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Le elezioni per il nuovo presidente in Corea del Sud

Il 9 marzo 2022 è stata la data decisiva per le elezioni del nuovo Presidente in Corea del Sud. Il Paese arriva a questo momento dopo la destituzione, nel marzo del 2017, della leader conservatrice Park Guen-hye a seguito dell’accusa di corruzione e dalla grazia concessa dal leader e presidente uscente del Partito democratico Moon Jae-in.

Moon inizia la sua carriera verso la presidenza quando nel 2002 è invitato a servire l’amministrazione dell’allora presidente Roh Moo-Hyun. Il suo ruolo principale era quello di segretario per gli affari civili e più tardi capo personale di Roh. Soprannominato anche “Shadow of Roh”, il presidente ha sempre cercato di evitare di stare sotto ai riflettori e lontano dall’attenzione pubblica che i ruoli portano con sé, unendosi però alla discussione con il team legale del caso di impeachment del presidente Roh davanti alla Corte costituzionale. Moon è anche ricordato per aver contribuito ad inaugurare il Kaesong Industrial Complex, ossia una zona di commercio duty-free e produzione complessa a nord tra le due Coree.

Nel 2012 Moon entra nella politica elettorale conquistando un seggio nell’Assemblea nazionale, candidato del Partito Democratico Unito (DUP) contro Park Geun-Hye. Pur non vincendo le elezioni, rimase attivo in politica finché non viene nominato presidente del partito convertito in New Politics Alliance for Democracy (NPAD). Tuttavia, decide di non ricandidarsi alla rielezione per il suo seggio all’Assemblea nazionale nel 2016 quando una corte d’appello stabilisce che il National Intelligence Service aveva organizzato una campagna illegale di diffamazione online contro gli oppositori di Park prima delle elezioni presidenziali del 2012.

Ma come è diventato quindi presidente dell’attuale Corea del Sud? L’ex Presidente Park è stata coinvolta in uno scandalo di traffico di influenze nel 2016 portando alle dimissioni e all’impeachment. Questo ha innescato una rapida elezione portando Moon ad essere il favorito. Moon si è dunque impegnato a rivedere il potere dei chaebol (conglomerati a controllo familiare) e a rivedere i legami tra governo e imprese. L’amministrazione Moon ha anche cambiato radicalmente la politica estera della Corea del Sud e viene ricordato come il periodo in cui il Paese ha raggiunto il più alto livello di azione diplomatica[1]. Di rilevante importanza è, infatti, la proposta di una dichiarazione formale di fine guerra nella penisola coreana annunciata alla 76esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

I candidati alla corsa presidenziale

I principali candidati sono Yoon Suk-yeol del People Power Party, Lee Jae-myung dell’attuale Partito Democratico e di minore importanza Ahn Cheol-soo del Partito del Popolo.

Yoon Suk-yeol, candidato conservatore, è entrato per la prima volta in politica a giugno 2021 dichiarandosi indipendente, tuttavia, un mese dopo è entrato a far parte del People Power Party (il partito di opposizione) e a inizio novembre 2021 ha vinto le elezioni primarie. Un aspetto importante della sua carriera è che nasce come procuratore generale sotto Moon Jae-in, ex presidente e ha contribuito alla condanna dell’ex presidente Park Guen-hye. La sua campagna elettorale non è però andata sempre liscia. Infatti, il comitato per la campagna è stato sciolto a causa del calo degli indici di gradimento e al conflitto interno dello stesso comitato. È stato anche sciolto il sottocomitato di rete alla campagna perché si sono diffuse accuse sulla partecipazione di uno sciamano alla campagna, al quale il pubblico sudcoreano ha reso note le sue critiche.

Per quanto riguarda le promesse, la visione di Yoon è quella di ricostruire la rule of law andando a ridurre alcune riforme che sono state introdotte con il presidente uscente.

Il candidato del Partito Democratico Lee Jae-myung non è considerato come candidato convenzionale per lo stesso partito. La sua vita politica è, infatti, iniziata come sindaco di Seongnam e oggi governatore della provincia di Gyeonggi. Lee ha ricevuto un’offerta presidenziale nel 2017 quando l’ex presidente Park Geun-hye fu messa sotto accusa di corruzione, ma perse contro il Presidente Moon Jae-in. Le sue promesse vanno ad enfatizzare le politiche per garantire uguaglianza tra tutti i cittadini sudcoreani, in particolare guardando ai giovani maschi promettendo la copertura dell’assicurazione medica nazionale per nuove cure mediche.

Le proposte per la politica estera

Le proposte più interessanti a livello di relazioni internazionali dei candidati sono quelle della posizione verso la Corea del Nord e più in generale la politica estera.

