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La violenza sessuale sugli uomini

Tra i numerosi stereotipi causati dal maschilismo tossico c'è anche quello secondo il quale gli uomini non sarebbero mai vittima di violenza sessuale. Del resto, come potrebbero? Il sesso forte non può fisicamente venire sopraffatto da chicchessia e subìre abusi. Senza contare che, nel caso il presunto carnefice sia una donna, è ovvio che non si possa parlare di violenza: insomma, "che uomo sei se rifiuti un rapporto con una donna?"oppure, se si parla di una violenza diversa dallo stupro: "perché non ti sei difeso, grande e grosso come sei?".

Gran parte degli studi sull'argomento fanno riferimento a situazioni specifiche: si parla, ad esempio, della violenza sessuale nelle carceri, o di quella utilizzata come arma per sfiancare i nemici durante i conflitti armati, o contro i prigionieri politici arrestati durante manifestazioni e proteste[1].

Eppure i numeri, seppure i dati siano scarni, parlano chiaro: da una ricerca ISTAT del 2018, si stima che solo nel nostro Paese, senza bisogno di guerre o altre situazioni limite, 3 milioni 754mila uomini (corrispondenti al 18,8% del totale) abbiano subìto una qualche forma di abuso sessuale nel corso della loro vita[2]: un numero molto alto, per un fenomeno che in gran parte rimane sconosciuto e negato dalle stesse vittime.

Quando si parla di violenza sessuale ci si può riferire infatti ad esperienze molto diverse tra loro, sia fisiche (molestie, spinte, graffi, morsi, fino ad arrivare a stupri o a costringere la vittima ad avere un rapporto sessuale forzato) che psicologiche (stalking, molestie verbali e umiliazioni di vario genere). Spesso sono le stesse vittime a non considerare questi eventi con la dovuta gravità, a causa della diffusa (ma sbagliata) idea che le violenze di tipo psicologico siano meno gravi o traumatiche di quelle di tipo fisico, e della altrettanto diffusa e altrettanto sbagliata convinzione che un uomo abbia il pieno controllo della propria erezione e pertanto non possa essere forzato ad avere un rapporto sessuale attivo contro la sua volontà. Niente di più errato: l'erezione infatti può anche avvenire con la sola stimolazione genitale, in modo del tutto indipendente dalla volontà di una persona, soprattutto in occasioni di coscienza alterata (per esempio per l'effetto di alcool o stupefacenti)[3].

Per quanto riguarda, invece, gli stupri che vedono la vittima in un ruolo passivo, la rimozione dell'evento traumatico (perché sì, in presenza di un evento scioccante la mente può attivare un meccanismo di rimozione per proteggere sé stessa, e perciò sì, accade che il ricordo di una violenza riemerga anche molto tempo dopo che l'evento è avvenuto, e pertanto no, non è strano che appena dopo uno stupro la vittima riprenda le sue abitudini come se nulla fosse accaduto e che la denuncia, se mai arriva, giunga in ritardo rispetto alla data della violenza[4]) e la difficoltà di rielaborarlo si accompagnano alla paura di essere stigmatizzati e di vedere intaccata la propria virilità se quanto accaduto diventasse di dominio pubblico. Lo stereotipo machista dell'uomo forte che non può essere fisicamente sopraffatto gioca a sfavore di chi, subìta una violenza, non si sente in diritto di chiedere aiuto.

Ulteriori timori che remano contro gli uomini vittime di violenza, nel caso questa avvenga all'interno delle mura domestiche in una coppia eterosessuale con figli, sono quelli economici legati al dovere, in caso di separazione, di pagare alimenti e contestualmente trovarsi una nuova abitazione e mantenersi. Da non sottovalutare è inoltre la paura dell'alienazione parentale: le coniugi violente spesso minacciano di impedire al marito la frequentazione dei figli per spingere l'uomo a non denunciare o a non andarsene[5]. Di nuovo, il timore di non essere creduti o di vedere intaccata la propria immagine di capo della famiglia - paura legata ad una visione culturale sbagliata e tossica - costringe gli uomini a subìre in silenzio.

È evidente dunque come il fenomeno della violenza sugli uomini meriti di essere studiato a fondo, perché si diffonda la consapevolezza che la violenza può colpire chiunque e che tutte le vittime hanno pari diritto di essere ascoltate e protette.

