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Le donne in magistratura in Italia: il caso di Marta Cartabia

Il 13 febbraio 2021, il nuovo Governo italiano guidato da Mario Draghi rende nota la nomina alla carica di Ministro della Giustizia di Marta Cartabia, giurista italiana da sempre distintasi per la sua brillante carriera.

La nomina giunge, infatti, dopo che la Cartabia ha espletato l'incarico di Presidente della Corte Costituzionale, dal dicembre 2019 al settembre 2020, conquistando il primato di prima donna italiana a ricoprire tale carica.

La stessa commentava la propria nomina affermando che: “Si è rotto un vetro di cristallo. Ho l'onore di essere un'apripista”.

Nel nostro Paese, infatti, i numeri di donne che hanno assunto incarichi di prestigio nel settore della Magistratura sono ancora bassi: si pensi che la Cartabia è la terza donna nominata Ministro della Giustizia nella storia della Repubblica italiana.

Tale disparità è attribuibile, anche, a quanto previsto dalla Legge n. 1176 del 1919, che vietava alle donne di assumere incarichi negli Uffici della giustizia o della difesa militare dello Stato; la descritta normativa è stata, poi, abrogata nel 1963, con la Legge n. 66, che all’art. 1 riconosceva la possibilità alla donna di poter “accedere a tutte le cariche, professioni ed impieghi pubblici, compresa la Magistratura, nei vari ruoli, carriere e categorie, senza limitazione di mansioni e di svolgimento della carriera, salvi i requisiti stabiliti dalla legge”.

In realtà, sebbene i numeri di magistrati donne sono superiori a quelli degli uomini (nel 2020, si registra circa il 54% di donne, contro il 46% degli uomini), la disparità si coglie principalmente nei casi di incarichi direttivi; si pensi, in via esemplificativa, che dei 27 membri del Consiglio Superiore della Magistratura (l’organo di rango costituzionale cui compete la garanzia dell’indipendenza e autonomia della Magistratura), solo 5 sono donne.

Di tale situazione si è presa carico l'Associazione donne magistrato italiane (Admi), che recentemente ha sollecitato una riforma del sistema giustizia per assicurare la parità di genere.

Sulla scorta di quanto sopra, appare certamente significativa la nomina di Marta Cartabia dapprima come Presidente della Corte Costituzionale e, recentemente, come Guardiasigilli, nell’ottica del raggiungimento di un auspicabile equilibrio di genere.

Di formazione cattolica, la sua attività come Giudice della Corte Costituzionale ha inizio nel 2011, su nomina dell'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; accademica di calibro internazionale, sposata e madre di tre figli, la milanese Cartabia consegue la Laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Milano nel 1987 e dedica la propria carriera allo studio del diritto costituzionale ed europeo, nell'ottica di una integrazione tra i diversi ordinamenti, anche attraverso il conseguimento di un Dottorato di Ricerca sul tema "Fundamental principles and European integration" nel 1993, presso la European University Institute di Firenze.

Muoverà presto i suoi primi passi verso la Consulta, dapprima come assistente di studio e, successivamente, come ricercatrice presso l’Ufficio Studi della Corte costituzionale.

In qualità di Giudice, poi, avrà il merito di affrontare tematiche di urgente interesse sociale, quali la vaccinazione obbligatoria o in tema di diritto tributario.

Rilevante, poi, è stato il suo impegno per le tematiche di genere: nella sua prima sentenza, infatti (Corte Cost., sent. n. 81 del 2012), dichiarava la composizione della giunta regionale campana in violazione con il dettato costituzionale, e in particolare con il principio di pari opportunità, a causa dell’assenza di donne; il suo impegno si rivolgeva, poi, anche nei confronti dei “più deboli”: le persone diversamente abili, i migranti, i detenuti, i cui diritti venivano resi oggetti di diverse pronunce da parte della Consulta.

