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La sfida della sicurezza alimentare, tra sovrappopolamento e mutamenti climatici

Una delle maggiori sfide con cui l’umanità è oggi chiamata a misurarsi è senza dubbio quella di soddisfare il fabbisogno alimentare dei sempre più numerosi abitanti del pianeta Terra. La popolazione globale - che oggi ammonta a 7,7 miliardi di persone - è infatti destinata a raggiungere gli 8,5 miliardi nel 2030 e poi a superare i 9,7 miliardi nel 2050, secondo le ultime proiezioni sviluppate dalle Nazioni Unite. Solitamente, è proprio la prospettiva di una popolazione sempre più numerosa – che richiede risorse sempre maggiori per soddisfare le proprie necessità e quindi esercita sugli ecosistemi una pressione crescente – a motivare la preoccupazione, ormai piuttosto diffusa, che sfamare l’umanità possa divenire in futuro ancor più difficile di quanto già non si dimostri.

Il sovrappopolamento, tuttavia, non è che uno dei numerosi fattori che concorrono a fare della garanzia della sicurezza alimentare globale - da intendersi come sicurezza dell’approvvigionamento alimentare - una delle maggiori sfide per il futuro dell’umanità sulla Terra. Nei prossimi decenni, soddisfare il fabbisogno calorico e nutrizionale della popolazione diverrà sempre più difficile. Questo perché non soltanto per farlo sarà necessario produrre una maggior quantità di cibo - a fronte della crescente domanda di una popolazione in espansione - ma anche perché un tale incremento della produzione alimentare globale dovrà essere garantito nonostante gli effetti che il cambiamento climatico eserciterà sui sistemi agro-alimentari. Effetti, questi, che si registrano già oggi e di cui si prevede un progressivo inasprimento in caso di mancata implementazione delle necessarie politiche di mitigazione del cambiamento climatico e di adattamento alle sue conseguenze.

Proprio a fini della mitigazione del cambiamento climatico, gli stessi sistemi agro-alimentari dovranno essere riformati nel senso della sostenibilità – come già sta accadendo (si pensi, in ambito europeo, alla Strategia Farm to Fork sviluppata dalla Commissione Europea). Secondo una stima riportata dallo Special Report on Climate Change and Land dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), pubblicato nel 2019, il sistema alimentare globale è stato responsabile, tra il 2007 e il 2016, del 21-37% delle emissioni totali di gas a effetto serra di origine antropogenica. La produzione, la trasformazione, il confezionamento, la distribuzione, il consumo (e lo spreco) del cibo di cui ci nutriamo sono, in altre parole, responsabili di circa un terzo delle emissioni di gas serra complessivamente prodotte dalle attività umane. Proprio per questo, la mitigazione del cambiamento climatico non può prescindere da una riforma del sistema alimentare globale che ne riduca l’impatto ambientale senza pregiudicarne la produttività.

La sfida del futuro sarà proprio questa: adattare i sistemi agro-alimentari cosicché possano garantire la disponibilità di quantità di cibo idonee a soddisfare la domanda di una popolazione sempre più numerosa, senza che un tale incremento della produzione alimentare si traduca in un’intensificazione del loro impatto ambientale e nonostante gli effetti distorsivi che il cambiamento climatico eserciterà sull’agricoltura.

Proprio di trasformazione dei sistemi alimentari nel senso della sostenibilità e a scopo di salvaguardare la sicurezza alimentare globale si è discusso, a livello internazionale, nell’ambito del UN Food Systems Summit – il primo del suo genere – tenutosi il 23 settembre scorso parallelamente all’Assemblea generale delle Nazioni Unite e conclusosi con la sottoscrizione di più di 300 impegni da parte dei soggetti partecipanti. L’obiettivo? Accelerare il progresso globale verso il conseguimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU per il 2030, dei quali il secondo prevede proprio che entro il 2030 si eradichi la fame e si garantisca a tutti, con continuità, l’accesso a un cibo sufficiente, sicuro e nutriente che soddisfi le necessità e le preferenze alimentari di ciascuno. 


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  • L'Autore

    Irene Boggio

    IT_ Irene Boggio si è laureata in Scienze Politiche e Sociali presso l'Università degli Studi di Torino con una tesi in Analisi delle Politiche Pubbliche sul ruolo dell'expertise nel policy-making ed è prossima a conseguire la laurea magistrale in Scienze Internazionali presso la medesima università, con specializzazione in Studi Europei. E' inoltre studentessa della Scuola di Studi Superiori "Ferdinando Rossi" di Torino, sin dall'inizio del suo percorso universitario.

    EN_ Irene Boggio graduated in Political and Social Sciences at the University of Turin, with a dissertation in Public Policy Analysis on the role of expertise in policy-making. She is about to earn a masters' degree in International Studies at the same university, specializing in European Studies. She's also been a student at the "Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi" of Turin right from the beginning of her academic journey.

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Temi Ambiente e Sviluppo Organizzazioni Internazionali Salute e Benessere Agenda 2030 Sconfiggere la fame


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sicurezza alimentare Fame sovrappopolamento Agenda ONU 2030 SDG2 sistemi alimentari Riforma

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