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Le leggi della Cina moderna

La Costituzione e lo zampino italiano nel codice civile cinese

La Repubblica Popolare Cinese è spesso protagonista di notizie di carattere internazionale, occupando un posto di rilievo nell’assetto economico mondiale ma anche politico. La Cina, il Paese più popoloso al mondo, è spesso protagonista di diverse controversie, specialmente nelle tematiche riguardanti i diritti umani e la libertà dell’individuo. Tuttavia, per comprendere meglio le caratteristiche di uno Stato, è necessario apprendere delle nozioni basiche sul suo corpus normativo.


La Costituzione cinese

La Costituzione cinese si suddivide in quattro capitoli: principi generali, diritti dei cittadini, organizzazione dello Stato e simboli della nazione cinese.

La Costituzione cinese, modificata l’ultima volta nel 2018 , rappresenta la fonte primaria della legge in Cina, alla quale tutti gli altri atti normativi sono subordinati.

A garantire la legittimità ed equità delle leggi presenti all’interno della Costituzione, non è presente nessun organo giurisdizionale competente. Lo Stato cinese è fondato sulla teoria leninista di unità dei poteri statali e accentra di fatto i poteri legislativi, amministrativi e giudiziari nelle mani dell’Assemblea nazionale popolare, la quale rappresenta il volere del popolo. In realtà, i deputati che compongono l’ANP non vengono eletti direttamente dai cittadini, bensì dalle assemblee popolari, e in minoranza dagli organi democratici delle forze armate. L’ANP si riunisce in forma plenaria (con quasi 3000 componenti) una sola una volta l’anno e svolge le principali funzioni legislative, ha il potere di eleggere o revocare le più alte cariche statali, come quella di presidente o vice-presidente, approva i piani economici o l’istituzione di enti locali nel territorio, può dichiarare lo stato di guerra e infine controlla l’operato del Comitato permanente (in funzione tutto l’anno e composto da soli 175 componenti). L’ANP, previo il consenso dei due terzi del numero dei deputati, può effettuare modifiche alla Costituzione e alle leggi fondamentali, mentre al Comitato permanente è concesso di approvare o modificare solo le leggi ordinarie.

Il testo della Costituzione cinese prevede per i cittadini un’ampia gamma di diritti politici, personali, economici e sociali, a patto che l’esercizio di queste libertà non ledano l’interesse collettivo, come specificato nell’articolo 51:

“Nell’esercitare le proprie libertà e i propri diritti, i cittadini della RPC non devono nuocere agli interessi statali, sociali e collettivi, né ai legittimi interessi o alla libertà di altri cittadini”.

Di fatto, i diritti individuali nel diritto cinese non sono intesi in termini universali, ma sono subordinati all’interesse della collettività e alla sicurezza dello Stato. Sebbene il governo cinese venga spesso ripreso sulla mancata tutela dei diritti umani all’interno del suo territorio, esso continua a rifiutare l’imposizione di un universalismo dei diritti, considerandolo una velata forma di neocolonialismo occidentale, e d’interferenze straniere nelle proprie politiche interne che il Paese non è disposto ad accettare.


Il codice civile

Il codice civile cinese – composto da oltre 1200 articoli e approvato il 28 maggio 2020 – è entrato in vigore l’1° gennaio 2021. Prima della recente approvazione del moderno corpo di leggi, la Cina non possedeva di fatto un codice legislativo unitario, bensì diverse grandi leggi e vari atti normativi secondari, rappresentando così una grave mancanza per un Paese con una tale risonanza internazionale e con l’obbiettivo di attirare sempre più investimenti esteri. Negli anni passati, il codice civile cinese sembrava ricalcare lo stampo sovietico degli anni ’50, ma con un’analisi più approfondita è stato possibile notare maggiori influenze giapponesidella tradizione romano-germanica, comprendendo però anche una propria dottrina nazionale; più sporadici invece i riferimenti al common law anglo-americano. Comparato ai modelli europei moderni, purtroppo il codice civile cinese risulta approssimativo, con frequenti clausole limitanti che rimarcano l’interesse pubblico, la tutela sociale e il mantenimento dello Stato.

A oggi, il codice civile cinese moderno rappresenta un importante strumento per i contratti commerciali, la definizione di proprietà collettiva e privata, la responsabilità ambientale e altre tematiche. Facente parte del processo di ricerca e stesura del codice civile cinese, iniziato negli anni ’80 e conclusosi dopo circa vent’anni, possiamo riconoscere un apporto italiano importante, in particolare del giurista e accademico Oliviero Diliberto – docente di diritto romano alla Sapienza e all’Università Zhongnan of Economics and Law di Wuhan –, che ha contribuito a trasmettere i principi del diritto romano per la formazione di giuristi cinesi in grado di scrivere un assetto legislativo che rappresenti la giusta combinazione fra tradizione romana e cultura cinese.

*Per maggiori approfondimenti consultare il libro Diritto dell’Asia orientale, a cura di Renzo Cavalieri, Libreria Editrice Cafoscarina, 2019.


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  • L'Autore

    Graziana Gigliuto

    IT

    Graziana Gigliuto è nata e cresciuta in Sicilia. Al momento è una studentessa del percorso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali Comparate, curriculum Global Studies presso l'università Ca' Foscari di Venezia. Ha conseguito la laurea triennale in Lingue,Culture e Società dell'Asia e dell'Africa Mediterranea, curriculum Cina presso il medesimo ateneo.

    Durante i suoi studi non solo ha sviluppato un forte interesse per l'apprendimento di lingue straniere, consolidato durante i soggiorni di studio all'estero, ma anche una spiccata curiosità verso tutto ciò che riguarda la cultura, le dinamiche sociali e la politica estera, in primo luogo dell'Asia, per poi estendersi ad altre aree geografiche.

    All'interno della stimolante realtà di Mondo Internazionale ricopre il ruolo di autrice per l'area tematica Legge e Società.

    EN

    Graziana Gigliuto was born and she grew up in Sicily. She is currently a student for a Master degree in Comparative International Relations, curriculum Global Studies at Ca’ Foscari University in Venice. She obtained a Bachelor Degree in Language,Culture,Society of Asia and Mediterranean Africa, curriculum China at the same university.

    During her studies, besides developing a strong interest for the process of learning foreign languages, consolidated during her periods of studies abroad, she also developed a particular curiosity regarding culture, social dynamics and foreign policy, initially of Asia, and later of others parts of the globe.

    She is working as an author for the thematic area of Law and Society in the stimulating reality of Mondo Internazionale.

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Dal Mondo Asia Orientale Temi Società


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Cina Legge Costituzione Modernità attualità

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