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L'Agenda 2030 delle Nazioni Unite in America Latina & Caraibi: a che punto siamo?

In questo nostro 18° appuntamento sullo “stato dell’arte” dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite nel mondo, ci soffermiamo sul sub-continente latinoamericano e caraibico.

Un territorio pieno di contraddizioni, dove i modelli di sviluppo cambiano da Paese a Paese e le diseguaglianze sono sotto gli occhi di tutti.

In un tale contesto, la capacità delle varie autorità nazionali e regionali di dare vita ad un documento unitario in grado di “regionalizzare” gli obiettivi dell’Agenda 2030 non era scontato ed è stato un primo fondamentale passo, compiuto nel 2016 con l’impegno decisivo della CEPAL (Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi) e intitolato Horizontes 2030 – La igualdad en el centro del desarrollo sostenible”[1].

A distanza di 5 anni, a che punto siamo?

Se nel concreto restano da fare ancora moltissimi passi in avanti[2], è comunque da riconoscere l’impegno che ci stanno mettendo la maggior parte delle dirigenze nazionali e regionali. Un impegno che ha già portato
dei frutti, ribadito anche nel marzo di quest’anno - in piena pandemia - durante i lavori della “Quarta Riunione del Foro dei Paesi Latinoamericani e Caraibici sullo Sviluppo Sostenibile”.

Una riunione - questa - che ha rimesso in moto la macchina regionale dell’Agenda 2030 e che almeno lascia ben sperare per il futuro:

  • Entrata in vigore dell’Accordo Regionale sull’Accesso all’Informazione, la Partecipazione Pubblica e l’Accesso alla Giustizia sulle questioni ambientali;
  • Impegno solenne per un recupero sostenibile e resiliente dalla pandemia, capace di mettere al centro le dimensioni economica, sociale e ambientale;
  • Riaffermazione dell’impegno imprescindibile a sradicare la povertà e la fame nella regione;
  • Riconoscimento (purtroppo talvolta non scontato) di alcuni fallimenti, in primis sulla lotta alla diseguaglianza e sulle mancanze nell’affrontare adeguatamente la pandemia[3].

Passi in avanti e passi indietro, dunque, nonostante il tempo di trovare delle soluzioni adeguate e concretamente applicabili scarseggi sempre più.

Tempo che comunque ancora c’è, considerando le immense possibilità ancora inesplorate della regione, a partire da una più stretta collaborazione fra i vari soggetti che detengono le vere capacità decisionali, così come fra le molte organizzazioni della società civile sensibili ai temi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Temi che, come abbiamo sentito e letto molte volte, toccano i più svariati ambiti:

  • Cancellare la povertà e la fame;
  • Garantire salute e benessere, anche con riferimento ad un’istruzione di qualità e alla parità di genere;
  • Garantire a tutti la possibilità di avere acqua potabile e di usufruire di servizi igienico-sanitari adeguati;
  • Promuovere la creazione e l’utilizzo di energia pulita e accessibile a tutti.
  • Garantire un lavoro dignitoso anche grazie ad una crescita economica “sostenibile”;
  • Promuovere la possibilità di fare impresa, le innovazioni e delle infrastrutture adeguate che garantiscano città e comunità sostenibili;
  • Ridurre al minimo le diseguaglianze e promuovere consumi e produzioni responsabili;
  • Approntare tutte le misure necessarie atte a combattere il cambiamento climatico, così da salvaguardare tutti noi;
  • Difendere con tutte le forze la vita sott’acqua e quella sulla terra;
  • Garantire la pace, la giustizia e delle Istituzioni solide;
  • Riuscire a collaborare positivamente per trovare le migliori soluzioni per tutti.

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  • L'Autore

    Alessandro Fanetti


    Alessandro Fanetti è nato nel 1988 a Siena e attualmente tratta le questioni inerenti l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per Mondo Internazionale. Da sempre appassionato di geopolitica (con focus sulle aree del centro-sud America ed ex-URSS), collabora anche con l' "Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie" (IsAG) e con "Opinio Juris – Law and Politics Review". Ha conseguito un Master in Intelligence Economica presso lo IASSP di Milano nel 2020 e ha frequentato con successo un corso sulla geopolitica latinoamericana e caraibica promosso dalla "Escuela de Estudios Latinoamericanos y Globales" (ELAG) nel 2021. Infine, è iscritto all' "Associazione Italiana Analisti di Intelligence e Geopolitica" (AIAIG) ed è l'autore di un libro intitolato "Russia: alla ricerca della potenza perduta - Dall'avvento di Putin alle prospettive future di un Paese orfano dell'URSS" (Edizioni Eiffel, 2021).


    Alessandro Fanetti was born in Siena in 1988. Since 2019 he has been writing posts for "Mondo Internazionale" on 2030 Agenda for Sustainable Development. He has always been passionate about geopolitics (with a particular focus on Latin America and former USSR area), he also writes for IsAG and Opinio Juris - Law and Politics Review. He holds a Master degree in Economic Intelligence and actually he's writing a book about post-Soviet Russia. In the end, he is a member of the AIAIG and he is the author of the book "Russia: alla ricerca della potenza perduta - Dall'avvento di Putin alle prospettive future di un Paese orfano dell'URSS" (Edizioni Eiffel, 2021).

Categorie

Dal Mondo America del Sud Sezioni Ambiente e Sviluppo


Tag

America Latina agenda2030 CEPAL covid-19

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