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Leonardo da Vinci: a 500 anni dalla sua morte, la necessità di un nuovo Rinascimento


"Come il ferro in disuso arrugginisce, così l’inazione sciupa l’intelletto



INTRODUZIONE

  Il mondo di oggi, rispetto a quello di cinquecento anni fa, presenta delle diversità enormi. Dallo stile di vita delle persone alla tecnologia, dalla conoscenza del mondo alle esplorazioni spaziali, le differenze tra il rinascimento e la contemporaneità sono “palpabili”. Almeno su una cosa, però, le due epoche dovrebbero coincidere perfettamente: l'IMPEGNO. Impegno per lo sviluppo dell'umanità, impegno per la sostenibilità, impegno per la vittoria della solidarietà contro l'individualismo esasperato, impegno per la pace e la collaborazione fra Stati, impegno di tutti noi per la creazione di un mondo migliore. Infatti, le scoperte in ambito medico, tecnologico e artistico, fra le altre cose, hanno garantito al Rinascimento il suo posto nella “Storia”.

L'esempio del genio toscano (uno dei maggiori artefici della “fecondità” del periodo rinascimentale), rapportato ai nostri giorni a 500 anni dalla sua morte, ci deve servire proprio come monito a dare il massimo, perché un altro mondo è possibile. La forza motrice di questo cambiamento non può che essere quella giovanile. Sono i giovani (anche sostenuti da chi ha una maggiore esperienza) che devono impegnarsi per la costruzione di un pianeta diverso, più accogliente per chi ci abita, senza lo sfruttamento vergognoso che avviene in tante parti del globo.

In questo scritto cerco, quindi, di attualizzare la figura di Leonardo ai giorni nostri, nell'ottica sopradescritta. 

IL GENIO TOSCANO 

Leonardo da Vinci nasce nel 1452 in Italia e muore nel 1519 in Francia. Curioso oltre ogni misura, instancabile studioso di qualsiasi disciplina, fin dalla tenera età entra nella bottega del grande pittore Andrea Verrocchio, il quale rimane da subito impressionato dal talento e dall'abnegazione del ragazzo. Appassionato di corpo umano, trasgredisce ogni regola del suo tempo e inizia a sezionare i cadaveri, riuscendo così a rappresentarli con estrema precisione. Deciso a conoscere sempre posti e cose nuove, nel 1482 si trasferisce a Milano, alla corte degli Sforza, presentandosi come architetto, scenografo, pittore, inventore, esperto di congegni bellici e molto altro. É proprio in questo periodo che Leonardo si dedica con maggiore profitto agli studi scentifici. Lasciata Milano, si reca a Mantova (accolto con tutti gli onori) e poi a Venezia. Viaggiatore instancabile, dall'inizio del nuovo secolo (XVI) gira mezza Italia, sviluppando studi anche sulla cartografia. Tornato per breve tempo a Firenze, si dedica soprattutto agli studi inerenti le “forze prime” attive nella natura. Troverà la morte ad Amboise, in Francia, come “premier peintre, architecte et mechanicien du roi”, immerso nei suoi scritti e nei suoi dipinti.

Quando parliamo di lui e del suo lascito, non possiamo non elencare alcune delle cose arrivate fino ai giorni nostri, nei campi più disparati:


  • il carro armato

  • il deltaplano

  • salvagente

  • lo scafandro

  • una macchina volante

  • un tipo di robot “umanoide”

  • una città “a prova di malattie”, nel senso che la progettò con canali per smaltire i rifiuti e con un sistema idraulico simile ai giorni nostri

  • la Gioconda e l'Ultima Cena, capolavori di pittura

La sua fame di conoscenza e la sua disponibilità a trasferirsi dove necessario, per sprigionare tutta la sua fantasia e inventiva, gli hanno garantito un posto fra le maggiori personalità di tutti i tempi.

