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Mancanza di diritti per i lavoratori nel panorama internazionale

Negli ultimi anni si è sviluppato un modo diverso di lavorare e di vivere la vita e il tempo libero.


Le persone, causa Coronavirus, trascorrono numerose ore in casa e sempre più spesso prediligono l’e-commerce, ossia gli acquisti digitali. Proprio tramite internet è possibile avere in pochi giorni, se non addirittura ore, tutto ciò che si desidera, dal cibo ai vestiti.

Se da un lato è estremamente comodo poter avere tutto ciò che si desidera in poco tempo e senza fatica, sempre a disposizione e direttamente a casa propria, talvolta anche risparmiando rispetto ai prezzi esposti nei negozi fisici, dall’altro c’è un aspetto tanto importante quanto negativo: la mancanza dei diritti dei lavoratori.

Proprio in questi giorni in Italia i lavoratori del famoso colosso di e-commerce Amazon stanno protestando per la mancanza di diritti nel lavoro che svolgono, che non lascerebbe loro spazi e tempi per svolgere i compiti giornalieri dignitosamente. A livello internazionale la situazione è la stessa, difatti il modello di lavoro che arricchisce esponenzialmente i proprietari, non tutela la “catena di montaggio che c'è dietro le tanto comode consegne incredibilmente celeri.

I riders impegnati nel food delivery è da più di 5 anni che si battono per ottenere maggiore dignità nello svolgimento delle consegne. Le tempistiche infatti vengono fornite da una piattaforma che mediante uno specifico algoritmo fornisce un responso in base al prodotto che è stato ordinato. Se il rider a cui viene assegnato l’ordine lo rifiuta o non lo accetta in breve tempo, si innesca un meccanismo “ad asta” in cui lo stesso ordine viene proposto ad altri fattorini, in base ad una sorta di punteggio che ottengono in base all’efficienza nelle consegne. Questo sistema incentiva un gioco al massacro in cui i riders si privano dei giusti tempi di lavoro, talvolta mettendo anche a rischio la propria vita, rischiando incidenti, nel nome del risparmio di tempo.

Anche nelle catene di montaggio per l'imballaggio di prodotti da spedire le mancanze di diritti sono numerose, i tempi sono ristretti e le pause quasi inesistenti. E' famoso il caso della richiesta di adesione ad un sindacato per opera dei lavoratori di Amazon USA. La richiesta però è stata rifiutata, privandoli così di un diritto internazionalmente tutelato. Le accuse rivolte alla celebre azienda, provenienti dal Regno Unito, sarebbero poi anche quelle di spiare i lavoratori e vietare loro la possibilità di denunciare le condizioni di lavoro degradanti, rischiando il licenziamento.

In favore alla tutela dei lavoratori si è anche mossa Amnesty International, con una raccolta firme per mobilitare e rendere celebre la giusta richiesta che proviene dai lavoratori.

Inoltre, numerosi lavoratori si sono ammalati durante i momenti peggiori della pandemia da Covid-19, proprio per la mancanza di tutele nello svolgimento delle mansioni svolte. Queste accuse sono state mosse, in particolare, da Francia e Polonia.


FONTI:

https://www.lavorodirittieuropa.it/dottrina/lavori-atipici/598-diritti-per-i-riders

https://www.amnesty.it/appelli/difendi-i-lavoratori-di-amazon/

https://www.amnesty.it/amnesty...

https://unsplash.com/


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  • L'Autore

    Sofia Perinetti

    Sofia Perinetti è laureata in magistrale in Scienze Internazionali e della Cooperazione, ha approfondito nella sua carriera universitaria e post il lato delle relazioni internazionali che concerne la cooperazione internazionale come strumento di aiuto e sostegno verso paesi terzi.

    E' interessata sin dai primi anni di università alla tutela dei diritti umani e per questo in Mondo Internazionale è presente nel team di Diritti Umani come vice dello Chief Editor, è inoltre presente nel team di grant-management ed infine di GEO. Questi tre team le permettono di esprimere a pieno gli interessi sociali e culturali che la contraddistinguono.

    Sofia Perinetti has a degree in International and Cooperation Sciences, she has deepened in her university career and post the side of international relations that concerns international cooperation as an instrument of aid and support to third countries.

    Since the first years of university she has been interested in the protection of human rights and for this reason in Mondo Internazionale she is present in the Human Rights team as deputy to the Chief Editor, she is also present in the grant-management team and finally in GEO. These three teams allow her to fully express the social and cultural interests that distinguish her.

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