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La prevenzione dei conflitti alla luce del diritto internazionale

Oggigiorno è sempre più importante riuscire ad inquadrare il termine ‘‘conflitto’’ all'interno di un quadro giuridico e normativo che possa garantirne una definizione. Ciò serve a capire cosa si intende per ‘‘prevenzione dei conflitti’’ e quali azioni possono effettivamente costituirla alla luce del diritto internazionale.

La prevenzione non è diplomazia preventiva. Essa ne è sicuramente parte integrante, però non la esaurisce, in quanto la prevenzione potrebbe comprendere azioni e attività al di fuori della diplomazia preventiva. In forza dell'articolo 33 della Carta delle Nazioni Unite essa può essere intesa come un rimedio classico (negoziazione, mediazione, conciliazione, arbitrato, accordi regionali) ai conflitti tra Stati, dove l'obiettivo è cercare di prevenire i rischi di deterioramento della relazione.

La prevenzione non è nemmeno "imposizione della pace". Quest’ultima deve essere considerata come una extrema ratio. Il concetto va oltre la soglia dell'uso della forza, quindi è letteralmente qualcosa di contrario alla prevenzione stessa. Per tale ragione è necessario affermare che le sanzioni conseguenti ad una violazione del diritto internazionale non possono essere considerate esplicazioni della prevenzione dei conflitti.

La prevenzione non è neanche "gestione del conflitto". Letteralmente, essa riguarda il momento immediatamente precedente lo scoppio del conflitto, quando ci sono problemi che non sono ancora esplosi, ma probabilmente lo faranno, prima o poi. La gestione invece riguarderebbe il conflitto già in corso. D'altra parte se letteralmente i due termini, prevenzione e gestione, sembrano identificare cose completamente diverse, in realtà la gestione del conflitto non è qualcosa di diverso dalla prevenzione ma ne fa parte. L'unica cosa da fare in queste situazioni è l'adozione di ''strategies that the fire department may employ to prevent fire when the match has already been struck''[1].

Il "peacekeeping" può essere talvolta usato come misura preventiva, ma non tutto il peacekeeping è preventivo, soprattutto se consideriamo che questo concetto non è specificamente menzionato nella Carta delle Nazioni Unite, ma deve nascere in virtù di un'interpretazione combinata dei capitoli 6 e 7 della Carta, creando quelle che sono state definite "operazioni sul capitolo 6 e mezzo"[2].

Cos’è allora la prevenzione? Le misure adottate dalle varie organizzazioni internazionali per prevenire i conflitti si dividono in 3 fasi: prima del conflitto (evitare che il conflitto scoppi in modo violento); durante il conflitto o gestione del conflitto (interrompere il conflitto); fine del conflitto (fase volta ad evitare che il conflitto possa riemergere). Quindi ci sono tre fasi che identificano momenti diversi ma tutti rientrano nella definizione generale di prevenzione. Essa è dunque una macro categoria che risulta costituita dalla convivenza di queste 3 fasi. 

Alla luce di quanto abbiamo mostrato possiamo dare una visione omogenea e unitaria di ciò che significa prevenzione, concentrandoci sul fatto che essa non significa eliminazione del conflitto ma la sua trasformazione attraverso un processo pacifico di cambiamento sociale e politico.

[1] Permanent Mission of Germany to the United Nations, Speech by Federal Minister for Economic Cooperation and Development, Heidemarie Wieczorek - Zeul, seminar on “Crisis prevention and development cooperation”, New York, April 19, 2000.

[2] So defined by Dag Hammarskjold, Secretary General of the United Nations from 1953 to 1961. See the reports of the then Secretary-General A/3964 of 9 October 1957 and A/3943 of October 9, 1958.

TOSCANO R., La Prevenzione Dei Conflitti: Una Sfida Per Il Nostro Tempo, in Politica Internazionale n.3, maggio-giugno, 2000, p.122.

BARACANI E., L’Unione europea e la prevenzione dei conflitti. Un’analisi comparata di tre casi di studio: Cipro, Kosovo e Palestina, Bologna, Il Mulino, 2014.

SCHINDLER D., The Different Types of Armed Conflicts According to the Geneva Conventions and Protocols, in RCADI, 1979, p.153.


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  • L'Autore

    Fabrizio Valerio Bongiorno

    Fabrizio Valerio Bongiorno è un giovane professionista appassionato di diritto internazionale, diritto europeo e tecnologia. Si laurea in giurisprudenza con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Messina con una tesi sulla collaborazione tra l’UE e l’ONU sul tema della prevenzione dei conflitti. Dopo la laurea decide di cambiare ambito di ricerca e frequenta un Master in alti studi europei presso il Collegio Europeo di Parma scrivendo una tesi sugli aeromobili a pilotaggio remoto, il GDPR e la privacy e la cybersecurity.

    Fabrizio svolge tutte le sue esperienze lavorative all’estero. La prima risale al 2017 quando entra a far parte di una fondazione spagnola con sede a Bruxelles nota nel campo dell’europrogettazione. Subito dopo, nel 2018, si trasferisce in Bulgaria dove, immerso in una immensa vallata innevata, decide di utilizzare le competenze precedentemente acquisite per gestire progetti di ricerca aventi riguardo il crimine organizzato transnazionale, la radicalizzazione, il traffico di esseri umani e attacchi terroristici.

    Nel 2019 lavora come stagista presso il Parlamento Europeo, nel Servizio Ricerca. Qui, si occupa di cybersecurity, privacy e human rights, scrivendo anche diversi documenti sul ‘terrorist content online’ e sul ‘trafficking in human beings’ scambiando idee e opinioni con i massimi esperti europei in tema di privacy e arricchendo il proprio bagaglio culturale.

    Da ultimo, decide di affacciarsi ad una nuova realtà, quella di mondo internazionale. È membro del team revisione bozze e autore all’interno del progetto legalytics.

    Fabrizio Valerio Bongiorno is a young professional who is passionate about international law, European law and technology. He graduated in law with honors at the University of Messina with a thesis on the collaboration between the EU and the UN in the field of prevention of international conflicts. Afterwards, he decided to change his research field and attended a Master in High European Studies at the European College of Parma by drafting a thesis on remote piloted aircraft systems, privacy and data protection and cybersecurity.

    Fabrizio carried out all his work experience abroad. The first one dates back to 2017 when he joined a Spanish foundation based in Brussels known for dealing with europrojects. He moved to Bulgaria in 2018 where, immersed in a huge snowy valley, decided to use the skills he had previously acquired to manage research projects on transnational organised crime, radicalisation, trafficking in human beings and terrorist attacks.

    In 2019 he worked as a Schuman Trainee at the European Parliament, in the Research Service. Here, he deals with cybersecurity, privacy and human rights. He also drew up several documents on 'terrorist content online' and 'trafficking in human beings', by bouncing ideas and opinions off leading European experts on privacy and enriching his cultural background.

    Finally, he decided to join Mondo Internazionale in 2020. He is a member of the proofreading team and author within the ‘legalytics’ project.

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International Conflicts international law international community peacekeeping Diplomacy Conflict United Nations

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