Anche in qualità di Ministro della Giustizia, è noto l'interesse della Cartabia per la difficile e complicata situazione delle carceri in Italia, ossia del già noto problema del sovraffollamento carcerario e la funzione di rieducazione della pena, il che fa auspicare, pertanto, ad una probabile riforma del sistema, che tenga conto del c.d. “volto umano” della giustizia, che la stessa Cartabia aveva esaltato in occasione di un'intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica”.

Molto riservata circa la sua vita privata e personale, l’impegno e la competenza della Cartabia sono stati premiati diverse volte, come nell’agosto 2020, in occasione del Premio Speciale Cultura Politica, intitolato a Giovanni Spadolini o ancora, del Premio Bellissario per la categoria delle Istituzioni, ricevuto nell’ottobre 2020 (in particolare, le motivazioni per l’assegnazione del Premio recitavano: “Per l’equilibrio e la competenza che le hanno meritato la presidenza della Corte Costituzionale. Prima donna della Repubblica e simbolo di un inarrestabile cammino di parità”), o, infine, il conferimento dell’onorificenza di “Cavaliere di Gran Croce al merito”, nell’ottobre 2011.

Alla luce di tutto quanto sopra, la nomina di Marta Cartabia da un lato, costituisce sicuramente motivo di orgoglio e vanto per il nostro Paese, ma, al contempo, rappresenta certamente un passo decisivo verso il traguardo di una effettiva e totale parità di genere in incarichi dirigenziali e prestigiosi che, secondo il programma europeo, dovrà essere raggiunto nel 2025.

Fonti:

http://presidenti.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=12186

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2019/12/11/marta-cartabia-prima-donna-alla-guida-della-consulta-eletta-allunanimita_2f32b507-d659-4bff-9e11-ed9cccca34f3.html

https://www.ansa.it/sito/notizie/protagonisti/politica/2019/12/11/marta-cartabia-la-giurista-stimata-da-mattarella-che-ama-il-rock_cade9234-4ffe-4e9b-931f-7861957d6630.html

https://www.lanazione.it/cronaca/il-premio-speciale-spadolini-a-marta-cartabia-1.5454933

https://www.knowledge.unibocconi.it/notizia.php?idArt=22270

https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/320008

http://didattica.unibocconi.it/docenti/cv.php?rif=49094

https://www.openpolis.it/le-difficolta-di-carriera-per-le-donne-nella-magistratura/

https://www.csm.it/web/csm-internet/in-breve

http://www.donnemagistrato.it/

https://www.cortecostituzionale.it/jsp/consulta/composizione/Presidente_MartaCartabia/decisioni.do

https://www.altalex.com/documents/news/2021/02/25/parita-genere-marta-cartabia-al-ministero-giustizia

https://rep.repubblica.it/pwa/... 

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  • L'Autore

    Simona Maria Destro Castaniti

    Laureata in Giurisprudenza.
    Competenze in Diritto Penale: Praticante Avvocato e Tirocinante presso l’Ufficio del GIP.
    Competenze in Diritto Internazionale: Tesi di Laurea in Diritti Umani, partecipazione a diversi progetti MUN, esperienze all’estero (in particolare: Kosovo, Costa Rica, Stati Uniti d’America).
    Autrice per diverse riviste su temi di diritto.
    Attualmente iscritta al secondo anno del corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali.
    Competenza linguistica in lingua Italiana (madrelingua), Inglese (C2), Spagnola (B1) e Portoghese (B1).


    Law Graduate
    Criminal Law: Trainee Lawyer and Intern at the Office of the Judge for the Preliminary Inquiries.
    International Law: Dissertation on Human Rights, participation at MUNs projects, experiences abroad (in particular: Kosovo, Costa Rica, USA).
    Author for several periodicals on the topic of law.
    Currently enrolled at the 2° year of the Master's Degree Course in International Relations.
    Linguistic Competence in Italian (mother tongue), English (C2), Spanish (B1) and Portuguese (B1).

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#women #paritàdigenere #donne #martacartabia #genderequality #magistratura

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