potrà essere previsto quale corrispettivo della disponibilità a portare avanti una gravidanza per altri.

Il tema è controverso, e non sono mancate le critiche da diverse fazioni politiche.

Eppure, anche alcuni Paesi europei ammettono la gravidanza per altri. Ecco alcuni esempi.

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Grecia

Il Paese ellenico permette l’accesso alla gravidanza per altri a tutte le coppie eterosessuali, anche non coniugate, e le donne single entro i 50 anni. Requisito minimo è che il ricorso alla procedura sia ricollegabile a esigenze mediche e che una delle parti risieda in maniera temporanea o permanente nel Paese. La gestante può ricevere solo un rimborso spese e va provato il motivo altruistico sotteso all’accordo fra le parti. Il riconoscimento della relazione genitoriale tra il minore e i genitori “intenzionali” avviene tramite una sentenza emessa prima del trasferimento dell’embrione nell’utero.

Regno Unito

Sia le coppie, etero o omosessuali, che i single possono accedere alla pratica. Come in Grecia, la gestante può ricevere solo un rimborso spese e deve essere provato il motivo altruistico a fondamento dell’accordo di gravidanza per altri.

Il riconoscimento della relazione genitoriale avviene tramite la richiesta di un parental order, concesso allorquando si accerta la sussistenza dei seguenti requisiti: domanda proposta almeno sei mesi prima della nascita del bambino, la sussistenza di almeno il 50% della connessione genetica tra almeno uno dei genitori intenzionali, e la residenza di uno o entrambi nel Regno Unito.

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Rispetto all'inquadramento giuridico dei suoi vicini, la proposta italiana manca ancora di qualche dettaglio. Certo è che, nel frattanto, gli attivisti sono riusciti a porre l'attenzione sull'argomento e a passare la palla la Parlamento, che ora ha il compito di pronunciarsi sulla spinosa questione.

Fonti consultate per la stesura del presente articolo:

https://www.huffingtonpost.it/entry/la-gravidanza-solidale-e-unopportunita-non-un-reato_it_5fa12a22c5b6c588dc955bc3

http://www.associazionelucacoscioni.it/sites/default/files/documenti/Utero%20surrogato%20normative%20a%20confronto_0.pdf

https://www.associazionelucacoscioni.it/cosa-facciamo/fecondazione-assistita/gravidanza-solidale-per-altri

https://www.instagram.com/p/CN0C--BnB98/?igshid=3m0rd6yl64wx

http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=89283

 


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  • L'Autore

    Giorgia Corvasce

    Giorgia Corvasce si laurea nel 2018 in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano, dopo aver frequentato il biennio di specializzazione ad indirizzo internazionale.

    Immediatamente dopo, inizia il percorso di pratica forense occupandosi di diritto civile contenzioso e stragiudiziale, per poi appassionarsi al diritto di famiglia.

    La sua conoscenza delle lingue straniere e la passione per il diritto internazionale tuttavia non vengono abbandonate, e la seguono nel suo percorso di crescita professionale sino ad approdare in un noto studio legale a vocazione internazionale di Milano nel 2020.

    Contemporaneamente, inizia la sua collaborazione con Mondo Internazionale, dapprima come autore del progetto Legalytics, oggi Diritto e Società, dove si occupa prevalentemente di tematiche legate ai diritti umani e al gender gap, e poi ottenendo la carica di Coordinatore per le Attività Internazionali dell’associazione, dove sviluppa le sue doti di diplomazia e rafforza i rapporti con le sedi estere aiutata dalla sua ottima conoscenza del francese.

    Mondo Internazionale le permette di mettere a frutto le sue capacità e le sue inclinazioni, stringendo forti legami umani in tutto il globo per il perseguimento di uno scopo condiviso.


    Giorgia Corvasce graduated in 2018 in Law at the Catholic University of Milan, after attending the two-year specialization program with an international orientation.

    Immediately, she began her career becoming a trainee laywer for a firm specialized in civil law and family law l.

    Her knowledge of foreign languages and her passion for international law, however, are not abandoned, and they follow her in her career path until reaching a well-known international law firm in Milan in 2020.

    At the same time, she began her collaboration with Mondo Internazionale, first as author of the project Legalytics, now Law and Society, where she mainly writes about topic related to human rights and gender gap, and then obtaining the role of Coordinator for the International Activities of the association, where she develops her skills of diplomacy and she strengthens relations with foreign offices helped by his excellent knowledge of French.

    Mondo Internazionale allows her to make a difference, to tight strong human connections around the globe in order to reach a shared goal.

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