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Machismo e maschilismo: facce della stessa medaglia?

Negli ultimi anni non abbiamo potuto fare a meno di notare che nella nostra società c’e’ stato un crescente sviluppo del discorso sui generi e sulla piaga del maschilismo. Il discorso potrebbe essere affrontato in mille modi, sotto mille luci diverse, applicato a milioni di contingenze differenti. Ma, ora, in questa sede, verrà raccontato nella sua faccia opposta della medaglia, nel doppio filo della sua lama. Il fallocentrismo da cui la nostra società e’ affetta, colpisce coi suoi effetti non solo le donne, bensì anche gli uomini stessi. Ciò avviene tramite il machismo. Questo e’ un aspetto che viene trascurato moltissimo nel discorso riguardo le disparità di genere, sebbene sia fondamentale. E’ molto importante conoscere questo fenomeno per comprendere fonti e conseguenze di molti comportamenti dell’uomo nel mondo: dai piu’ dannosi per se’ stesso ai piu’ dannosi per gli altri.

Ma facciamo subito chiarezza: cosa si intende per “machismo”?  Sono tutti quei comportamenti esageratamente e stupidamente “virili” che sottendono il fatto che la donna sia inferiore (fisicamente e/o psicologicamente). Ora, guardando a questa definizione, potrebbe saltare all’occhio che ancora una volta sia l’universo femminile l’unico e il solo a fare le spese di questo atteggiamento. Le cose tuttavia sono molto piu’ complesse di così. Uomini, vi e’ mai capitato da bambini di piangere dopo una caduta dalla bicicletta e sentirvi dire “non fare la femminuccia”? Vi e’ mai capitato di sentirvi sotto pressione quando si parla di sessualità e di numero di “conquiste” amorose? Vi e’ mai capitato di sentirvi a disagio nell’esprimere i vostri sentimenti in presenza di altri uomini perche’ “sono cose da donne”? Bene, allora avrete capito in che senso il machismo danneggia anche gli uomini e non solo le donne.

Tutto quell’immaginario dell’uomo grande, forte, coraggioso e insensibile al dolore che permea ovunque la nostra cultura fin da bambini (basti pensare alle favole a cui siamo abituati: la principessa viene salvata dal cavaliere, non si salva mai da sola) si traduce in un codice di comportamento a cui l’uomo, per essere considerato tale, non può sottrarsi. Il nostro stesso linguaggio e’ intriso di machismo e maschilismo: l’espressione che ho usato sopra “fare la femminuccia” ne e’ un chiaro esempio, così come la frase “avere le palle” per indicare forza caratteriale. E se ne potrebbero citare centinaia di altre. Ma anche solo soffermandoci sulle due frasi riportate risulta lampante un’equazione: donna=debole, uomo=forte. Il fatto stesso che questa mentalità sia permeata nel nostro linguaggio ci permette di capire quanto quest’ultima sia radicata e presente nel nostro immaginario comune.

Con queste premesse capiamo come il machismo possa fare veramente grandi danni a livello sociale e non solo nella sfera dell’individuo. L’incapacità di esprimere i propri sentimenti, o meglio, la repressione di questi porta inevitabilmente a uno squilibrio nel momento stesso in cui l’uomo si trova ad affrontare una situazione emotivamente difficoltosa. E talvolta questa abulia sentimentale si traduce in manifestazione di forza fisica: vera e propria sopraffazione dell’altro. La mentalità machista, assorbita e interiorizzata dal soggetto lo porta inoltre a credere veramente nella propria presunta superiorità e ad imporla alla donna. In nome di cosa? Del fatto che la donna e’ vista come una sprovveduta, vulnerabile e bisognosa di protezione. E l’uomo? L’uomo non ha e non può mai piangere, stare male ma soprattutto ammettere di avere delle debolezze. Pena, l’essere additato come femminuccia, gay, effeminato. Proprio questo atteggiamento in piccolo ha creato (e continua a creare) nel corso delle generazioni padri e mariti padroni anaffettivi, in alcuni casi veri e propri mostri violenti.


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    Isabella Poretti

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Dossier Storie


Tag

Donne Machismo Maschilismo

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Fabio Di Gioia
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