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Lo spionaggio degli Stati Uniti in Europa

La Danimarca ha aiutato l’intelligence statunitense a spiare diversi leader europei

Questo è quanto emerge dall’inchiesta giornalistica di una rete televisiva danese e dalle rivelazioni – a seguito di un’indagine interna conclusa nel 2015 – dei servizi segreti danesi. Secondo queste fonti tra il 2012 e il 2014 la NSA (National Security Agency) statunitense avrebbe spiato diversi funzionari ed esponenti politici svedesi, norvegesi, francesi e tedeschi, servendosi delle infrastrutture danesi. La penisola, infatti, ha un ruolo strategico nel traffico internet mondiale e funge da terminale di svariati cavi sottomarini – attraversi i quali sono avvenute le intercettazioni - collegati con gli altri Paesi europei. A essere oggetto di intercettazioni non sono soltanto le attività online, ma anche telefonate ed sms.

Perché Copenaghen è stata complice di Obama? Gli Stati Uniti e la Danimarca cooperano militarmente in Groenlandia, dove si trova un’importante base militare americana molto strategica. I due paesi condividono anche un interesse comune: contenere l’influenza della Germania in Europa. Da un lato gli Stati Uniti non vogliono perdere il ruolo di leadership che hanno costruito lo scorso secolo e la guida della Germania nell’integrazione europea può essere una minaccia. Allo stesso tempo la Danimarca vive con il timore storico di essere inglobata dal vicino tedesco, infatti nella politica dell’Unione ha sempre cercato di tenere una posizione particolarista e orientata all’indipendenza. Non è un caso che, durante le discussioni per istituire i fondi europei contro la crisi pandemica, la Danimarca si è schierata dalla parte dei “paesi frugali”, cioè tra quelli contrari all’erogazione di prestiti così importanti – a differenza della Germania. I rapporti storici tra Copenaghen e Washington, insieme agli interessi comuni, sono stati la base con la quale l’NSA è riuscita ad accedere con facilità ai dati sensibili depositati in Danimarca.

Non potevano mancare le reazioni dei leader europei

Il primo a rompere il ghiaccio e a rassicurare gli alleati è il ministro della Difesa danese, Trine Bramsen, che ha considerato l’intercettazione “inaccettabile”, mentre la Ministra di Stato, Mette Frederiksen, giura che il governo non ne sapeva nulla. Emmanuel Macron, Angela Merkel e i governi di Svezia e Norvegia vogliono chiarimenti da parte di Copenaghen, ma anche da parte di Biden, mentre è già stato convocato a Oslo l’ambasciatore statunitense.

L’antefatto: il caso Snowden

L’inchiesta danese fa riferimento al caso delle dichiarazioni dell’ex-collaboratore dell’NSA, Edward Snowden. Nel 2013 l’informatico aveva rivelato dettagli top secret sul sistema di sorveglianza di massa del governo statunitense e di quello britannico. Erano emerse attività sistematiche di spionaggio telefonico e di internet compiute dagli Stati Uniti nell’Unione Europea, delle quali si era già parlato di un possibile coinvolgimento della Danimarca. Il caso suscitò grandi polemiche e mise in discussione la leadership mondiale dell’allora presidente, Obama. Con le nuove dichiarazioni, è stata confermata la preoccupazione che gli Stati Uniti dimostrano per l’Europa, ma soprattutto verso la Germania, il suo potere e la sua influenza nel continente.

Gli effetti sul multilateralismo

L’inchiesta danese è emersa proprio alla vigilia del G7, creando un certo imbarazzo per Biden, che tra il 2012 e il 2014 era vicepresidente dell’amministrazione Obama. Il presidente statunitense nel suo primo anno di mandato punta a rilanciare il multilateralismo con i paesi europei, che era passato in secondo piano durante la presidenza Trump. Oltre al G7, in questo mese ci sono altre occasioni per Biden di consolidare l’alleanza oltreoceano: una riunione della Nato e un altro vertice bilaterale con l’Unione Europea. Tuttavia non sarà facile riottenere la fiducia degli europei.

A subire le conseguenze sono anche i rapporti tra gli Stati dell’Unione Europea, poiché il comportamento della Danimarca può essere considerato un grave tradimento. Andrebbe anche precisato che la Commissaria alla concorrenza e Vicepresidente della Commissione, Margrethe Vestager, nel periodo delle intercettazioni ha ricoperto la carica di Ministra dell’economia e dell’Interno – oltre a quello di vice al governo. Una figura così importante nelle istituzioni europee dovrà sicuramente rassicurerà gli altri Stati membri, cercando di dimostrare di non essere coinvolta nello scandalo.


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  • L'Autore

    Michele Bodei

    Michele Bodei sta per conseguire la laurea triennale in Studi Internazionali e Istituzioni Europee presso l’Università degli Studi di Milano, dove sta approfondendo gli studi sul regime di Cuba negli anni Sessanta nella preparazione dell’elaborato finale.

    È appassionato di geopolitica e di musica, dall’hip hop al jazz, e pratica nuoto nel tempo libero.

    In Mondo Internazionale ricopre il ruolo di autore su tematiche europee.

    Michele Bodei is getting his Bachelor’s degree in International Studies and European Istitutions at “Univesità degli Studi di Milano”, where he is deepening his studying on cuban regime during the Sixties while preparing his final thesis.

    He loves geopolitics and music, from hip hop to jazz, and during free times he enjoys swimming.

    In Mondo Internazionale he is author for european themes.

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