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L'impatto di un viaggio

Ripensare il turismo

Tra un #wanderlust e la foto di un passaporto e un biglietto aereo, un resort a Bali e il selfie di rito con tramonto sul mare, i viaggi, le vacanze negli ultimi decenni sono andate sempre più assomigliandosi tra loro, mentre cerchiamo di replicare esperienze che forse non sono così sostenibili.

Lo stop forzato al turismo che stiamo vivendo in questi mesi ci dà l’opportunità di riflettere: ci muoviamo, viaggiamo nel modo più giusto? O semplicemente scegliamo la modalità più comoda, senza farci troppe domande?

CO2 nascosta, ma non troppo

Secondo un report pubblicato nel 2019 dalla World Tourism Organisation (UNWTO), si prevede che il turismo aumenterà le proprie emissioni di almeno il 25% da qui al 2030 [1]. O almeno, si prevedeva: se a causa della pandemia le emissioni di gas serra nel 2020 sono calate del 7% a livello globale, una gran parte di questa diminuzione è da imputarsi al fermo degli spostamenti per motivi non di necessità, in gran parte del mondo. Ciò non toglie che il settore necessita di interventi rapidi ed efficaci per tornare ad essere competitivo ma, allo stesso tempo, sostenibile per il pianeta. Non è ancora chiaro l’impatto del settore, ma i maggiori studi indicano che potrebbe contribuire circa per il 5% alle emissioni globali [2]!

Questi interventi devono essere compatibili con gli obiettivi dell’Agenda 2030, il piano redatto in 17 punti delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile[3]. Il punto 13, Climate Action, ricorda l’urgenza di affrontare l’emergenza climatica, passata quasi in secondo piano a causa dell’emergenza sanitaria, ma ugualmente - o forse più - pericolosa. Diminuire le emissioni di gas serra in un settore come il turismo vuol dire legarsi anche necessariamente ai punti 9 e 11, rispettivamente legati ad innovazione e infrastrutture, nonché a città e comunità sostenibili. Le infrastrutture che ci permettono di viaggiare vanno ripensate radicalmente; invece, per quanto riguarda le comunità e i luoghi che tocchiamo nel nostro viaggio, siamo noi a dover ridefinire l’approccio per non scalfire comunità autentiche e non adattare città realmente abitate ai bisogni del turista.

Cosa significa ciò per noi, turisti e viaggiatori per desiderio, vocazione, necessità?

Il turismo lento

Le realtà che ci propongono di spostarci meno, di scoprire la prossimità e muoverci più "dolcemente" sono ormai numerose e importanti: il trekking è un’attività sempre più affascinante per brevi e lunghe distanze [4], i Cammini (dalla via Francigena, al popolarissimo Santiago, alla domestica Via degli Dei) stanno conoscendo una nuova primavera, e anche il cicloturismo è ormai approdato con successo in Italia. La lentezza è il filo conduttore, che si traduce in sostenibilità: meno mezzi di trasporto (che non siano le proprie gambe), più attenzione al territorio prescelto, più rispetto per luoghi e persone. Un paradigma diversissimo dal modello “weekend-nella-capitale-europea” a cui ci siamo abituati con le compagnie aeree low-cost.

È pur vero che a volte la prossimità ci sta stretta, la voglia è di spostarsi e conoscere di più, e di certo le capitali europee e non solo vale la pena vederle (e a volte bisogna pure andare a trovare un amico in Erasmus): ma la vacanza e la mobilità possono essere più sostenibili, anche senza essere per forza sotto casa.

Se abbiamo mille chilometri di strada da percorrere (da Milano a Berlino, ad esempio, o da Ginevra a Napoli) significa - in termini di carbon footprint - produrre 0,18 tonnellate di CO2 in auto, oppure 0,11 in aereo [5]. Solo 0,01 in treno: una differenza che si nota e che pesa sul totale dei gas serra che causiamo ogni anno con il nostro stile di vita.

