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"Mamma, non lo voglio!" Come convincere un bambino a mangiare

“Il mio bambino non ha appetito.” “Mangia sempre le stesse cose.” “Non c’è verso di far mangiare a mio figlio frutta e verdura.” Quante mamme si sono trovate (e si trovano tuttora) in questa situazione? Non tutti i bambini, ahimè, mangiano volentieri e spesso risulta difficile convincerli a farlo. La frase mangia, ti fa bene ha scarso effetto su di loro: non si tratta, infatti, per un bambino, di una spiegazione esaustiva del perché dovrebbe mangiare qualcosa. Dunque che fare?

Una volta accertato che lo scarso appetito del vostro bambino non sia legato a delle particolari condizioni fisiologiche o patologiche, è possibile prendere una serie di accorgimenti che, con il tempo, dovrebbero rientrare nella vostra quotidianità.

Già nel periodo dello svezzamento, il bambino sviluppa un approccio personale verso il cibo e impara a conoscerlo nelle sue molteplici caratteristiche. Affinché questo avvenga, è indispensabile che lo lasciate sperimentare e pasticciare con il cibo. Successivamente, spegnete la televisione mentre siete a tavola e condividete tutti insieme il momento del pasto. Ciò susciterà curiosità nel vostro bambino verso i cibi presenti sulla tavola e lo renderà, inoltre, maggiormente consapevole dell’atto nutritivo in sé.

È risaputo che un bambino impara principalmente dall’esempio dei propri genitori. Fate dunque in modo che vostro figlio abbia, per quanto possibile, la vostra stessa alimentazione (nel rispetto delle linee guida indicate per le varie fasce d’età): difficile che mangi di buon grado la minestrina mentre voi consumate, davanti a lui, un bel piatto di pasta al ragù! Del resto, per chi non lo sarebbe? Allo stesso modo, non potete pretendere che vostro figlio mangi frutta e verdura se voi siete i primi a non farlo. Per finire, sia la sua alimentazione che la vostra dovrebbe essere al contempo sana ed equilibrata.

Una volta provato anche questo, che cosa si può fare ancora?

Senz’altro, la monotonia dei pasti non entusiasma nessuno, men che meno un bambino. Una dieta varia, dunque, è un ottimo punto di partenza per invogliarlo a mangiare. Posto questo presupposto, potrebbe risultare molto utile portare vostro figlio a fare la spesa con voi, quando possibile, fargli scegliere che cosa mangiare tra alcune opzioni o fargli assaggiare i cibi nel corso della preparazione. Un ulteriore spunto potrebbe essere quello di presentargli il piatto in maniera simpatica e originale, per esempio, disponendo i cibi in modo da riprodurre un animaletto o un paesaggio. Tutto ciò ha lo scopo di suscitare curiosità nel bambino e di approcciarlo al cibo in maniera giocosa e divertente, così che sia maggiormente invogliato a sperimentare.

Che dire, poi, della tanta odiata verdura? Si tratta forse di una delle categorie di alimenti più oggetto di rifiuto da parte dei più piccoli, questo per via dei suoi gusti caratteristici che tanto si discostano da quello, decisamente più appetitoso, della carne, per esempio. Siamo sinceri: chi non ha mai pensato che l’insalata sappia di erba? Gli adulti stessi spesso si ingegnano per rendere la verdura un po’ più gustosa ed è possibile farlo anche con un bambino. Ecco un esempio pratico: delle polpettine di verdura sono senz’altro un’opzione più appetibile di un piatto di spinaci con un filo d’olio. Accorgimenti simili possono essere presi per altre categorie di alimenti difficilmente tollerate in alcuni bambini, come i legumi o il pesce. Così si possono realizzare, rispettivamente, degli hamburger di legumi o delle polpettine di pesce.

La quantità di cibo proposta è un ulteriore aspetto da non sottovalutare. Normale che un bambino possa sentirsi scoraggiato davanti a un piatto colmo di cibo. Meglio, dunque, proporgli inizialmente una porzione non troppo abbondante. Sarà poi lui stesso a chiedere di mangiare ancora, qualora lo desideri.

Infine, come sempre quando si vuole raggiungere un obiettivo, la perseveranza è d’obbligo. Costringere il vostro bambino a mangiare non porterà a nulla, se non ad accrescere in lui l’avversione per il cibo, ma, del resto, anche rinunciare all’impresa dopo il primo no non è di alcuna utilità. In genere, si consiglia di provare a proporre un alimento a un bambino per almeno dieci volte. Dopodiché, se ancora si ostina a non mangiarlo, si può effettivamente affermare che non gli piaccia. Fate dunque un po’ di tentativi prima di giungere a questa conclusione, possibilmente proponendo l’alimento in questione cucinato in modi differenti. Lasciate che il bambino lo veda spesso in tavola e che veda che voi lo mangiate. Con il tempo, probabilmente, ne sarà sempre più incuriosito e (chissà?) magari deciderà di assaggiarlo!

 


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    Francesca Locatelli

Data di pubblicazione 26 ottobre 2018

Categorie Salute e Benessere
Tag nutrizione cibo salute

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