LEONARDO E I GIOVANI DI OGGI

Leonardo ha vissuto in un'epoca di grandissima "effervescenza", nella quale la fantasia umana ha potuto svilupparsi pienamente, senza lacci e lacciuoli tipici di alcuni secoli passati. Tutte le arti nobili (la scrittura, la poesia, la pittura, etc.) erano generalmente riconosciute e apprezzate come le fondamenta imprescindibili per il sano sviluppo individuale e collettivo.

Ad oggi, la situazione è ben diversa sotto vari punti di vista, ma non in riferimento alla possibilità di sprigionare tutte le capacità di ogni singolo individuo. Ovunque ci sia un relativo benessere, chiunque ha la possibilità di sprigionare tutte le sue potenzialità e capacità. É proprio in questo momento storico che è necessario un NUOVO RINASCIMENTO, sull'esempio dei grandi personaggi che hanno animato quello di secoli fa, in primis proprio Leonardo da Vinci.

Sono i giovani la categoria che, più delle altre, ha tutto l'interesse e la possibilità di agire, liberando il mondo dalle problematiche che lo affliggono ogni giorno con maggior vigore.

Un Rinascimento basato sulle infinite conoscenze che oggi abbiamo e sulla fantasia e inventiva che esistono nel mondo. Un Rinascimento che metta al centro chiaramente l'arte, la poesia, la pittura e la scrittura ma che si muova, al contempo, verso la costruzione di un modello di società e di relazioni fra Stati che sia basato sulle seguenti parole d'ordine:


  • solidarietà

  • lotta alle diseguaglianze

  • dignità per ogni essere vivente

  • pace

  • mutuo rispetto

  • sostenibilità

  • pieno sostegno allo sviluppo della persona umana

O i giovani rilanciano le loro aspirazioni, i loro sogni e i loro desideri o il miglioramento mondiale, da molti auspicato, tarderà o non arriverà mai. L'inazione, come detto dallo stesso Leonardo, sciupa l'intelletto, nel senso che rende apatici e incapaci di rispondere alla moltitudine di sollecitazioni (positive e negative) che provengono dal mondo esterno.

L'esempio d'impegno e di dedizione, verso l'obiettivo prefissato, sono i maggiori insegnamenti del maestro toscano alle generazioni future. Sognatore di “cose impossibili” per la sua epoca, Leonardo sprona tutti noi a dare sempre il massimo, verso traguardi che possono sembrare irraggiungibili ma, in realtà, non lo sono. 

CONCLUSIONE

Leonardo da Vinci è stato TUTTO e la sua persona è, ancora oggi, illuminante per chiunque. Inventore, sculture, architetto, musicista, pittore e molto altro, egli non si è risparmiato un attimo nel suo cammino verso lo sviluppo dell'umanità, sotto tutti i punti di vista. Il suo genio, la sua voglia di conoscere e di creare, il suo non fermarsi un attimo e il ripartire dinnanzi ad un fallimento, sono i più grandi e validi esempi anche per i nostri giorni.

Le sfide di oggi riguardanti i più disparati campi (dalle relazioni internazionali fra Stati a quelle fra le singole persone, dallo sviluppo dell'intelligenza artificiale ai cambiamenti climatici, dalla fame nel mondo all'inquinamento) ci mostrano come l'umanità sia ad un bivio esistenziale: o un nuovo rinascimento o il rischio dell'oblio. Un nuovo rinascimento inteso come “RI-nascita” basata, appunto, sull'esempio di Leonardo, per lo sviluppo di un mondo nuovo.

Ovviamente, come detto sopra, le parole d'ordine non potrebbero essere quelle di cinquecento anni fa, ma quelle di più stretta attualità: sviluppo sostenibile, lotta alla fame nel mondo e alle diseguaglianze, lotta ai cambiamenti climatici, solidarietà, rispetto reciproco, collaborazione, etc..

In risposta a questi impellenti problemi, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, agendo con l'impegno e la dedizione che persone come Leonardo da Vinci hanno sempre mostrato.




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  • L'Autore

    Alessandro Fanetti

Categorie

Dossier Storie Attualità


Tag

Leonardo Rinascimento Cambiamento giovani

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