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L’Unione per il Mediterraneo

L’Unione per il Mediterraneo è un’organizzazione internazionale regionale che comprende 43 Stati: tutti i 27 membri dell’Unione Europea – anche quelli non bagnati dal Mediterraneo – e altri 16. Quest’ultimi sono Albania, Algeria, Bosnia ed Erzegovina, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Mauritania, Monaco, Montenegro, Regno Unito, Stato di Palestina, Siria (auto sospesa il 1º dicembre 2011), Tunisia e Turchia. A questi si aggiungono la Commissione Europea e la Lega Araba, ma anche la Libia che partecipa come Stato osservatore.

Istituita nel 2008 al Vertice di Parigi, l'Unione nasce come istituzionalizzazione dell’Euromed - il partenariato tra i paesi dell’Europa e gli altri del Mediterraneo - iniziato nel 1995 e sviluppatosi negli anni in quello che viene chiamato "Processo di Barcellona".

La sede principale è proprio a Barcellona, una delle principali città che si affacciano sul Mediterraneo. Nasce con lo scopo si promuovere la stabilità nella regione e l’integrazione degli Stati membri, impegnandosi ad affrontare le difficoltà derivanti dalle differenze culturali e dalle diverse culture e linguaggi giuridici tra i paesi europei e quelli del Nord Africa e del Medio Oriente.

L’integrazione e lo sviluppo della regione seguono la direzione dettata dai due pilastri principali: lo sviluppo umano e quello sostenibile. Gli strumenti di cui si avvale l’Unione sono le conferenze diplomatiche, vincolando gli Stati membri a sottoscrivere impegni e obblighi internazionali o a indire Convenzioni internazionali – di solito con i due pilastri come tema principale. Le decisioni e le posizioni dell’organizzazione si concretizzano in progetti di investimento regionali, spesso a geometria variabile, in sei settori in particolare: sviluppo imprenditoriale, alta formazione e ricerca, affari sociali e civili, energia e azioni per il clima, trasporti e sviluppo urbano, acqua e ambiente.

Da questo sistema di cooperazione sono nati diversi progetti ambiziosi. Uno di questi riguarda il “disinquinamento” del Mediterraneo. I membri coordinano da più di dieci anni le politiche e le leggi in materia di ambiente, a tutela della biodiversità marina e dell’accesso all’acqua potabile. Un altro è collegato all’integrazione territoriale in senso stretto, ovvero la costruzione di “autostrade del mare e terrestri”. Tra i suoi progetti, l’Unione incentiva la costruzione e la manutenzione di porti, strade e ferrovie per migliorare la circolazione di merci e persone nel Mediterraneo.

L’Unione Europea ha cercato di includere i partner del Mediterraneo nel meccanismo europeo di protezione civile, attraverso un progetto parallelo per la prevenzione e la risposta a catastrofi naturali o causate dall’uomo. Tuttavia, a seguito l’instabilità politica del Nord Africa, causata dalle Primavere Arabe, e la continua instabilità del Medio Oriente, questo meccanismo non è ancora stato attivato.

In ambito di formazione e ricerca sono stati raggiunti risultati concreti già nel 2008, con l’istituzione della prima Università euro-mediterranea a Pirano, in Slovenia, seguito poi dalla creazione dell’Università di Fès nel 2012.

Il progetto più ambizioso e interessante resta il Piano solare mediterraneo, che vuole sfruttare l’energia solare e il territorio immenso del deserto del Sahara. Negli anni Ottanta, il ricercatore tedesco Gerard Knies stimò che installando pannelli fotovoltaici su un’area di 28 mila chilometri quadrati – una superficie poco più grande della Sicilia – nel deserto del Sahara sarebbe possibile produrre energia solare in quantità tale da poter soddisfare il fabbisogno dell’Europa intera. Da allora sono stati svolti ulteriori studi e approfondimenti per valutare i costi e le possibilità di attuazione di un progetto di questo tipo. Nonostante varie difficoltà pratiche, questo piano è parte dell’agenda dell’Unione per il Mediterraneo, che promuove studi e ricerche al riguardo e stima di poter realizzare il progetto per il 2050.


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  • L'Autore

    Michele Bodei

    Michele Bodei sta per conseguire la laurea triennale in Studi Internazionali e Istituzioni Europee presso l’Università degli Studi di Milano, dove sta approfondendo gli studi sul regime di Cuba negli anni Sessanta nella preparazione dell’elaborato finale.

    È appassionato di geopolitica e di musica, dall’hip hop al jazz, e pratica nuoto nel tempo libero.

    In Mondo Internazionale ricopre il ruolo di autore su tematiche europee.

    Michele Bodei is getting his Bachelor’s degree in International Studies and European Istitutions at “Univesità degli Studi di Milano”, where he is deepening his studying on cuban regime during the Sixties while preparing his final thesis.

    He loves geopolitics and music, from hip hop to jazz, and during free times he enjoys swimming.

    In Mondo Internazionale he is author for european themes.

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Temi Organizzazioni Internazionali


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#ufm #mediterraneo #barcellona #pianosolaremediterraneo #organizzazioniinternazionali #europa #unioneeuropea #legaaraba

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