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Le soluzioni dell'UE per contrastare il cambiamento climatico

L’Unione Europea negli ultimi anni ha dimostrato di saper affrontare sfide globali, in primis il cambiamento climatico. Quest’ultimo è una delle sfide più grandi del ventunesimo secolo; le temperature medie globali sono aumentate considerevolmente rispetto all’epoca che precede la rivoluzione industriale e hanno raggiunto il picco massimo fra il 2008 e il 2017, il decennio più caldo registrato fino ad ora.

I dati del Programma Europeo di osservazione della Terra Copernicus indicano che il 2018 è stato uno dei tre anni più caldi mai registrati in Europa. Tutto ciò è dovuto alle attività dell’uomo, infatti egli esercita un’influenza crescente sul clima e sulla temperatura terrestre con attività come combustione di combustibili, la deforestazione e l’allevamento del bestiame. Queste attività aggiungono enormi quantità di gas serra a quelle naturalmente presenti nell’atmosfera, alimentando l’effetto serra e il riscaldamento globale.

La temperatura media globale attuale è 0,85°C più alta rispetto alla fine del diciannovesimo secolo. Gli scienziati ritengono che un aumento di due gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali possa avere conseguenze pericolose e catastrofiche sia sul clima sia sull’ambiente. Per questo motivo la comunità internazionale concorda sul fatto che il riscaldamento globale debba rimanere ben al di sotto dei 2°C.

L’Europa registra un incremento di temperatura di 1,6-1,7 gradi. Ricordiamo che l’Europa è il terzo produttore di gas serra dopo la Cina e gli Stati Uniti. Le più alte temperature aumentano l’energia presente nell’atmosfera e, in questo modo, aumentano la frequenza e la violenza di effetti meteorologici e fisici estremi come alluvioni, siccità, ondate di calore, l’innalzamento dei mari e scioglimento dei ghiacci polari. Nel 2017, gli impatti climatici hanno causato danni economici senza precedenti: per 283 miliardi di euro. Con l'obiettivo di limitare i danni e i rischi a livelli più gestibili, la comunità scientifica concorda che l’Europa debba abbattere tutte le emissioni clima-alteranti entro il 2050 e il resto del mondo dovrebbe fare lo stesso. Le tecnologie e le risorse economiche ci sono; la principale determinante è la volontà politica di attuare la transizione ecologica nei tempi richiesti, come afferma Greta Thunderg.

L’Europa è stata il promotore ed è tuttora leader globale nella lotta contro il cambiamento climatico.

Cosa fa l’UE per combattere il cambiamento climatico?

Sin dal 1997 l’UE ha fissato degli obiettivi per ridurre i gas serra attraverso il Protocollo di Kyoto. Nel 2014 sono stati adottati due pacchetti di medio periodo, prima al 2020 al 2030. Queste misure sul clima e sull’energia agiscono per la riduzione delle emissioni e, al contempo, rafforzano la crescita economica.

Obiettivi dell'UE per il 2020:

  • Ridurre del 20% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990;
  • Produrre il 20% dell'energia consumata a partire da fonti rinnovabili;
  • Migliorare del 20% l'efficienza energetica rispetto al mantenimento dello status quo.

Obiettivi dell'UE per il 2030:

  • Ridurre almeno del 40% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990;
  • Produrre almeno il 27% dell'energia consumata a partire da fonti rinnovabili;
  • Migliorare almeno del 27% l'efficienza energetica rispetto al mantenimento dello status quo.

Questi pacchetti di misure comunitarie hanno permesso di mobilitare ingenti investimenti a supporto delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e della costruzione del mercato unico dell’energia. Gli Stati membri sono tenuti ad adottare piani nazionali integrati per il clima e l’energia per il periodo 2021-2030. Inoltre, essi devono garantire la coerenza delle loro strategie a lungo termine, poiché il quadro 2030 contribuisce a progredire verso la realizzazione di un’economia a basse emissioni di carbonio, costruendo un sistema che assicuri energia a prezzi accessibili a tutti i consumatori, renda più sicuro l’approvvigionamento energetico dell’Ue, riduca la dipendenza europea dalle importazioni di energia e crei nuove opportunità di crescita e posti di lavoro.

Per mantenere il cambiamento climatico globale sotto i 2 oC (il livello internazionalmente riconosciuto per evitare le conseguenze catastrofiche del riscaldamento globale) l’UE sta puntando a ridurre le emissioni di gas serra dell'’80-95 % entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990.

L’obiettivo dell’Unione Europea è quello di avere un ruolo guida per conseguire un impatto climatico zero, investendo in soluzioni tecnologiche realistiche, coinvolgendo i cittadini e armonizzando gli interventi in settori fondamentali, quali la politica industriale, la finanza o la ricerca, sempre garantendo equità sociale. Per questo la Commissione Europea ha proposto una strategia a lungo termine per il 2050:

"A Clean Planet for all : A European strategic long-term vision for a prosperous, modern, competitive and climate neutral economy” 

Visione che mira a far diventare l’Europa la prima economia mondiale completamente decarbonizzata (cioè un’economia a emissioni zero) entro il 2050. La strategia 2050 è una sfida per tutti gli Stati membri poiché comporterebbe una ricchezza addizionale equivalente al 2% del PIL europeo, compreso un risparmio di 2-3 miliardi di euro sulle importazioni di combustibili fossili e un’espansione dell’economia europea doppia rispetto al 1990. In più, ridurrebbe di oltre il 40% le morti premature causate da polveri sottili, risparmiando 200 miliardi di euro all’anno in danni alla salute, ed eviterebbe i peggiori effetti del cambiamento climatico, proteggendo milioni di vite, oltre a rilanciare la produttività e competitività industriale diventando la prima potenza al mondo per innovazione.

Ciascuno di noi, cittadino europeo, può scegliere ogni giorno di limitare quelle abitudini che minacciano maggiormente la salute della Terra: per esempio limitare quanto è possibile l’uso dell’automobile, spegnere sempre la luce o riscaldare l’acqua solo quando è davvero necessario.


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  • L'Autore

    Valeriana Savino

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Giada Pagnoni
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