Per Yoon, infatti, è importante ristabilire la comunicazione trilaterale tra le due Coree e gli Stati Uniti e l’assistenza umanitaria incondizionata alla Corea del Nord. Il piano però potrebbe comportare una proposta quasi surreale del dispiegamento di armi nucleari statunitensi in Corea del Sud per casi di emergenza. La sua vittoria comporterebbe un cambiamento radicale nelle relazioni tra le due Coree. La visione conservatrice, infatti, ha ostacolato più volte il tentativo di allentare le tensioni. Tuttavia, il partito d’opposizione potrebbe rafforzare le relazioni con gli Stati Uniti. Il PPP e il candidato Yoon stanno cercando di bilanciare la loro posizione per assicurarsi il sostegno sia da parte degli elettori più conservatori che vorrebbero un maggiore distacco dalle politiche verso la Corea del Nord sia agli elettori favorevoli alle attuali politiche inter-coreane.

Per il candidato democratico Lee, invece, le proposte di politica estera sono state pubblicate in una dichiarazione “Iniziativa di unificazione e diplomazia nell'era della grande trasformazione" ad agosto 2021. In questa dichiarazione, vengono infatti esplicitate la proposta di riunificazione e gli sforzi diplomatici per ristabilire la pace e continuare l’operazione di Moon attraverso l’aiuto umanitario e la cooperazione. Il candidato ha anche suggerito la necessità di cambiamento tra le relazioni con un alleggerimento delle sanzioni con una denuclearizzazione progressiva verso la Nord Corea. È per questo che crede che la Corea del Sud debba svolgere un ruolo più attivo di mediatore con la Corea del Nord e gli Stati Uniti.

Il futuro della Corea del Sud: Yoon Suk-yeol è il nuovo presidente

Con il Presidente Moon, la Corea del Sud ha conquistato una rilevanza nella comunità internazionale anche grazie ad una forte politica estera diretta a ristabilire la propria posizione. L’amministrazione di Moon ha lanciato un’iniziativa diplomatica unificata (Nuova Politica del Sud) con l’obiettivo di intensificare i legami con i paesi dell’ASEAN e l’India.

Yoon Suk-yeol è il nuovo presidente della Corea del Sud, l’ex procuratore ha vinto di poco sul proprio avversario. Il nuovo presidente dovrà affrontare le questioni storiche emerse durante il mandato di Moon, in particolare con il Giappone dato il malcontento dell’amministrazione precedente sull’Accordo di Normalizzazione del 1965. Il successore dovrà raccogliere la complessa realtà e cercare di continuare il rilancio del ruolo strategico di Seoul nella regione.

Fonti consultate:

[1] https://www.cesi-italia.org/articoli/1539/la-corea-del-sud-si-avvicina-alle-prossime-elezioni-presidenziali


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  • L'Autore

    Agnese Marchesini

    IT

    Agnese Marchesini nata a Verona nel 1997, ha conseguito la laurea triennale in Scienze Linguistiche per le Relazioni Internazionali all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano specializzandosi in inglese e francese, con una tesi dal titolo "La Geopolitica dell'Acqua nel Medio Oriente contemporaneo. Il caso di Israele e Giordania alla luce del trattato di pace del 1994".

    Attualmente si trova all'ultimo anno della laurea magistrale in Scienze Politiche e Sociali nel corso di Politiche per la cooperazione internazionale allo sviluppo all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha svolto un semestre nell'ambito del progetto Erasmus a Cracovia, in Polonia, presso la Jagiellonian University.

    I suoi principali interessi sono la gestione delle emergenze e post-conflict, diritti umani , geopolitica e relazioni internazionali nella zona MENA e Asia.

    Ha collaborato con diverse associazioni e all'interno di Mondo Internazionale è autrice di Framing the World per la sezione Asia ed Estremo Oriente.

    EN

    Agnese Marchesini born in Verona in 1997 got a Bachelor's degree in Linguistic Sciences for International Relations specializing in English and French at Università Cattolica del Sacro Cuore in Milan, Italy. She wrote a thesis entitled "Geopolitics of Water in the contemporary Middle East. The case of Israel and Jordan after the peace treaty of 1994".

    She is now finishing her last year of her Master's in Cooperation and Development Studies at the faculty of Political and Social Sciences at Università Cattolica del Sacro Cuore in Milan, Italy.

    Her main interests are management of emergencies and post-conflict resolution, human rights, geopolitics, international relations in the MENA and Asia regions.

    She has worked with several association, in Mondo Internazionale is an author for Framing the World in the section of Asia and Far East.

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