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L’Africa e la somministrazione dei vaccini anti-Covid

La pandemia causata dal Covid-19 ha messo in ginocchio il mondo intero; in particolare, i Paesi che vertono in condizioni più povere richiedono un aiuto maggiore per risollevarsi, non avendo a loro disposizione le stesse risorse dei Paesi più ricchi.

Il continente africano conta cinquantaquattro Stati, 1,4 miliardi di abitanti e innumerevoli risorse naturali e nonostante questo è il continente più povero del mondo. Per la seguente ragione molti Paesi africani rientrano nel progetto Covax.

Programma internazionale avviato lo scorso giugno dall' OMS, Gavi Alliance e Cepi, il Covax (Covid-19 Global Vaccine Access Facility) ha come obbiettivo quello di aumentare il numero di vaccini per garantirne un’equa distribuzione in tutti i Paesi. Il fine ultimo del programma è quello di acquistare una quantità tale di vaccini, da immunizzare il 20% delle popolazioni dei Paesi più poveri. Con 190 Stati aderenti, il progetto Covax è quindi un aiuto fondamentale per ottenere una via d’accesso gratuita alle vaccinazioni per quei Stati africani che non possono permettersi di acquistare le dosi dei vaccini a proprio carico. Il primo Paese ad aver ricevuto le dosi del progetto è stato il Ghana, al quale sono state consegnate circa 600mila dosi del vaccino Astrazeneca (ora Vaxzevria) lo scorso 24 febbraio.

L’OMS ha affermato che, sebbene il programma Covax abbia consegnato finora le dosi in 36 Paesi africani, il numero di dosi recepite non è sufficiente perché molti dei lavoratori a rischio non sono ancora stati coperti. Questa parziale copertura implica di conseguenza una costante diffusione del virus, nonostante siano iniziate le somministrazioni.

In aggiunta, la maggior parte dei 36 Paesi che hanno ricevuto le dosi le stanno terminando o le hanno già terminate, come nel caso del Rwanda. Gli istituti specializzati hanno poi affermato che finora gli Stati africani hanno avuto accesso a meno del 2% delle dosi totali dei vaccini; è stato poi calcolato come il Covax non eliminerà il Covid dall’Africa senza arrivare almeno alla soglia del 60% di immunizzazioni.

La difficoltà principale da risolvere consiste tuttavia nel ritardo dell’avanzamento delle somministrazioni del vaccino: solamente 13 milioni delle 31.6 milioni di dosi consegnate sono state ad oggi somministrate. Questo ritardo è causato da molteplici problemi; un primo impedimento è da riscontrarsi negli ostacoli operativi e finanziari, quindi pochi aiuti economici per supportare il sistema operativo delle somministrazioni dei vaccini, a cui si aggiunge poi una disorganizzazione generale nella pianificazione e nel coordinamento. Un altro problema importante è dettato dalle complicazioni logistiche, ad esempio c’è una grande e reale difficoltà nel raggiungere le località periferiche. Ma la disinformazione della maggior parte delle persone rimane la preoccupazione maggiore; pur di avere delle dosi di vaccino, molte persone disperate e disinformate si rifanno tramite vie illegali. Difatti, un ulteriore problema nel panorama delle somministrazioni dei vaccini in Africa è quello legato al business dei vaccini falsi, che sta dilagando sempre di più. Epicentro di questo mercato è sicuramente il porto keniano di Mombasa, in cui sono operativi ben 132 gruppi criminali, che facilita l’apertura di una via d’accesso per numerosi farmaci e vaccini falsi provenienti quasi sempre dalla Cina e dall’India. Quindi al problema delle scarse somministrazioni e del ritardo nelle tempistiche, si aggiunge anche quello degli effetti collaterali e delle malattie causati da questi medicinali falsi e pericolosi, che le persone in molti Paesi africani comprano sperando di immunizzarsi dal Covid-19. Questo mercato è sicuramente indice di un’inadeguatezza infrastrutturale, di una povertà allarmante e di una sempre più grande espansione della corruzione e di una gara per il controllo di posti strategici come il porto di Mombasa. Nonostante vengano comunque fatti dei progressi nell’avanzamento delle somministrazioni dei vaccini, la maggior parte dei Paesi africani è, all’atto pratico, ancora ferma ai risultati iniziali: sono sempre poche le persone che hanno l’opportunità di vaccinarsi.

Riguardo la situazione dei vaccini in Africa l’OMS ha quindi dichiarato che un equo accesso ai vaccini deve essere la preoccupazione principale di tutti, per arrivare in questo modo ad estirpare a livello globale la pandemia e per evitare una sconfitta umanitaria a seguito di una scarsa risposta internazionale nell’aiuto alle popolazioni più povere.


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  • L'Autore

    Elisa Capitani

    Studentessa al primo anno di magistrale in Letterature moderne, comparate e postcoloniali a Bologna, Elisa Capitani è da sempre appassionata al mondo della letteratura e della scrittura. Ha un forte interesse anche per le lingue e le culture straniere, ha ottenuto infatti una laurea triennale in Lingue e letterature straniere all’Università degli studi di Milano.

    Accanto a queste passioni, ha svolto un periodo di 4 anni di volontariato come soccorritrice della Croce Rossa, perché ha sempre creduto nell’importanza del volontariato, nel battersi per gli altri. È stato grazie a questa esperienza e ai corsi universitari, che il suo interesse verso i temi dei diritti umani si è sempre di più ampliato. Quando è venuta a conoscenza di questa realtà giovane, dinamica e attiva in campi importanti, quale è Mondo Internazionale, ha subito pensato che fosse l’occasione perfetta per poter coniugare l’importanza che hanno per lei il volontariato e le cause dei diritti umani, insieme alla sua grande passione, la scrittura. Il Team del progetto “Diritti Umani” l’ha accolta calorosamente come suo membro e sente che insieme a loro avrà la possibilità di poter parlare di quei temi che tanto l’appassionano. Condivide infine con Mondo Internazionale la convinzione che tramite le nostre parole si possa fare la differenza non soltanto per noi, ma per tutte quelle persone che non possono scrivere e lottare per loro stesse.

    A first-year student in Modern, Comparative and Postcolonial Literature in Bologna, Elisa Capitani has always been passionate about the world of literature and writing. She also has a strong interest in foreign languages and cultures, in fact she obtained a bachelor’s degree in foreign languages and literature at the University of Milan.

    In addition to these passions, she has worked as a volunteer for four years as a Red Cross rescuer, because she has always believed in the importance of volunteering, in fighting for others. It was thanks to this experience and the university courses, that her interest in human rights issues has increasingly expanded. When she became aware of this reality of Mondo Internazionale, which is young, dynamic and active in important fields, she immediately thought it was the perfect opportunity to combine the importance of volunteering and the causes of human rights for her, along with his great passion, writing. The team of the project "Human Rights" welcomed her warmly as its member and feels that together with them she will have the opportunity to talk about those issues that fascinate her so much. Finally, she shares with Mondo Internazionale the conviction that through our words we can make a difference not only for ourselves, but for all those people who cannot write and fight for themselves.

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Temi Diritti Umani


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MondoInternazionale Africa vaccines covid-19 human rights

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