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L'Armistizio e la Battaglia di Castiglioncello

Foto di copertina:  Etienne Li, Wikipedia

74 anni fa non c’era Twitter. Non c’erano alert, né telegiornali. Non c’era la fluidità e l’immediatezza dell’informazione a cui internet ci ha abituato. 74 anni fa pochi sapevano della tragedia di cui il mondo, di lì a poco, sarebbe stato testimone.

Quando 74 anni fa, la notte fra l’8 e il 9 settembre, il Regio incrociatore Foscari e il piroscafo Valverde lasciarono il porto di Genova con destinazione Piombino nessuno a bordo immaginava il crudele destino che paziente attendeva lungo la via. Una manciata di ore prima, il Maresciallo Pietro Badoglio aveva comunicato ai microfoni dell’EIAR il contenuto del segretissimo Breve Armistizio, stipulato nei pressi di Siracusa, a Cassibile, cinque giorni prima. Nel frattempo, la marina nazista muoveva per prendere controllo del Tirreno con l’ordine di catturare o affondare tutte le navi dell’oramai ex alleato.

Prese alla sprovvista, le due imbarcazioni furono attaccate dalle tedesche Pommer e Brandeburg. Dopo essersi rifugiate a Castiglioncello sotto il fuoco nemico, le navi italiane vennero affondate, mentre i nazisti cannoneggiavano la costa fra Crepatura e Monte alla Rena. Il bilancio fu di 4 civili morti. I feriti fra i marinai della Foscari ammontarono a 30.

La battaglia navale al largo delle coste livornesi è uno dei primi esempi di resistenza italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. Come osserva Milani, un episodio che conferma come il Paese venne abbandonato a se stesso, e i cui militari ne furono le prime vittime innocenti.

Questa piccola pagina di storia, a lungo lasciata a margine di capitoli dai nomi ben più altisonanti, è solo uno dei tanti esempi che di quel tragico 8 settembre si possono fare. Una data spartiacque non solo per l’Europa e per l’intero universo delle relazioni internazionali. L’Italia si lasciava ufficialmente alle spalle quella che Croce ha più tardi definito la parentesi del Ventennio. Ma lo faceva forse nel peggiore dei modi. Momenti che hanno cambiato la vita di milioni di persone, civili e militari, che da un momento all’altro si trovarono tragicamente lasciati da soli. A doversi guardare le spalle da chi fino a qualche ora prima era stato un alleato. Un amico.

A loro, e alle vittime innocenti, si renda omaggio. 


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    Michele Guidotti

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Armistizio 8 settembre Castiglioncello

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