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La Politica Agricola Comune

La Politica Agricola Comune è la prima politica a sperimentare il processo di integrazione europea. Nasce nel 1962 con l’obiettivo di rifornire di alimenti a prezzi accessibili i cittadini dell’UE e di offrire un equo tenore di vita agli agricoltori. Gli obiettivi storici della PAC sono: aumentare la produzione e la produttività, stabilizzare i mercati, garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola e assicurare prezzi ragionevoli nelle consegne ai consumatori.

L’agricoltura si distingue dalla maggior parte delle altre attività produttive per alcuni motivi specifici: il reddito degli agricoltori è inferiore di circa il 40% rispetto ai redditi non agricoli; l’agricoltura dipende di più dal clima e dalle condizioni meteorologiche rispetto a molti altri settori; l'inevitabile intervallo di tempo tra la domanda dei consumatori e la capacità degli agricoltori di soddisfarla. Pur essendo efficaci sotto il profilo dei costi, gli agricoltori dovrebbero operare in modo sostenibile e rispettoso dell’ambiente e mantenere efficacemente i suoli e la biodiversità. Le incertezze commerciali e l’impatto ambientale dell’agricoltura giustificano il ruolo significativo svolto dal settore pubblico per gli agricoltori.

La PAC interviene in vari modi

  • fornendo sostegno al reddito attraverso pagamenti diretti. Ciò garantisce la stabilità dei redditi e ricompensa gli agricoltori per un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e la fornitura di beni pubblici, normalmente non pagati dai mercati, come la cura dello spazio rurale;
  • adottando misure di mercato per far fronte a congiunture difficili, come una contrazione dei prezzi a seguito di una temporanea eccedenza di prodotti sul mercato;
  • mettendo in atto misure di sviluppo agricolo con programmi nazionali e regionali per rispondere alle esigenze e alle sfide specifiche delle zone rurali.

Lo stanziamento dei fondi per la PAC 2021-2017 è leggermente superiore rispetto alla programmazione 2014-2020, da 375 a 386 miliardi di euro, ma tale valutazione vale solamente a prezzi correnti. A prezzi costanti, ossia considerando l’inflazione, la PAC perde 38,9 miliardi nel prossimo periodo settennale (-10,2%). Nel Quadro Pluriennale Finanziario, il peso della PAC passa dal 35,3% al 31,9%.

Nel 2018, la Commissione ha presentato le sue proposte di riforma della PAC introducendo un approccio più flessibile, basato su prestazioni e risultati, che tiene conto delle condizioni e delle esigenze locali, aumentando allo stesso tempo le ambizioni a livello europeo in termini di sostenibilità.

Il 25 giugno 2021, il Parlamento Europeo e i governi nazionali, rappresentati dal Consiglio dell’Unione Europea, hanno raggiunto un accordo riguardo alle modalità con cui verranno erogati 270 miliardi di euro per la Politica agricola comune. Fra il 2023 e il 2027 - cioè nella seconda parte del bilancio pluriennale iniziato nel 2021 - saranno in vigore accordi transitori approvati nell’estate 2020. Il compromesso è stato giudicato molto deludente sia dal partito dei Verdi sia dalle associazioni ambientaliste. Persino il vicepresidente della Commissione Europea con delega al Green Deal, Frans Timmermans, lo ha giudicato «imperfetto», anche se ne ha sottolineato i punti positivi.

Le principali novità riguardano i cosiddetti “ecoschemi”, cioè la percentuale dei fondi collegata a pratiche di agricoltura giudicate sostenibili. Il Parlamento Europeo chiedeva di vincolare almeno il 30% dei fondi, il Consiglio partiva da una quota inferiore al 20%. Il compromesso è stato trovato a metà strada al 25%, anche se gli ambientalisti hanno criticato la presenza di un meccanismo che consente ai paesi che non spendono tutti i fondi legati all’agricoltura sostenibile di usarli per altri scopi, meno vincolati. In più, è stata introdotta la cosiddetta "condizionalità sociale", dal 2025 i fondi potranno essere erogati soltanto alle aziende che rispettino alcuni parametri sui diritti dei lavoratori imposti dall’Unione (dal 2023 i paesi potranno cominciare ad adeguarsi ai nuovi parametri in maniera volontaria).

