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La Russia dichiarata potenza occupante in Crimea

Il 15 Novembre 2016 il Terzo Comitato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riguardante questioni di materia sociale, umanitaria e culturale, ha approvato con 73 voti a favore il testo di una risoluzione riguardante la preoccupante situazione dei diritti umani nella Repubblica Autonoma di Crimea; la risoluzione, adottata il 19 Dicembre 2016, prevede la preparazione di un rapporto tematico sull’area da parte dell’Alto Commissario per i Diritti Umani dell’ONU.

Questa decisione rappresenta un passo successivo in merito alla questione ucraina da parte dell’Assemblea Generale dopo la risoluzione 68/262 del 27 Marzo 2016, la quale sottolineava l’invalidità del referendum dichiarante l’indipendenza della Repubblica di Crimea e indicava la necessità di un impegno internazionale atto a garantire l’integrità politica e territoriale dell’Ucraina.

Per la prima volta, la Russia viene definita come una potenza “temporaneamente occupante” il territorio ucraino e viene pesantemente accusata di violazioni dei diritti umani verso le minoranze etniche, in primo luogo verso i Tartari, un gruppo etnico di origine turca formatosi tra il XIII ed il XVII secolo. La situazione critica era già stata segnalata da numerosi rapporti dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR), come sottolineato dall’ambasciatore britannico alla missione ONU Martin Shearman, il quale ha espresso profonda preoccupazione riguardo alla condizioni umanitaria delle minoranze etniche a causa di punizioni collettive e arresti senza un equo processo.

I rapporti sui diritti umani condotti dall’ONU indicano anche violazioni delle libertà fondamentali (di movimento, di parola e di assemblea pacifica) e il collasso dell’ordine giuridico nelle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. Sotto queste circostanze, la Federazione Russa ha ricevuto un importante monito sul suo compito di garantire il rispetto dei diritti delle minoranze in quanto potenza controllante de facto il territorio della Crimea.

Sergiy Kyslytsya, deputato ucraino al Ministero degli Esteri, ha affermato che l’obiettivo di tale risoluzione sia assicurare che la Federazione Russa mantenga i suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale in quanto potenza occupante e fermare il peggioramento delle condizioni civili, garantendo i diritti fondamentali ed essenziali per la vita della popolazione. Per contro, Anatoly Viktorov, capo del dipartimento del Ministero degli Esteri russo relativo ai diritti umani, ha definito la risoluzione “motivata politicamente” contro la decisione referendaria della Crimea ed ha sostenuto che tutti i cittadini godono degli stessi diritti in quanto membri della Federazione Russa.

La Federazione Russa tuttavia aveva già mostrato un comportamento inusuale abbandonando la Corte Penale Internazionale nello stesso momento in cui erano state aperte delle inchieste sulle azioni russe in Ucraina ed in Siria. L’atto fu giustificato da un portavoce del Ministero degli Esteri che ha affermato: “La Corte Penale Internazionale non ha mantenuto le speranze poste in essa e non rappresenta più un organo giudiziario indipendente ed autorevole”.

La nuova risoluzione potrebbe quindi rappresentare un segno di rinnovato impegno internazionale per risolvere definitivamente il conflitto in corso e la sempre peggiore situazione umanitaria che affligge la popolazione della Crimea, attraverso l’implementazione di misure sociali e legali da parte della Federazione Russa, che deve rispondere dei suoi impegni secondo le norme internazionali riguardanti i territori occupati. Grande importanza è stata data a un futuro impegno nel garantire una piena integrazione delle minoranze etniche nel contesto sociale, nel fermare le detenzioni non giustificate e nell’assicurare la protezione dei diritti umani. Gli sviluppi nell’area saranno monitorati dalla Nazioni Unite e dalle organizzazioni operanti sul luogo.

Per leggere il testo della risoluzione: http://khpg.org/en/index.php?i...


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  • L'Autore

    Andrea Maria Vassallo

    Studente di scienze politiche appassionato di relazioni internazionali, con un forte interesse per la geopolitica e l'area post-sovietica.

    Il mio impegno in Mondo Internazionale è motivato dal confrontarmi continuamente con contesti e punti di vista diversi, così anche dall'incredibile opportunità di sviluppare e accrescere le soft-skills fondamentali per una maggiore abilità professionale e

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Geopolitica Mondo Europa


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