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La strage degli albini africani

In occidente hanno una vita mediamente regolare, ma nel continente nero, sono molti i giovani albini che muoiono sempre di più di cancro alla pelle. Questa strage, che molte organizzazioni internazionali sui diritti umani hanno definito “silenziosa”, aumenta anno dopo anno e in questo discriminazioni e persecuzioni hanno giocato un ruolo decisivo. Le persone affette da albinismo, nel mondo, sono circa una su 17mila, ma in Africa ne è affetta una persona su 5mila. Questa assenza di melanina determina una scarsa protezione della pelle dai raggi ultravioletti, provocando così la formazione di tumori ed un invecchiamento prematuro.

Le discriminazioni a causa del loro colore della pelle crea tensioni sociali e culturali. Queste persone trovano difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro (anche nei primi anni d’istruzione) e i mezzi per prevenire i rischi di ammalarsi sono praticamente assenti. Secondo “SNUPA”, un’associazione che in Uganda si occupa di albinismo, i tumori stanno aumentando, sia per la scarsa conoscenza dei sintomi, sia per la loro esclusione da parte della società.

Le Nazioni Unite, ragionevolmente, si sono fortemente interessati a questo tema riportando un documento ufficiale sui numeri di questa strage. Il 98% degli albini decede prima di raggiungere i 40 anni e circa l’80% muore per formazione di tumori alla pelle. Questi numeri sono riscontrabili maggiormente nei paesi africani per la mancanza di una cultura di prevenzione come l’uso di creme solari e vestiti adeguati. Oltre a questi numeri bisogna aggiungerci le forti persecuzioni che devono subire questi individui. In alcuni paesi africani vengono chiamati “zeru zeru”, cioè persone fantasma, portatori di sventure con poteri mistici legati alla magia nera. Queste superstizioni hanno portato fenomeni di mutilazioni, sviluppando un vasto mercato nero. Secondo l’associazione canadese "Under the same sun", che si occupa della questione dell'albinismo, nell’Africa subsahariana quasi tutte le persone albine hanno paura di essere rapite e uccise.

Nel gennaio 2018, per tutelare i popoli vittime di discriminazioni, si è svolto il Summit dell’Unione Africana in Etiopia. È stato adottato un nuovo protocollo per tutelare maggiormente le persone con disabilità. Il documento richiede a tutti gli stati che hanno aderito di assicurare alle persone con disabilità una equa fruizione dei diritti, andando a migliorare le condizioni di vita delle persone che come gli albini hanno una disabilità.

Fonti consultate per il presente articolo:

https://www.corriere.it/salute/malattie-rare/19_agosto_23/strage-silenziosa-albini-africani-muoiono-tutti-prima-40-anni-5e65bfcc-c3fb-11e9-b4f3-f200f033f7a0.shtml

https://www.pexels.com/it-it/f...


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  • L'Autore

    Juan Guillermo De Los Rios Garrido

    Juan Guillermo De Los Rios Garrido è un giovane studente di 23 anni. Nato in Colombia, all' età di 8 anni si trasferisce con la famiglia in Toscana a Siena dove compie gli studi scolastici, iscrivendosi al corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali, dove tutt'ora frequenta.

    Appassionato di relazioni internazionali e diritti umani, da Maggio 2020 collabora con l'associazione "Mondo Internazionale" con il ruolo di autore nell' area tematica "Diritti Umani"

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Dal Mondo Africa Sub-Sahariana Sezioni Diritti Umani Ridurre le disuguaglianze


Tag

Albinismo Strage DirittiUmani African culture

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