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L’Unione Russia-Bielorussia

L’Unione Russia-Bielorussia è un ente intergovernativo istituito nel 2000. Nasce dalla necessità della Russia di mantenere saldi i rapporti con gli stati satelliti dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, ma anche dalla volontà di Minsk di ancorare la sua economia in crisi a quella russa. Lo scopo è quello di armonizzare le politiche tra i due paesi, a livello economico e non. In principio si pensava a una struttura simile a quella sovietica - si tratta infatti di un’organizzazione molto istituzionalizzata - che prevede il Consiglio Supremo di Stato, il Consiglio dei Ministri, il Parlamento dell’Unione, la Corte dell’Unione e la Camera di Controllo.

L’integrazione negli anni non è però rimasta fedele alle ambizioni iniziali, non riuscendo nemmeno a creare un’unione doganale fra i due paesi. È stata tuttavia garantita la libera circolazione tra i cittadini dei due stati, che possono spostarsi all’interno dell’Unione senza il bisogno di passaporti o visti.

Il progetto ha infatti faticato a crescere soprattutto perché la Bielorussia temeva per la sua indipendenza e percepiva nelle intenzioni della Russia dei tentativi di inglobarla. Negli anni successivi, Mosca è riuscita a conquistare la fiducia del suo partner attraverso ingenti aiuti economici, utili soprattutto durante la crisi del 2008. Successivamente l’Unione ha quindi raggiunto dei risultati, rilanciando l’integrazione a livello militare; dal 2009 gli eserciti dei due paesi svolgono esercitazioni e addestramenti comuni, coordinati dal Gruppo di Forze Regionali di Bielorussia e Russia e, negli ultimi dieci anni, sono riusciti a sviluppare degli obiettivi militari comuni.

Una svolta molto importante è sicuramente la recente firma di ben 28 documenti di integrazione. Il 4 novembre il Consiglio Supremo ha presentato il pacchetto di accordi che tocca diversi ambiti, che prevedono misure di coordinamento nello sviluppo economico di tutti i settori e una migliore collaborazione a livello doganale. Ma non solo: i due paesi hanno rinnovato e rafforzato l’alleanza militare e ridefinito gli interessi comuni. Tuttavia, dietro alla volontà dei due stati si nascondono interessi diversi. Se la Russia è infatti preoccupata per la crescita dell’europeismo e dell’atlantismo in Ucraina, la Bielorussia ha invece bisogno di garanzie militari contro gli oppositori politici. Ad aver convinto Lukashenko a rafforzare l’integrazione è stata sicuramente anche l’offerta di fornitura di gas a un decimo del prezzo di mercato, soprattutto in vista dell’attuale crisi energetica.


Prospettive per il futuro

I due paesi - ora più uniti - si sentono anche politicamente più forti. La Bielorussia si sta infatti mostrando più decisa e ostile nei rapporti con l’Europa e la crisi migratoria con la Polonia ne è la conferma. Minsk sta permettendo che un importante flusso di migranti superi il confine con l’Unione Europea senza controlli e spera, in questo modo, di riuscire a fare leva su Bruxelles, affinché siano ritirate le sanzioni nei suoi confronti – senza apparenti timori di un’escalation militare. Allo stesso tempo, non ci sarà da sorprendersi se Mosca avanzerà pretese su altri tavoli diplomatici o riaccenderà il conflitto in Ucraina. Due repubbliche ucraine al confine con la Russia – Lugansk e Doneck – avevano già presentato la domanda di adesione all’Unione nel 2014. A questi si aggiungono altri candidati, come il territorio dell’Ossezia del Sud e il Kazakistan, che partecipa già ad altri progetti di integrazione con Mosca e Minsk, come la Comunità Economica Eurasiatica e l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva.

L’obiettivo geopolitico principale della Russia dallo scioglimento dell’Unione Sovietica a oggi consiste nel mantenimento e nella ricostruzione dei rapporti e delle alleanze con gli ex-satelliti, con lo scopo di garantire sicurezza ai suoi immensi confini. I nuovi accordi con la Bielorussia rappresentano, quindi, un importantissimo successo per la politica estera di Mosca.


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  • L'Autore

    Michele Bodei

    Michele Bodei sta per conseguire la laurea triennale in Studi Internazionali e Istituzioni Europee presso l’Università degli Studi di Milano, dove sta approfondendo gli studi sul regime di Cuba negli anni Sessanta nella preparazione dell’elaborato finale.

    È appassionato di geopolitica e di musica, dall’hip hop al jazz, e pratica nuoto nel tempo libero.

    In Mondo Internazionale ricopre il ruolo di autore su tematiche europee.

    Michele Bodei is getting his Bachelor’s degree in International Studies and European Istitutions at “Univesità degli Studi di Milano”, where he is deepening his studying on cuban regime during the Sixties while preparing his final thesis.

    He loves geopolitics and music, from hip hop to jazz, and during free times he enjoys swimming.

    In Mondo Internazionale he is author for european themes.

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#lukashenko #NATO Belarus Russia Moscow Minsk Soviet Union migratorycrisis #ukraine

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