Le critiche mosse nei confronti del compromesso riguardano il fatto che l’accordo non ha risolto i problemi strutturali della PAC: la scarsità di vincoli con cui viene erogata la maggior parte dei finanziamenti e il rischio che questi vengano distribuiti secondo logiche clientelari da parte dei governi nazionali, come accaduto per l’Ungheria e la Repubblica Ceca. I sussidi all’agricoltura con il tempo sono via via diminuiti rispetto agli anni Ottanta, ma occupano ancora una parte rilevante del bilancio dell’Unione Europea, soprattutto grazie alle influenti e "rumorose" lobby nazionali degli agricoltori.

Nel 2018 circa, il 38% del bilancio comunitario è stato destinato all’agricoltura: si parla di 58,53 miliardi di euro, di cui 14,3 per varie misure di sviluppo e 41,4 di sussidi diretti, distribuiti direttamente agli agricoltori a seconda della grandezza dei terreni posseduti. L’Unione Europea si limita a controllare che nelle loro attività le aziende beneficiarie rispettino alcuni laschi criteri di sostenibilità ambientale, come lasciare il 4% dei terreni arabili a disposizione della flora e della fauna locali. Questa modalità genera due tipi di problemi: per prima cosa, avvantaggia decisamente i grandi proprietari terrieri, consolidando le distanze con i piccoli e i medi agricoltori; la seconda, è che dato che il giudizio riguarda l’intera azienda, l’Unione non fa alcuna domanda su come vengono spesi di preciso i finanziamenti comunitari. Anche nel nuovo compromesso, il 75% dei fondi sarà poco vincolato.

I lavori si svolgeranno, ora, a livello inter-istituzionale sui dettagli tecnici restanti della proposta di riforma, dopo di che questa sarà formalmente approvata sia dal Parlamento europeo che dal Consiglio. Gli Stati membri avranno tempo fino al 31 dicembre 2021 per sottoporre i loro progetti di piani strategici nazionali alla Commissione per l'approvazione.

Fonti consultate per il seguente elaborato: 

https://www.ilpost.it/2019/11/04/sussidi-europei-agricoltura/

https://ec.europa.eu/info/food-farming-fisheries/key-policies/common-agricultural-policy/future-cap_it#latest

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_21_2711


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  • L'Autore

    Valeriana Savino

    IT_VALERIANA SAVINO

    Valeriana Savino è una giovane studentessa di 24 anni. Nata e cresciuta in Puglia. È laureata in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Studi Europei presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

    Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze delle Amministrazioni. Ritiene fortemente che il primo cambiamento necessario per il prossimo futuro sia dare un contributo attivo alla gestione dei servizi pubblici e privati.

    Ha collaborato per tre anni con l’associazione “Giovani nel Mondo” alla promozione del festival delle carriere internazionali. La promozione consisteva nell’organizzare incontri sia in italiano sia in inglese con gli studenti, conferenze con ospiti nazionali e internazionali e fornire informazioni sul festival.

    Da agosto 2019 collabora con l’associazione “Mondo Internazionale”. È autrice nell’area tematica “Diritti Umani” ed “Europa” nell’ambito di Mondo Internazionale Academy. Da novembre 2020 collabora come Policy Analist nell’analisi, ricerca e redazione di politiche pubbliche portate avanti da Mondo Internazionale Hub all’interno di MIPP, l’Incubatore di Politiche Pubbliche.

    È appassionata di diritti umani e di questioni relative all’Europa e non solo. Ascolta podcast per essere sempre aggiornata sul mondo attuale e nel tempo libero leggo libri e guardo serie TV.

    Ama viaggiare, scoprire nuove realtà e mettersi sempre alla prova.

    EN_VALERIANA SAVINO

    Valeriana Savino is a young 24 years old. She is born and raised in Puglia. She has a BA in Political Science, International Relations and European Studies at the University of Bari "Aldo Moro".

    She is currently attending the master's degree in Administration Sciences. She strongly believes that the first necessary change for the near future is to make an active contribution to the management of public and private services.

    She collaborated for three years with the "Giovani nel Mondo" association to promote the internationale career festival. The promotion consisted of organizing meetings both in Italian and in English with students, conferences with national and international guests and providing information on the festival.

    Since August 2019 she has been collaborating with the "Mondo Internazionale" association. She is an author in the thematic area "Human Rights" and "Europe" within the Mondo Internazionale Academy. Since November 2020 she has been collaborating as a Policy Analist in the analysis, research and drafting of public policies carried out by Mondo Internazionale Hub within MIPP, the Public Policy Incubator.

    She is passionate about human rights and issues relating to Europe and beyond. She listens to podcasts to keep up to date on the current world and in free time she reads books and watch TV series.

    She loves to travel, discover new realities and always test herself.

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