Viaggiamo, per lavoro, per divertirci, per amore. Non è facile né scontato cambiare radicalmente le proprie abitudini se, ad esempio, si prende spesso l’aereo per lavoro. Ciononostante, almeno per il tempo libero possiamo scegliere con più libertà, e scegliere meglio.

È il 2021, l’Anno europeo delle ferrovie [6]: uno degli sforzi politici europei per incentivare l’uso di un mezzo di trasporto che può diventare davvero un’alternativa agli aerei, ancora troppo inquinanti; se le auto sono sempre più elettriche, l'innovazione nella mobilità ferroviaria non è da meno. Tra l'altro, recentissima è la proposta avanzata dalla Francia di vietare i voli domestici troppo brevi e sostituibili con il treno in meno di due ore e mezza [7]: non servirebbe attendere l’introduzione una nuova legge, quando è una decisione che ciascuno di noi potrebbe prendere in privato. 

Dare una spinta verso il cambiamento: quali azioni per il turista?

Non sarà con soli interventi “dall’alto” che salveremo il turismo: sono le scelte che facciamo da cittadini e da consumatori che modellano le attività intorno a noi.

Quindi sì, via libera al turismo di prossimità non solo in Italia, ma anche nella propria Regione e nella propria città: sempre valido, ma mai come da un anno a questa parte indispensabile per esplorare anche il "contesto familiare".

A questo possiamo unire la mobilità dolce: riscoprire quanto è lungo un passo, e quanta fatica costano (e quanta bellezza regalano) pochi chilometri se attraversati solo con le proprie gambe, o al massimo pedalando.

Anche cercare sistemazioni green può avere un ruolo importante: scegliere alberghi, b&b o campeggi che siano raggiungibili senza auto, o che offrano compensazioni di CO2 per gli spostamenti fatti dai clienti. O partire da noi stessi: rinunciare agli asciugamani puliti ogni giorno, differenziare i rifiuti anche in vacanza, avere i propri prodotti da bagno ed evitare di utilizzare quelli usa-e-getta, sono tutti gesti che ci fanno solo guadagnare in termini di sostenibilità.

Una nuova responsabilità del turista, unita a una consapevolezza da parte di chi di turismo vive, possono portare a inaspettate scoperte: l’ultimo consiglio è dimenticare per un po’ i viaggi più popolari e “instagrammabili”, e cercare un’autentica avventura.

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[1] https://www.unwto.org/sustainable-development/climate-change

[2] https://www.cisl.cam.ac.uk/business-action/low-carbon-transformation/ipcc-climate-science-business-briefings/pdfs/briefings/IPCC_AR5__Implications_for_Tourism__Briefing__WEB_EN.pdf

[3] https://sdgs.un.org/goals

[4] https://www.ilsole24ore.com/art/italiani-popolo-camminatori-e-trekking-l-attivita-piu-praticata-vacanze-2020-ADnic1CB

[5] Dati ottenuti utilizzando https://www.carbonfootprint.com/calculator.aspx.

[6] https://europa.eu/year-of-rail/index_it

[7] https://www.ilpost.it/2021/04/12/francia-voli-aerei-treni-legge/


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  • L'Autore

    Lidia Tamellini

    Laureata in Giurisprudenza all'Università di Trento con un Erasmus all'Università di Anversa, in Belgio, è specializzata in diritto dell'energia, europeo ed italiano. Dopo diverse esperienze nell'associazionismo si è appassionata alla policy analysis; in Mondo Internazionale collabora con MIPP, l'Incubatore di Politiche Pubbliche, e con il team Ambiente&Sviluppo.

    Law graduate at the University of Trento, with an Erasmus at the University of Antwerp, in Belgium: specialized in energy law, Italian and European. After a variety of experiences in different associations, she became passionate about policy analysis and evaluation: for Mondo Internazionale she collaborates with MIPP, the Public Policies Incubator, and with the team of Environment&Development.

Categorie

Sezioni Ambiente e Sviluppo


Tag

travel Sustainability Tourism agenda2030

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