Postilla, o come NON si parla della violenza contro gli uomini

Facendo ricerca sul tema capita a volte di imbattersi in articoli anche molto completi dal punto di vista dei dati e delle fonti, ma che partono da un'idea sbagliata: "va bene parlare della violenza sulle donne. Ma allora, la violenza sugli uomini?". Quasi che l'una delegittimasse l'altra, la rendesse meno grave. Non è così: la violenza non è meno distruttiva solo perché maggiormente condivisa (per lo stesso principio per cui, ad esempio, i diritti individuali non diminuiscono all'aumentare del numero di persone che ne godono; ma questa è un'altra storia). Non è una gara a chi soffre di più, non si può insinuare che un sesso sia eccessivamente lagnoso e costringa quindi l'altro a patire nel silenzio. Parlarne in simili termini porta necessariamente ad una polarizzazione di due parti che in realtà sono la stessa: quella delle vittime, chiunque esse siano.

La violenza, di qualunque tipo, va discussa: bisogna parlarne, portarla alla luce, denunciarla a gran voce ed educare noi stessi e gli altri a riconoscerla e a non perpetrarla. Solo così potremo finalmente costruire rapporti rispettosi con gli altri e gli enunciati che iniziano per "ma allora..." saranno solo un lontano ricordo.





[1]https://it.insideover.com/guerra/quellarma-segreta-di-guerra-gli-abusi-sessuali-sugli-uomini.html/amp

[2]https://www.istat.it/it/archivio/209107

[3]https://www.siams.info/erezione-eiaculazione-e-orgasmo/

[4]https://www.stateofmind.it/tag/trauma-esperienze-traumatiche/

[5]https://www.osservatoriodiritti.it/2019/02/20/violenza-sugli-uomini/amp/


Fonti usate per il seguente articolo: 

https://it.insideover.com/guerra/quellarma-segreta-di-guerra-gli-abusi-sessuali-sugli-uomini.html/amp

https://www.istat.it/it/archivio/209107

https://www.siams.info/erezione-eiaculazione-e-orgasmo/

https://www.stateofmind.it/tag/trauma-esperienze-traumatiche/

https://www.osservatoriodiritti.it/2019/02/20/violenza-sugli-uomini/amp/


https://edition.cnn.com/2013/1...

https://www.ilpost.it/2014/02/...

https://www.ilpost.it/2014/02/...

https://www.ilpost.it/2014/02/...


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  • L'Autore

    Simona Sora

    Laurea triennale in Lettere Moderne ad indirizzo storico, laurea magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia. Nel 2014 ha fatto volontariato in un pueblo delle Ande peruviane perché voleva sapere cosa si prova ad essere straniera; nel 2018 ha fatto ritorno sulla stessa catena montuosa, seppur in diversi confini nazionali, per scrivere una tesi sul rapporto tra volontari italiani e campesinos, o forse solo per fare di nuovo ricerca su sé stessa.

    Nella vita ha fatto la receptionist di un ostello in Portogallo, la cameriera a Brescia, la promoter sul lago di Garda, la commessa a Milano, tenendo sempre le orecchie e gli occhi ben aperti su tutto quello che le capitava intorno.

    Da grande vorrebbe continuare ad ascoltare le storie delle persone, per fare esperienza del mondo attraverso i loro occhi; vorrebbe prendere un’altra laurea cambiando completamente ambito o forse discostandosi solo di un po’, perché studiare le piace tanto e le piace anche spaziare tra le conoscenze, e vorrebbe anche scrivere.

    Si sente sempre un essere umano in costruzione.

    In Mondo Internazionale è autrice di pezzi per il progetto TrattaMI Bene e revisore di bozze.

    Bachelor’s Degree in Modern Literature with a major in history, Master Degree in Cultural Anthropology and Ethnology. In 2014 she volunteered in a pueblo in the Peruvian Andes, because she wanted to understand what it is like to be a stranger; in 2018 she returned to the same mountain chain, although in different national borders, in order to write her thesis about the relationship between Italian volunteers and Campesinos, or maybe just to research herself again.

    She worked as a receptionist in a hostel in Portugal, as a waitress in Brescia, as a promoter on Garda lake and as a shopping assistant in Milan, and she have always kept her hears and eyes opened to see all the things around her.

    When she will grow up, she would like to keep listening about people’s stories, to experience the world through their eyes; she would like to pursuit a new degree in something completely new, or maybe in something just a little different from her degrees. She loves studying and learning different subjects too. She would also like writing.

    She always feels herself like a constantly evolving human being. In “Mondo Internazionale” she writes articles about DirittiUmani and she proofreads articles.

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